Articoli
4 minuti
Ambiente
Ambiente

Diamanti prodotti in laboratorio? La conversione dei colossi dei gioielli al processo produttivo sostenibile

09 giugno 2021

Non è facile definire con precisione il costo ambientale relativo all’estrazione naturale di un diamante, in termini di rilascio nell’atmosfera di anidride carbonica e di utilizzo di enormi quantità di acqua. Si tratta di un valore strettamente legato al luogo in cui la miniera si trova, alle condizioni climatiche e a come il minerale grezzo è incastonato nella roccia che lo circonda. Per esempio, il consumo di carburante per carato oscilla tra i 4,90 euro della miniera di Argyle nell’Australia Occidentale e i 13,40 euro della miniera Diavik nel Canada Settentrionale. Al tempo stesso, alcuni osservatori sostengono che l’estrazione naturale porti dei danni agli ecosistemi nel territorio da cui viene “strappata la terra”.

Per tali ragioni, Pandora, una delle aziende leader di produzione e distribuzione di gioielli, ha annunciato recentemente di voler abbandonare, a partire dal 2022, l’utilizzo di diamanti estratti da giacimenti minerari, per orientarsi esclusivamente sulla loro creazione all’interno dei laboratori.

Una decisione che ha avuto un forte impatto mediatico a livello mondiale, ma che non è una novità assoluta in questo settore. I primi esperimenti di produzione dei diamanti attraverso cicli produttivi artificiali sono databili fin dall’Ottocento. Per una fabbricazione del genere possono essere utilizzate due diverse metodologie.

La High Pressure High TemperatureHPHT, la quale prova a ricreare le condizioni naturali di profondità del sottosuolo in cui si formano i diamanti, trasformando la polvere di grafite, che presenta atomi di carbonio come il diamante ma disposti in maniera diversa, in forma liquida, per poi farla raffreddare e solidificare dando luogo a un prezioso sintetico.

Discorso diverso riguarda invece la tecnologia CVD, sigla che sta per Chemical Vapor Deposition (deposizione chimica a vapore). Si tratta di un metodo di deposizione attraverso un macchinario sottovuoto che sfrutta un substrato su cui poi si va a creare il diamante artificiale. Sul cosiddetto “wafer” o substrato si vanno a deporre con una particolare disposizione, attraverso un processo che di solito include anche l’idrogeno, gli atomi di carbonio provenienti da gas che ne sono ricchi.

Nonostante la procedura richieda un grosso consumo di energia, i vertici di Pandora hanno comunicato che verranno utilizzate esclusivamente fonti rinnovabili, con l’obiettivo di raggiungere lo status di carbon neutral. Al momento, per la realizzazione di Pandora Brilliance – la prima collezione lanciata nel Regno Unito nel 2021 composta interamente da diamanti sintetici – la società di Copenaghen è riuscita a impiegare il 60% di energia pulita.  Entro il 2022 l’obiettivo è di raggiungere il 100%.

Insieme all’intenzione di utilizzare entro il 2025 esclusivamente argento e oro riciclati, queste azioni dovrebbero portare un calo di 37 mila tonnellate all’anno nella produzione di anidride carbonica. Ai discorsi più etici, si aggiunge la possibilità di raggiungere un incremento di guadagni economici. Infatti, attraverso la produzione in house dei diamanti, è prevista una riduzione di circa un terzo dei costi investiti per le stesse quantità di origine naturale, garantendo una qualità invariata. Un risparmio in grado di incidere anche sui prezzi di vendita, così da aumentare significativamente la platea di clienti e accrescere il proprio giro di affari.

Inoltre, se fino ad oggi, per alcuni, il prezzo più modesto e il design dei modelli hanno rappresentato i motivi principali della preferenza dei diamanti sintetici ai naturali, diversi sondaggi rivelano come per i Millenial e la Generazione Z sono i temi etici e quelli legati alla sostenibilità ambientale a condurre le proprie scelte di acquisto. Giocando un ruolo da apripista, quindi, Pandora potrebbe attrarre questi futuri consumatori e conquistare una posizione privilegiata rispetto ai propri competitor.

argomenti trattati

Vuoi informazioni sulla nostra consulenza e sui nostri servizi?

Naviga il sito e vedi tutti i contenuti di tuo interesse