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Gabriele Münter: la storia di una grande artista oscurata dalla fama del suo compagno Vasilij Kandinskij

29 gennaio 2021
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Nell’ultimo romanzo di Daria Bignardi, Oggi faccio azzurro, la protagonista Galla rimane folgorata a tal punto dai quadri della pittrice tedesca Gabriele Münter da iniziare un fitto dialogo immaginario con l’artista espressionista. Un dialogo che le cambia la vita mentre la compagna di Vasilij Kandinskij le racconta la sua. Ma chi era Gabriele Münter?

Münter, donna libera dalle convenzioni, grande pittrice, indipendente ed emancipata, ha contribuito a sovvertire i canoni e le regole dell'arte dei primi del Novecento. É nata nel 1877 a Berlino da una famiglia benestante. I suoi genitori la supportarono nella scelta di intraprendere la carriera artistica, incentivando il suo talento precoce per la pittura iscrivendola alla Scuola artistica femminile, poiché le donne erano ancora escluse dalle Accademie tedesche.

Nel 1897, a soli 21 anni, perse entrambi i genitori, e l’anno successivo raggiunse gli Stati Uniti insieme alla sorella per fare visita ad alcuni parenti. Nei due anni successivi visitò Texas, Arkansas e Missouri, grazie alla libertà e indipendenza economica che le garantiva l’eredità ricevuta.

Una volta tornata in Europa, iniziò a prendere lezioni presso la nuova scuola progressiva "Phalanx" di Monaco, dove studiò pittura, scultura e incisione. Qui incontrò per la prima volta il direttore della scuola, il pittore russo Vasilij Kandinskij, che incentivò il suo impegno artistico in un sodalizio che li rese sempre più vicini anche a livello sentimentale.

Nell'estate del 1902 Kandinskij la invitò a unirsi a lui nei suoi corsi di pittura estivi sulle Alpi, dove i due diventarono amanti. Kandinskij era però sposato con la cugina Anja Čimiakin, dalla quale divorziò soltanto nel 1911. La relazione professionale e personale tra Kandinskij e Münter, che i due definirono “un’unione di coscienza”, durò circa dodici anni e li portò anche a viaggiare spesso in Europa e Nord Africa, finendo per conoscere anche colleghi celebri come Rousseau e Matisse. I loro vagabondaggi si fermarono solo quando si innamorarono della piccola città mercantile di Murnau, nel sud della Baviera, dove decisero di stabilirsi.

Gabriele aveva ben undici anni meno del suo compagno, ma questo non le impedì di sviluppare uno stile molto personale e di criticare spesso l'arte del suo amante. Anche per questo, con il passare degli anni il loro rapporto si fece sempre più tormentato. Gabriele infatti era una donna tutt’altro che “addomesticabile” e non accettò mai di annullarsi per il “maestro”.

I due ruppero nel 1916, quando Vasilij frequentava già da mesi Nina Andreevsky, che un anno dopo sarebbe diventata la sua moglie. Gabriele lo scoprì soltanto molto tempo dopo, lasciandole una ferita che mai sanata che portò alla fine anche della loro collaborazione artistica. Dopo la fine della relazione con Kandinskij, Münter si chiuse in se stessa e visse un lungo periodo di allontanamento dall’arte. Tornò a dipingere solo nel 1923, anche per l’impulso dato dalla relazione con il nuovo compagno Johannes Eichner.

“Agli occhi di molti”, annotò sconsolata anni dopo la pittrice, “sono stata solo un’appendice insignificante di Kandinskij. Che una donna possa avere un talento autonomo e sia un essere creativo, lo si dimentica volentieri”. Molti degli artisti e degli intellettuali dell’epoca, infatti, non presero troppo sul serio il suo lavoro, considerandola sempre come la giovane “fidanzata” di Kandinskij e non un’artista autonoma ed emancipata. Più tardi Gabriele scrisse anche che “Nessuno ha riconosciuto il mio ruolo determinante… Tutti hanno visto in me la signora del gruppo. Che io dipingessi era un fatto secondario”.

