Letture
7 minuti
Arte
Arte

100 anni dalla nascita di Joseph Beuys, ambientalista ante-litteram

04 maggio 2021

Conosciuto ai più come lo sciamano dell’arte, Joseph Beuys è stato un artista e un performer che ha lasciato un enorme segno nel panorama artistico del Novecento. Se oggi il tema dell’ecologia è così forte, lo dobbiamo in parte anche a lui e al suo ruolo di avanguardista.

Definito a più riprese un novello Leonardo, dato il suo interesse per l’approccio scientifico e l’interessamento al mondo naturale, Beuys ha reso la sua arte un megafono per gridare al mondo le sue idee e azioni politiche, dando vita alla definizione di “scultura sociale”, ossia un’arte in grado di trasformare la società. È indubbiamente stato un personaggio poliedrico e particolare, che nel corso della sua esistenza ha dedicato molto tempo ed energie all’ambiente e all’ecologia, partecipando in prima persona alla fondazione del Partito dei Verdi.

Beuys è nato nel 1921 in Germania ed è cresciuto nel pieno dell’espansione nazista, tanto che da giovanissimo ha combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo essersi arruolato nelle truppe tedesche dell’aviazione. Proprio nel periodo bellico, nel corso di un attacco contro i russi il suo aereo si schiantò oltre le linee nemiche e riuscì a sopravvivere unicamente grazie alle cure dei Tartari, che lo trovarono quasi morto e semi congelato. Questo fu solo uno dei tanti episodi che hanno segnato la vita dell’artista e lo hanno spinto a diventare un agente del cambiamento, soprattutto per le tematiche collegate alla coscienza civile e al rapporto con la natura.

Il primo a parlare di lui in Italia fu Piero Gilardi, il fondatore del Pav nel 1967 e, a partire dagli anni ‘70, Beuys era già conosciuto nel nostro Paese, che lo vedeva come una figura romantica e sciamanica; infatti la sua vena, non solo ambientalista ma anche pacifista, non venne percepita fin da subito né come virtuosa né nella sua globalità.

Quello che caratterizza l’arte di Beuys è senza dubbio il suo aspetto innovatore, ma estremamente radicale nella sua concezione modernista dell’arte. Beuys è stato anche un performer. Celebre la sua esibizione del 1974 intitolata I like America and America likes me, che si focalizza sul rapporto dell’artista con un coyote, simbolo di un mondo scomparso. L’artista volò dalla Germania fino a New York e si fece portare in ambulanza nella galleria Renè Block dove trascorse tre giorni in una grande gabbia vuota insieme a un coyote. Beuys, avvolto in una coperta di feltro e con indosso il cappello, il gilet  e il bastone eurasiatico, si aggirava come una presenza silenziosa che in poco tempo si fece accettare dal coyote, stabilendo una comunicazione tra l’uomo e l’animale che da quel momento assunse il senso di una riconciliazione tra natura e cultura.

Un’altra emblematica opera di Joseph Beuys fu la celebre tenda verde, che l’artista costruì nella Gustaf-Gründgens-Platz di Düsseldorf facendola diventare la sede del neonato partito dei verdi, che si stava preparando alla prima campagna elettorale della sua storia, sotto lo slogan: “Ovunque in futuro si dovranno innalzare tende verdi su tutto il pianeta! Dovranno essere le incubatrici di una nuova società“. L’impegno socio-ecologico era una missione, un’opera d’arte collettiva in cui arte e società combaciavano, una grande scultura sociale di creatività plurale. Grazie a Beuys, l’attenzione per la natura divenne ecologia; egli alimentò un sentimento di coscienziosità responsabile nei confronti del mondo in cui viviamo e del futuro, portando l’attenzione alle problematiche della sostenibilità, del disarmo e del nucleare e qualificando il proprio movimento come anti-politico.

Proprio quest’anno ricorre il centenario dalla sua nascita e in tutto il mondo non mancheranno le occasioni per commemorarlo, in primis in Germania, la sua patria natale. Nel corso dei prossimi mesi avranno luogo una serie di celebrazioni, mostre, conferenze e manifestazioni dedicate all’artista, tanto che è stato creato un apposito sito web in cui saranno raccolte tutte le iniziative suddivise per città e formati. L’elogio all’artista arriva anche dai musei giapponesi come il museo municipale di Toyota, il Kenritsu Kindai Museum a Saitama e il museo nazionale di Osaka.

Anche il nostro Paese – con cui l’artista aveva un profondo legame, guardando ad esso come all’emblema di una civiltà arcaica, quasi idilliaca, preindustriale, genuina, legata al territorio, alla sua natura e custode delle sue tradizioni – ricorderà Beuys con alcuni eventi dedicati. Vi sarà una mostra in programma al Castello di Rivoli per la fine dell’anno, e una organizzata dalla Fondazione Bonotto con l’evento Beuys. Poster ed edizioni. Collezione Bonotto, mentre il prossimo anno a Venezia sarà organizzato un evento dalla Fondazione Cini.

Ma per avere un’idea più precisa del suo talento e della sua grandezza, basti guardare alle cifre che raggiungono le sue opere. Nelle gallerie, le quotazioni per i suoi disegni oscillano tra i 20.000 e i 200.000 euro, le sculture invece partono dai 100.000 euro per quelle di dimensioni più ridotte, raggiungendo anche i 600.000 euro. Le lavagne e le vetrine invece riescono a raggiungere anche la cifra di 1,5 milioni di euro, ma il record lo hanno senza dubbio i gruppi di sculture, che arrivano a sfiorare i 6 milioni di euro.

Cover Via Pagina Facebook @Boomunderground.com

Vuoi informazioni sulla nostra consulenza e sui nostri servizi?

Naviga il sito e vedi tutti i contenuti di tuo interesse