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Architettura & Design
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Storia dell’eccellenza del design che resiste al tempo: l’Atelier Fornasetti

19 maggio 2021

Il confine tra arte e design è spesso stato sottile, soprattutto in un Paese come l’Italia, in cui spesso queste due sfere si sono fuse dando vita a prodotti considerati, a livello internazionale, dei veri e propri capolavori senza tempo. Il Made in Italy, nel tempo, è infatti diventato sinonimo di eleganza e di stile, riuscendo a lasciare il proprio segno in diversi settori, dalla moda ai motori, passando anche per l’arredamento di interni.

Tra questi spicca l’Atelier Fornasetti, un’impresa che si colloca a metà tra il mondo dell’artigianato e dell’arte grazie alla sua storia, unica nel suo genere, che ha origine a Milano circa sessant’anni fa.

Tutto ha inizio con Piero Fornasetti, nato nel capoluogo lombardo nel 1913 da una famiglia appartenente alla classe industriale della città. Il padre vorrebbe che il figlio ricalchi le sue orme – immaginando per lui un sicuro avvenire nel suo stesso settore – ma Piero ha altri piani per il proprio futuro; fin da giovanissimo, ha mostrato predisposizione e passione per le arti visive, prima tra tutte il disegno.

In contrasto con i piani del genitore, si iscrive inizialmente all’Accademia di Belle Arti di Brera, da cui però viene espulso dopo averne contestato i metodi di insegnamento. Cerca così di perseguire i propri obiettivi alla Scuola Superiore d’Arti Applicate all’Industria del Castello Sforzesco. Durante questo periodo, appassionandosi a diverse correnti artistiche – tra cui la pittura rinascimentale – Piero Fornasetti comincia a porre le basi di quello che diventerà il suo stile unico.

Se inizialmente sembra trovare proprio nella pittura la sua principale forma d’arte, con il tempo si appassiona anche all’incisione e alla stampa, sviluppando una nuova tecnica per realizzare i suoi lavori su oggetti di uso quotidiano. La sua intuizione non viene però riconosciuta da subito, perché i suoi lavori grafici non vengono ritenuti adeguati per i beni di largo consumo prodotti su vasta scala.

Con irriducibile perseveranza, Fornasetti decide invece di fare il salto di qualità, fondando a Milano, con il supporto di Gio Ponti, il suo atelier, attraverso il quale riesce a mettere in atto la sua aspirazione di portare l’arte all’interno delle case dei semplici consumatori. La concezione che anima lo spirito artistico di Piero, animato dalla ferrea convinzione che la bellezza debba essere appannaggio della maggioranza delle persone e non solo di una stretta cerchia, è infatti quella di non realizzare pezzi unici, ma prodotti in serie.

La serie che lo porta al successo è intitolata Tema e Variazioni, la quale diventerà la più celebre della sua produzione. Il “tema” è il volto di Lina Cavalieri, cantante lirica e considerata tra le donne più belle e affascinanti del mondo nel periodo a cavallo tra il 1800 e il 1900.

Il volto della Cavalieri viene ritratto in oltre 350 modi diversi, dando vita al primo successo artistico riconosciuto dal pubblico. Piero Fornasetti ha spiegato come per lui stesso “il volto di Lina Cavalieri rappresenta un vero e proprio archetipo della bellezza classica, come una statua greca, e al tempo stesso enigmatico, come la Gioconda”.

Il successo di Tema e Variazioni permette all’artista milanese di travalicare i confini italiani e continuare le sue sperimentazioni. Nel 1958, il versatile creativo presenta così la Stanza metafisica, sua prima installazione artistica, a Londra. L’opera si compone di 32 ante con un’altezza di 3 metri e un’ampiezza di 50 centimetri e rappresenta un “luogo di meditazione per l’uomo moderno che sta perdendo ormai questa preziosa abitudine”.

In seguito al successo acquisito in questo periodo, tra gli anni ‘60 e ‘70 Piero Fornasetti vive il suo periodo più buio. La corrente culturale in quegli anni si sposta verso una concezione più minimal e il suo stile non viene più apprezzato come prima, tanto da subire anche le critiche da parte del suo sodale Gio Ponti, il quale gli rimprovera una mancanza di rinnovamento e di adeguamento con i tempi.

La nuova svolta arriva all’inizio degli anni ‘80, anche con il supporto e il coinvolgimento del figlio dell’artista Barnaba Fornasetti, al quale, nonostante i rapporti siano stati negli anni complicati, viene chiesto per salvare insieme l’azienda di famiglia. Grazie alla collaborazione padre-figlio – che porta contestualmente a un miglioramento nella relazione personale tra i due – e all’inaugurazione a Londra della galleria Themes & Variations, le opere di Piero Fornasetti riescono quindi a ottenere un nuovo successo.

Proprio in questo periodo di rigenerazione artistica però, nel 1988, Piero muore durante un intervento chirurgico, lasciando l’atelier in eredità al figlio.

Barnaba Fornasetti, ancora oggi a capo dell’atelier, è riuscito nel processo di affermazione definitiva del marchio mantenendo un personale ridotto di 60 persone con l’obiettivo di non snaturare la natura artigianale dell’azienda, apportando alcuni aggiornamenti essenziali alla produzione e, al tempo stesso, valorizzando al massimo il lavoro e la tradizione del padre.

A celebrare la statura artistica di Piero Fornasetti, insieme ai suoi oggetti  eterni, c’è la mostra Fornasetti Theatrum Mundi, in corso presso il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma fino al prossimo 25 luglio, in cui è possibile ammirare alcuni tra i lavori più iconici dell’artista milanese, che appaiono in piena armonia con il Palazzo che ospita l’esposizione.

Cover via profilo Facebook FORNASETTI

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