Gabriele era invece un'artista molto determinata. Teneva un diario e documentava scrupolosamente i suoi viaggi con una macchina fotografica di ultima generazione. Frequentava alcuni degli artisti più famosi del tempo. In uno dei suoi diari dichiarava di voler imparare dagli artisti dell'avanguardia in Francia. Nel 1907 aveva già riempito oltre 450 pagine di quaderno di schizzi e realizzato diverse stampe al linoleum durante lo studio dell’opera di Gauguin. A volte dipingeva con la spatola, mentre a Parigi iniziò a perfezionare la sua tecnica xilografica, che divenne sempre più veloce e accurata. Le sue opere rimasero sempre figurative, caratterizzate da uno stile pittorico espressionista. Non fu mai attratta dall’astrattismo, di cui Kandinskij era invece uno dei principali esponenti.

Nel 1909 iniziò a usare il vetro come nuovo supporto, così come avevano fatto anche il suo compagno Kandinskij, Franz Marc, August Macke e Heinrich Campendonk. Gabriele fu però la prima a riscoprire realmente le pratiche tradizionali che questo tipo di lavorazione aveva da offrire. Grazie al suo inserimento negli ambienti dell’aristocrazia tedesca e al suo rapporto privilegiato con Kandinskij e con alcuni degli artisti espressionisti più rilevanti del tempo, Münter riuscì a partecipare ad alcune delle più importanti mostre d’avanguardia in Germania fino alla Prima guerra mondiale.

Nel 1911 Münter, Kandinskij e Franz Marc fondarono il gruppo espressionista noto come Der Blaue Reiter, ovvero “Il Cavaliere Azzurro”. All’interno del gruppo si riunivano differenti approcci artistici e intenti, uniti però dal comune desiderio di portare avanti una ricerca spirituale tramite l'arte.

Gabriele Münter in particolare faceva parte di un piccolo sottogruppo di artisti intenti a trasformare la pittura tardo impressionista, neo-impressionista e Jugendstil nell'arte più radicale, compresa nella corrente dell’Espressionismo. Nella fase iniziale, Münter aveva sviluppato un grande interesse per i paesaggi, caratterizzati da una radicale essenzialità in stile Jugendstil e da un simbolismo suggestivo raggiunto con colori tenui, spazi pittorici e forme appiattite.

A partire dal 1908 le sue opere subirono però un repentino cambiamento. Influenzata da Matisse e dal fauvismo, ma anche dal cloisonnisme di Gauguin e dalle pennellate nervose di van Gogh, il suo lavoro divenne più rappresentativo nel mostrare il forte contrasto tra la natura e la rapida modernizzazione industriale della Germania.

Oltre ai suoi meriti artistici, Münter ha anche quello di aver salvato dalla distruzione gran parte delle opere di Kandinskij e degli altri membri del Der Blaue Reiter, nascondendoli nella sua abitazione quando la Germania nazista bollò le avanguardie artistiche come movimenti degenerati. Dopo averle conservata per tutta la Seconda guerra mondiale, in occasione del suo ottantesimo compleanno la pittrice decise di donare la sua intera collezione di oltre 80 dipinti a olio e 330 disegni alla Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco di Baviera, dove si trovano tutt’ora. Münter si spense cinque anni dopo, nel 1962, a Murnau..

Come per tante altre artiste che stiamo riscoprendo soltanto negli ultimi anni, anche il nome di Gabriele Münter è stato a lungo oscurato dalla fama del compagno Kandinskij, nonostante la sua carriera e la sua vita ci restituiscano il ritratto di una pittrice dalle doti eccezionali e di una donna che, sfidando i canoni e la morale dell’epoca, mise le basi di una rivoluzione sociale e culturale che stiamo vivendo ancora oggi .

Articolo di Alessandro Mancini

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