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Architettura & Design
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Un designer giapponese trasforma vecchi tubi in PVC in splendidi vasi soffiandoli come fosse vetro

20 gennaio 2021
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Il designer giapponese Kodai Iwamoto trasforma i tubi in PVC in bellissimi pezzi di design. Nato a Kagoshima, città conosciuta come la “Napoli del Giappone”, Iwamoto inizia a studiare design presso la Kobe Design University per poi trasferirsi a Losanna, in Svizzera, dove vive per 2 anni studiando all’Écal, l’École Cantonale d’Art de Lausanne. È qui che acquisisce quelle competenze pratiche che metterà poi a frutto a Tokyo, dove lavora attivamente con alcune aziende di arredamento sia in Giappone che all’estero.

Il giovane designer giapponese è tra coloro che esplorano il potenziale degli elementi prodotti in serie. “Cosa succede se un vecchio processo di produzione incontra materiali economici e prodotti in serie?”: è da questa domanda che parte la sua ricerca sul PVC, materiale appunto economico e facilmente reperibile, forgiato con una tecnica antica, quella di soffiatura del vetro. Da questa unione nascono dei vasi che sono vere e proprie opere d’arte.

Un interessante esempio di tradizione che incontra l’innovazione, declinando in un modo estremamente originale il concetto di sostenibilità. Si tratta infatti di un progetto realizzato utilizzando materiali riciclati. “Anche se è un materiale prodotto in serie ed economico,” sostiene Iwamoto, “credo che il processo di produzione a mano conferisca a ogni vaso un nuovo valore trasformandolo in un oggetto ben realizzato”. Il progetto di Iwamoto è infatti un esempio di come un pensiero progettuale di questo tipo possa aiutare a ridurre al minimo l’inquinamento da plastica e quindi i materiali di scarto.

La collezione di vasi minimalisti “Plastic Blowing” nasce dunque come un modo per trasformare oggetti prodotti in serie in arte degna di essere esposta nei grandi musei del mondo. Per realizzarli Iwamoto riscalda il materiale in PVC per venti minuti fino a renderlo morbido, gommoso e modellabile. Quindi inserisce la plastica in uno stampo di legno e inizia a soffiare. A ogni respiro la plastica si espande andando a riempire lo stampo. Così come accade con il vetro soffiato, molti fattori come la sagoma del calco, la pressione dell’aria e la velocità di riscaldamento della superficie del tubo, influiscono sulla forma di ogni oggetto. Di conseguenza stampi di foggia diversa permetteranno di creare vasi con motivi e dimensioni differenti.

Ecco allora che dei semplici tubi di plastica usati per distribuire l’acqua e facilmente reperibili nei negozi di bricolage si trasformano in vasi per fiori che compongono una collezione unica nel suo genere, caratterizzata da un profilo dentellato sulla superficie.

“Plastic Blowing” è un progetto artistico a cui Kodai Iwamoto lavora dal 2018 e che scaturisce da una profonda ricerca anche sui valori del nostro tempo. Riflettendo infatti sulla facilità con la quale i nostri valori e le nostre prospettive cambiano nel corso tempo, ha iniziato a esplorare i modi per aumentare il valore degli oggetti che ci circondano. Ha quindi pensato alla termoplasticità dei tubi in PVC, materiale spesso utilizzato per realizzare prototipi, e ha iniziato a lavorarci sopra partendo dalla convinzione che se un materiale è economico non significa che non possa essere di alto design. La collezione dei vasi in PVC dimostra anche questo, di fatto aumentando il valore di qualcosa che inizialmente non ne ha.

La collezione “Plastic Blowing” è composta per ora da vasi di tre diverse forme. Attualmente Iwamoto sta creando il prototipo per una nuova forma che avrà delle protuberanze sulla sua superficie. Particolarità inoltre di queste sue creazioni è la leggerezza: “Le persone che hanno avuto la possibilità di tenerli fisicamente tra le mani si sono meravigliate di quanto fossero leggeri,” afferma il giovane designer che ha presentato questo progetto alla Milan Design Week 2018 e alla DESIGNART Tokyo 2020.

“Parlare con la famiglia, gli amici e le persone che incontro durante i viaggi sono la mia ispirazione costante, fonte inesauribile di idee,” spiega Iwamoto, “perché chi mi circonda mi offre una prospettiva completamente nuova”. Prospettiva di sicuro influenzata anche da grandi designer. Primo fra tutti l’italiano Achille Castiglioni, che Iwamoto ha affermato di ammirare “per la sua passione per le cose e per la sua innocente giocosità, nonché per il design logico e funzionale che deriva da queste innate qualità”.

Articolo di Patrizia Vitrugno

Foto courtesy Kodai Iwamoto

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