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Casa Vicens, l’abitazione museo di Gaudí dove puoi trascorrere una notte

21 luglio 2021

Dormire in un palazzo progettato da Antoni Gaudí, visitandolo privatamente e gustando un menù stellato, il tutto al prezzo simbolico di un euro. No, non si tratta di una fake news, bensì di un’opportunità unica per gli appassionati dell’architetto e artista visionario, che hanno la possibilità di prenotare per una notte, fino a fine disponibilità di date, un soggiorno unico a Casa Vicens, che rappresenta uno spartiacque sia per il percorso artistico di Gaudí che per la storia architettonica della capitale catalana. Il primo edificio ad uso residenziale realizzato dall’architetto spagnolo a Barcellona, infatti, è anche l’opera con cui egli definì e inaugurò il suo stile inconfondibile.

Il palazzo, appartenente al novero delle sette opere di Gaudí iscritte al Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO dal 2005, fu costruito tra il 1883 e il 1888. Fu commissionato nel 1878 a un giovane Gaudí dall’agente di borsa Manuel Vicens i Montaner, che desiderava la sua casa di villeggiatura fuori dal centro frenetico della città, che spiccasse per unicità e creatività ma che fosse al contempo un santuario in cui trovare riposo e pace dei sensi. Il quartiere Gracia, infatti, prima di diventare un barrio tra i più particolari e culturalmente vivaci del comune di Barceloneta, era una cittadina autonoma e ancora oggi conserva alcuni aspetti del piccolo paesino che è stato una volta.

Per l’architetto trentunenne originario di Reus – piccolo comune della provincia di Terragona, in Catalogna – la commissione di Casa Vicens rappresentò un’opportunità eccellente per sperimentare la sua personalissima visione impregnata di ispirazioni di diverse derivazioni; il risultato fu un luogo di incontro di diversi stili e influenze culturali e architettoniche, in cui si concentrano elementi anticipatori del Modernismo Catalano ma anche componenti gotiche, in un’applicazione personale della teoria del maestro francese Eugène Viollet-le-Duc, tra i padri fondatori dell’architettura moderna e ispiratore del movimento artistico dell’Art Nouveau, di cui lo stesso Gaudí fu uno dei massimi esponenti.

Non mancano inoltre dettagli dal sapore arabo, che accolgono con calore e colore il visitatore già a partire dalla facciata esterna di Casa Vicens, la quale presenta un accostamento di motivi floreali e composizioni verticali e a scacchiera dipinti su azulejos, ovvero meravigliose piastrelle di ceramica con la superficie smaltata e decorata – molto presenti in Spagna e Portogallo – di dominazione araba. Proprio gli azulejos conferiscono all’abitazione il caratteristico stile orientale, che, fuso agli elementi gotici, crea un look fiabesco che lo stesso Gaudí ha definito “un gotico pieno di luce”.

Distintivo della struttura è lo stretto legame con la natura circostante, elemento che si ritrova nella produzione successiva gaudiniana. Gli interni di Casa Vicens riprendono infatti la natura presente nel giardino al momento della costruzione, attraverso riproduzioni di piante, uccelli e cieli azzurri con nuvole, che dovevano rappresentare una continuità tra gli ambienti interni ed esterni.

Nonostante sia ancora evidentissima la firma di Gaudí, su Casa Vicens sono state apportate diverse modifiche nel tempo, legate anche alla trasformazione della sua destinazione d’uso. Nel 1899, alla morte di Manel Vicens i Montaner, la moglie Dolors Giralt cedette quella che era stata una residenza estiva al medico Antoni Jover i Puig, il quale si trasferì qui con la sua famiglia in maniera stabile. Una scelta che portò a diversi interventi per trasformarla in un’abitazione funzionale durante tutte le stagioni dell’anno; ad esempio la sala da pranzo – progettata per essere un open air – fu chiusa per essere sfruttata anche in inverno.

La famiglia Jover mostrò comunque una grande sensibilità conservativa nei confronti del lavoro di Gaudí, tanto da interpellare l’architetto per qualsiasi piccola modifica di ristrutturazione, così da non snaturare lo stile del palazzo. Il rapporto continuativo tra le parti durò fino alla morte di Gaudí, avvenuta il 7 giugno del 1926.L’architetto non poté quindi essere interpellato per l’ultimo intervento sull’abitazione del 27 marzo 2014, in cui l’edificio, pur mantenendo il nome Casa Vicens, fu trasformato in un museo.

Dopo oltre 7 anni, quindi, il luogo tornerà alla sua vecchia funzione di residenza privata, seppur per una notte sola, permettendo l’esperienza indimenticabile di respirare appieno e intimamente il “genio e follia” di uno dei più importanti e celebrati architetti europei contemporanei.

Cover via Facebook.

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