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Architettura & Design
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Chi è Dieter Rams, l’uomo che ha ispirato intere generazioni di designer con i suoi principi

10 dicembre 2020
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Un semplice disegno a matita, il più delle volte già intuitivamente in scala, è l’incipit dei suoi lavori. La semplicità e lo stile in cui declina gli oggetti di uso quotidiano sono la sua cifra distintiva e oggi molti grandi marchi di design devono a lui pezzi divenuti iconici. Stiamo parlando di Dieter Rams, nato nel 1932 a Wiesbaden, in Germania, e considerato una figura di riferimento nel mondo del design. La chiarezza della forma, la scelta dei materiali e la facilità d’uso sono sempre state l’obiettivo del suo lavoro e lo scopo dei suoi progetti, riassunti dal motto “Weniger, aber besser” ovvero “Meno, ma meglio”, precursore del più noto “Less is more”.

Rams già da piccolo era affascinato dal funzionamento di oggetti e meccanismi semplici, forse influenzato dagli stessi membri della sua famiglia: “Mio nonno era un falegname, produceva i suoi oggetti manualmente, erano semplici, ma molto belli: era questo che volevo fare, non sapevo di essere un designer, ma sapevo che volevo creare delle cose”, ha raccontato lo stesso designer.

A 17 anni si iscrisse quindi alla Werkkunstschule di Wiesbaden per studiare architettura. Lui stesso ha definito l’istituto “una piccola Bauhaus” per il suo approccio hands-on, cioè basato sulla pratica, e lo studio di tecniche quali i giunti di legno. Dopo un tirocinio a Francoforte presso l’architetto Otto Apel tra il 1953 e il 1955 ottenne una prima commessa dall’azienda di elettrodomestici dei fratelli Braun per l’ampliamento della loro sede di Kronberg im Taunus. L’incontro con Braun, di cui nel 1961 diventò direttore del dipartimento del design, è il punto di svolta della carriera di Rams.

Durante i quarant’anni di collaborazione con l’azienda di elettrodomestici, Rams affinò uno stile e una tecnica che ancora oggi influenza numerosi designer esordienti. Per esempio Jonathan Ive, che a partire dal 2001 sotto il motto del “Sorry, no beige”, ha disegnato per Apple bianchissimi modelli come l'iMac, l’ibook (portatile) e l’iMac da 20 pollici, seguendo un’idea di progettazione che procede per “sottrazione” e dà origine a un prodotto pulito, ordinato, semplice; anche il sistema operativo iOS, per esempio, è basato sullo stile della calcolatrice Braun ET66 disegnata da Rams. Una linea di pensiero seguita anche da Jasper Morrison, che per la tedesca Rowenta ha realizzato un Brunch Set (tostapane, bollitore, macchina per il caffè) tutto giocato su un’estetica minimalista che trasforma oggetti di uso quotidiano in elementi di arredo.

La visionarietà di Rams ha preso forma nella realizzazione di prodotti divenuti iconici, come il celebre giradischi SK-4 e il proiettore ‘D’-series, ma anche radio, attrezzature audiovisive e prodotti da ufficio che sono oggi esposti in diversi musei di tutto il mondo, tra cui il MoMA di New York.

La ricerca di Dieter Rams, soprattutto dagli anni Settanta, si è poi concentrata sulla crescente spinta che le aziende hanno dato al consumo di prodotti caratterizzati da un’obsolescenza a breve termine. È da qui che nasce il concetto di sviluppo sostenibile nel design che nel 1980 si declina nei suoi provocatori “Ten principles for good design” ovvero “I 10 principi del buon design”.

Good Design is innovative” è il primo, e mette in evidenza il fatto che le possibilità di progresso sono infinite e che lo sviluppo tecnologico offre sempre nuove opportunità. Per questo il design deve essere innovativo, procedere di pari passo con il miglioramento della tecnologia e mai essere fine a se stesso.

Good Design makes a product useful”, cioè il buon design deve rendere un prodotto utile. Con questo secondo principio Rams si focalizza sull’utilità di un oggetto, qualità fondamentale affinché poi venga acquistato. Per questo l’utilità richiede che la forma badi all’essenziale.

Il terzo principio è “Good Design is aesthetic”, perché la qualità estetica di un prodotto è parte integrante della sua utilità, dato che i prodotti vengono utilizzati ogni giorno e hanno un effetto sulle persone e sul loro benessere. Solo gli oggetti ben fatti possono quindi essere belli.

Good Design makes a product understandable” è il quarto punto che chiarisce come i prodotti debbano avere una forma chiara e leggibile in modo da poter essere utilizzati al meglio.

Good Design is unobtrusive”, ovvero il buon design è discreto. Questo quinto assunto pone l’accento sul fatto che i prodotti sono come strumenti e il loro design deve quindi essere neutro e sobrio per lasciare spazio all’espressione personale di chi lo utilizza.

Good Design is honest”. L’onestà ricercata nella realizzazione di un oggetto dimostra l’integrità del pensiero di Rams, che sostiene così che un design onesto è un design che non tenta in alcun modo di manipolare il consumatore inducendolo a credere in promesse che non verranno poi mantenute dal prodotto.

Il settimo principio è “Good Design is long-lasting”, cioè un oggetto di elevata qualità deve avere un design accurato che, con il passare degli anni, lo sappia mantenere al passo con i tempi e ne accresca il fascino e il suo valore intrinseco.

Good Design is thorough, down to the last detail” ovvero “è accurato fino all’ultimo dettaglio”. Questo ottavo “comandamento”ribadisce che la cura e l’accuratezza in fase di progettazione sono la dimostrazione tangibile del rispetto nei confronti del consumatore.

Il nono principio, “Good Design is environmentally-friendly”, sostiene che il design debba necessariamente essere ecologico e salvaguardare le risorse ambientali, riducendo i rischi di inquinamento.

L’ultimo punto della lista,“Good Design is as little design as possible” ripropone il punto cardine della ricerca estetica di Rams riassunta dal motto  “Meno, ma meglio”, concentrata sin dagli esordi sugli aspetti essenziali, sulla purezza e sulla semplicità dell’oggetto di consumo.

La visione minimalista di Rams è il grande lascito dei suoi quasi 60 anni di carriera per le nuove generazioni di designer: “Bisogna essere in anticipo sui tempi – ha sempre sostenuto – intuire i cambiamenti di mentalità dei consumatori, comprendere la realtà in cui vivono, i loro sogni e desideri, le loro preoccupazioni, i loro bisogni. Sempre considerando realisticamente opportunità e limiti delle tecnologie contemporanee”.

Opportunità e limiti che Rams ha sempre tenuto ben presenti, sapendoli coniugare con uno stile semplice ed equilibrato che lo ha portato a realizzare oggetti che, con una definizione che lui ama molto, rappresentano “il quieto ordine delle cose” in grado di portare un pizzico di bellezza nella vita quotidiana di ognuno di noi.

Articolo di Patrizia Vitrugno

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