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Architettura & Design
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Settembre, design week: i nuovi trend, tra workspace casalingo e gli oggetti del next normal

13 settembre 2021

Dopo interminabili mesi di stop per il comparto, rinvii, slittamenti, cancellazioni, settembre, invece, si preannuncia momento di grandi ripartenze. Finalmente, infatti, sono tornati gli eventi e le fiere in presenza e le design week in tutto il mondo. In Italia, con il Salone del Mobile di Milano, ma anche in giro per il mondo, a Parigi, Helsinki, Copenaghen, Londra, Basel, Stoccolma, Vienna e Pechino. Un caleidoscopio di eventi che fanno dell’ibridazione tra fisico e virtuale il loro nuovo cavallo di battaglia: tante mostre ed appuntamenti live (perché il momento di incontro tra persone, anche non del settore, resta e resterà, ancora, il vero plusvalore del networking nel contract) supportati, però, da una serie di appuntamenti collaterali o di approfondimento godibili anche da remoto. A funzionare, infatti, è il fattore umano combinato creativamente al fattore tecnologico, in un’offerta trasversale e on demand: ecco perché sempre più spesso si sente parlare della parola “phygital”, ponte di collegamento tra online e offline.

Nuovi assetti e combinazioni per nuove esigenze

Flessibilità, integrazione, interconnessione, ibridazione, nuove socialità, inclusività, gender equality, ottimizzazione, riuso, innovazione, benessere: questi i concetti chiave che fanno da fil rouge che governa sottotraccia le varie manifestazioni a tema design e interior. In generale, il mood che accompagna le varie design week parla di colori, materiali, sistemi integrati, spesso high tech, che possano aiutare ad abitare il cambiamento, soluzioni progettuali che rispondano alle nuove esigenze di co-living e workspace. L’ibridazione tra ambienti e funzioni la fa infatti da padrone, con spazi che si fanno ri-configurabili, flessibili, leggeri, capaci, cioè, di modificare velocemente assetto e combinazioni possibili per assecondare i bisogni di chi li occupa, per vivere, lavorare o entrambi (ad esempio, attraverso pannelli o divisorori che creino quinte modulari per separare le funzioni). Nuovi equilibri generati, giocoforza, in virtù delle mutate necessità organizzative e logistiche degli utenti, sia per quanto riguarda le dinamiche del quotidiano che per quelle del convivere in comunità. Ritualità urbane e sviluppo sostenibile che puntino a migliorare la qualità sociale, ambientale e territoriale. Ed è in questo contesto che si inserisce la “Città dei 15 minuti”, basata sul concetto di prossimità secondo cui i cittadini possono raggiungere in un quarto d’ora, a piedi o in bicicletta, tutti i servizi necessari.

Piccole rivoluzioni indoor, outdoor e non solo

Le proposte nell’ambito arredo puro non mancano ovviamente, con nuove collezioni di ogni genere, ma soprattutto ad essere presente è un focus sul wellness indoor, in particolare per quel che riguarda l’aria, gli apparati illuminotecnici e i sistemi fonoassorbenti che aiutano a migliorare i riverberi acustici. Mai come nell’ultimo anno sia i brand che i progettisti hanno capito l’importanza del benessere sensoriale delle persone e della qualità di materiali e finiture all’interno degli ambienti che vivono. Siano essi domestici, di lavoro, di produzione o di svago, una riflessione su come stanno cambiando era d’obbligo, worldwide. Insomma, nuovi paradigmi a cui il design è chiamato a dare prontamente risposta e inaspettate opportunità.

Nell’ultimo anno e mezzo si è anche capito quanto importante siano gli spazi all’aperto e quanto privilegiate siano le persone in possesso di un giardino, di un terrazzo o di un balcone, ed ecco quindi un’ampia sezione dedicata all’outdoor e un input virtuoso sul tema della sostenibilità, a tutte le scale. Per esempio con una forte spinta nei confronti dello sviluppo ed utilizzo nel design di materiali nuovi, inusuali, ottenuti da filiere green o da scarti di altri materiali: la forma cambia poco, a cambiare è soprattutto la sostanza.

Spazio anche alla produzione indipendente: The Makers Show è la sezione del Supersalone dedicata ai designer e auto-produttori di tutto il mondo, atelier, studi, laboratori e start-up che uniscono al design sperimentazione, nuove tecniche di produzione – prototipazioni e stampaggi 3D o nuovo artigianato 3.0, in cui la tradizione incontra l’innovazione – e ricerca dei materiali. Spazio anche al ruolo delle donne nel sistema culturale e produttivo: mai come quest’anno la presenza femminile è massiccia, sia in termini di produzione che di talk di approfondimento, online e offline.

Una Rho 2021 sostenibile

E Milano? Per l’edizione 2021 ha sparigliato le carte proponendo una serie di cambiamenti importanti. Ad esempio scegliendo di cambiare date, oppure dando alla cinquantanovesima design week un titolo e un logo (a cura di Studio Folder), a sottolineare l’inedita edizione, e un curatore capofila conosciuto internazionalmente, l’architetto del bosco verticale Stefano Boeri, che, con un team multidisciplinare allargato, ha scelto e presentato un format commerciale, relazionale e culturale pensato tutto intorno al tema dell’esperienza utente, che metta in connessione spazi, aziende e persone, ma anche storia e innovazione. In una parola: futuro.

Nuovo anche l’allestimento a Rho, in fiera, che,  grazie al progetto “Forestami”, ha previsto un filtro verde composta da 200 alberi poi ripiantumati in giro per la città al termine dei sei giorni di evento. Sempre in ottica di circolarità e sostenibilità, anche tutti i materiali e le componenti utilizzati per l’allestimento sono pensati per poter essere smontati e riutilizzati. Cambia anche il sistema interno degli stand che quest’anno utilizza principalmente una sequenza di lunghi setti paralleli, in cui le aziende hanno raccontato la propria identità ed esposto i propri prodotti in verticale: “La parete qui non è intesa come un elemento dogmatico – afferma l’architetto Andrea Caputo – la si può decostruire, lasciarne la struttura nuda, a vista, giocare con le proporzioni. Un sistema aperto che si traduce in diversi approcci di layout. Tutti molto instagrammabili“.

Cover e immagini per gentile concessione di Salone del Mobile Milano

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