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Architettura & Design
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Il Museo del Liberty a Palermo sarà costruito dove se ne ergeva un simbolo, Villa Deliella

19 maggio 2021

Pensando a Palermo, il capoluogo della Sicilia, è inevitabile il richiamo all’architettura “arabo-normanna” (termine principalmente utilizzato nel settore turistico, più che in quello storico e artistico). Tuttavia, la storia millenaria della Sicilia ha avuto modo di sperimentare nel corso dei secoli numerose altre influenze artistiche e cultura. Tra queste, il Liberty.

L’apogeo di questo stile risale ai decenni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, un momento storico in cui la famiglia di imprenditori e mecenati dei Florio ha voluto trasformare Palermo in una delle capitali del Liberty d’Europa. In quegli anni ci fu un vero e proprio boom di edifici e ville in stile Liberty, commissionati dalla ricca famiglia di armatori, che ben presto diventò un esempio da seguire anche per l’alta borghesia palermitana, tali da rendere la città un bijoux di tale stile architettonico.

Il maggiore esponente di questo movimento fu senza alcun dubbio Ernesto Basile, che si contraddistinse soprattutto per la progettazione di edifici dal linguaggio eclettico, mescolando in modo impeccabile un mix di elementi presi dal repertorio artistico medioevale e moderno, a cui si aggiungevano volumi dallo sviluppo imprevedibile ed estrosità decorativa.

In pochissimi anni, Palermo si riempì di questi preziosi gioielli architettonici, che si estendevano dal centro della città fino alle vicine campagne, andando a trovare il loro posto nella già stratificata storia locale. Fino ad arrivare a uno dei momenti più neri, da un punto di vista architettonico ed edilizio, del capoluogo siciliano: il “Sacco di Palermo”.

Nel periodo postbellico, a partire dagli anni ’50, la città di Palermo, ed in modo particolare gli edifici Liberty, sono stati vittima di un’eccessiva speculazione edilizia, che portò a un abbattimento sconsiderato di numerose strutture. Tra le varie distruzioni, quella che fece più clamore fu Villa Deliella, progettata dallo stesso Ernesto Basile e costruita tra il 1905 e il 1909, che venne completamente rasa al suolo nel novembre del 1959, poco prima che scattasse il vincolo di bene culturale.

L’autorizzazione all’abbattimento arrivò proprio dall’assessorato ai lavori pubblici, in quanto, secondo le linee guida di un piano che ancora non esisteva, l’area su cui sorgeva la costruzione era stata adibita ad altri scopi. La vicenda scatenò l’ira di moltissime voci illustri, come quelle di Giulio Carlo Argan e di Bruno Zevi, che definirono tale scelta come “un atto di banditismo di nuovo tipo”. La distruzione di Villa Deliella è una ferita ancora aperta nella storia di Palermo, a maggior ragione perché è stata rimpiazzata da un parcheggio. Dopo anni di animati dibattiti, la Regione Sicilia ha annunciato che proprio in quel luogo simbolo sorgerà il nuovo Museo Regionale del Liberty – Villa Deliella. Ma anche in questo caso, non sono mancati i malumori.

Infatti, agli occhi della comunità, nulla potrebbe mai sostituire Villa Deliella, che ha lasciato un enorme vuoto, tanto da un punto di vista culturale quanto da quello urbanistico. La costruzione si ergeva a Piazza Croci, punto nevralgico che divide Viale della Libertà nelle parti alta e bassa, dove oggi si trova ancora la statua di Francesco Crispi, a cui è stato tolto lo sfondo della Villa. Già da diversi anni, numerosi architetti spingevano affinchéVilla Deliella venisse ricostruita, restituendole l’aspetto in cui si presentava e il luogo in cui si ergeva, attenendosi fedelmente al progetto originale di Basile. A questa proposta, gli esponenti della cultura palermitana hanno risposto affermando che “niente può sostituire nella memoria e nella coscienza Villa Deliella; niente se non Villa Deliella può colmare il vuoto lasciato alla città e alle coscienze di chi l’ha amata e la ama”.

Una proposta ancora diversa viene dalla critica d’arte Eva di Stefano, che ha lanciato su Change.org una petizione alla Presidenza della Regione Siciliana e all’Assessorato ai Beni Culturali, con cui chiede “un ripensamento sulle modalità di riqualificazione dell’area della ex Villa Deliella (potrebbe, per esempio, divenire una traccia di archeologia urbana legata alle vicende del Sacco, vetrificando semplicemente dall’alto il piano interrato superstite in grado di accogliere, suggestivamente, il pubblico visitatore) e una più consona e meno dispendiosa localizzazione del museo del Liberty presso le sedi naturali già esistenti di cui è ricca la città di Palermo e tra cui si mostra primariamente funzionale il Villino Ida, manifesto dello stile unico di Ernesto Basile”.

La Regione, tuttavia, rimane ferma sul piano che prevede che il vuoto di Villa Deliella venga colmato con una nuova costruzione e che sia il luogo adibito al Museo del Liberty.

“Era un impegno che avevo preso con il parlamento siciliano e con tutti i palermitani qualche giorno fa durante l’esame della manovra finanziaria all’Ars. Adesso, quell’impegno, è stato rispettato. Il governo regionale ha infatti stanziato tre milioni di euro per l’istituzione, a Palermo, del Museo regionale del Liberty – Villa Deliella e dell’itinerario dell’Art Nouveau”.

È quanto ha annunciato il governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, in seguito al via libera della giunta alla proposta dell’assessore Alberto Samonà, che vedrà una collaborazione tra gli assessorati dei Beni culturali e delle Infrastrutture, per un investimento pari a tre milioni di euro. Il nuovissimo Museo farà parte dell’Itinerario dell’Art Nouveau, che comprende anche il Villino Ida  capolavoro progettato Ernesto Basile in cui il grande architetto abitò, che si trasformerà in un museo a lui dedicato – Villino Florio, che fu il teatro di moltissime mostre temporanee, e Villino Favaloro, che diventerà il futuro Museo Regionale della Fotografia. A queste sedi di proprietà della Regione, si andranno ad aggiungere anche diversi ambienti privati, dando così vita a un percorso sul Liberty che si snoderà lungo tutta la città.

Cover via Facebook, Una tavola di progetto originale di Villa Deliella di Ernesto Basile.

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