07 luglio 2021

L'ultimo progetto fotografico dell'artista Manuel Alvarez Diestro, “High–Speed Cities”, è rivoluzionario fin dal suo intento: non punta infatti a raccontare la Cina, bensì a narrare cosa significhi viaggiare attraverso la Cina oggi, nel 2021. Diestro ha scelto quindi come postazioni di scatto i cosiddetti treni proiettile (“bullet train”), quelli che ogni giorno compiono migliaia di volte lo stesso tragitto a circa 600 km/h, tra le 550 città collegate alla più grande rete ferroviaria ad alta velocità del mondo.

Ne è venuta fuori una narrazione unita dal filo conduttore di architetture ultramoderne, torri altissime e porzioni di megalopoli deformate da un finestrino. Ecco quindi che quelle High-Speed Cities – “città ad alta velocità” – prendono forma dai rapidissimi balzi nelle 33 province sulle 34 del Paese che fanno parte del corridoio ferroviario cinese: da Pechino a Shanghai, passando per Tianjin, poi Xian, Chengdu, Chongqing e quindi ancora Shanghai per poi saltare a Wenzhou, e da qui a Guangzhou e a Shenzhen. Tutte città in piena esplosione demografica, con centri urbani passati da 6 a 16 milioni di abitanti negli ultimi anni e skyline affollatissimi a delineare un’economia in espansione costante.

E tra strutture ultramoderne quasi fino al punto di creare proporzioni esagerate, Diestro è abilissimo a giocare su un continuum visivo che approfondisca, su tutti, una connessione: quella tra la velocità dei treni e la velocità con la quale si susseguono i cambiamenti nelle città cinesi. Iper-collegate tra loro, iper-tecnologiche, iper-connesse, iper-affollate, in continua e costante evoluzione: dai treni si osserva un complesso di città che – come lo stesso Diestro evidenzia – collaborano a comporre “un'esperienza urbana totalmente interconnessa, popolata da grattacieli dall'aspetto simile, tutti integrati in un'unica area metropolitana che sembra senza soluzione di continuità”. Da questo materiale di partenza il fotografo costruisce un’atmosfera sognante, aliena, proprio perché catturata da una sorta di bolla che sembra annullare ogni definizione spazio-temporale.

Al contrario di molti altri progetti fotografici dedicati alle megalopoli cinesi, qui non si raccontano persone bensì paesaggi pronti però a farsi riflesso di una società, letteralmente spiata dalla sua immensa e attivissima rete di trasporti. La visione d’insieme ci restituisce un territorio efficiente e puntuale, moderno e impeccabile, produttivo ed economicamente florido, eppure attanagliato da un senso d’urgenza che sembra “guastare” e disumanizzare ogni elemento oggetto dell’inquadratura. Un’esistenza che appare proiettata brillantemente verso il divenire, ma che perde di vista l’oggi.

Cover via Pagina Instagram Manuel Alvarez Diestro

argomenti trattati

Vuoi informazioni sulla nostra consulenza e sui nostri servizi?

Naviga il sito e vedi tutti i contenuti di tuo interesse