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Perché dovresti visitare la residenza romana di Giacomo Balla

19 aprile 2021

È un piccolo tempio del futurismo, si trova a Roma e tra poco sarà visitabile al pubblico. Stiamo parlando della casa-museo di Giacomo Balla, che per la prima volta nella storia apre le sue porte ai visitatori, ma solo per un periodo di tempo molto limitato: dal 24 maggio al 24 ottobre 2021. Dopo un lungo lavoro di restauro, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio e con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Mic e il contributo della Banca d’Italia, sarà possibile entrare negli spazi privati del maestro, un vero caleidoscopio di colori e creatività in ogni angolo della dimora.

Giacomo Balla è conosciuto per essere un vero e proprio baluardo del futurismo. Nasce a Torino nel 1871 e dopo aver concluso gli studi d’arte all’Accademia Albertina esordisce alla Società promotrice di Belle Arti di Torino nel 1891. Quattro anni più tardi decide di trasferirsi a Roma, lasciando la sua città natale per trovare la sua strada artistica all’interno del Futurismo, di cui è protagonista indiscusso fin dai primi anni del 1900, tanto  da diventare uno dei firmatari del manifesto “Le vêtement masculin futuriste” del 1914.

Nella casa di Balla è possibile respirare il clima tipico del futurismo, movimento che considerava i musei gabbie dorate dell’arte imbalsamata, e che s’impegnava per creare un’arte viva capace di impossessarsi di tutto ciò che circondava gli artisti, e quindi anche le loro case. Domenico Balla ha vissuto nella sua dimora romana per trent’anni, impregnando ogni angolo della casa dei suoi umori e delle sue personalità a dir poco pirotecnica.

Tutto è decorato, tutto è colore: pareti, mobili, perfino i portauova. All’interno dell’abitazione di Balla sono presenti anche una serie di oggetti realizzati con materiali di scarto recuperati che mantengono intatto lo spirito dell’artista grazie alle sue fidate collaboratrici, le figlie Elica e Luce. Arazzi, paralumi cornici e quadri adornano la sua casa situata nel quartiere Prati di Roma che, a tutti gli effetti, possiamo definire come l’autoritritratto più riuscito dell’artista. Il motto che Balla spesso usava era proprio “Rinnoviamo gli ambienti, si rinnoveranno le idee.

Tra le sue opere più note troviamo anche gli affreschi del celebre Bal Tic Tac, il cabaret in cui erano soliti ritrovarsi i futuristi dell’epoca, completamente ristrutturato nel 2019. Dopo un lungo periodo di popolarità, Balla, ormai in tarda età, torna alla rappresentazione figurativa, finendo ai margini della scena artistica italiana: nel periodo del dopoguerra l’artista vive un vero e proprio rinascimento che raggiunge il suo apice con l’esposizione di alcune sue opere al MoMa di New York, nel 1949.

Con un apposito decreto, nel 2004 la Soprintendenza ha dichiarato che Casa Balla, proprio per le opere contenute, è di particolare interesse storico. Nel documento infatti si può leggere che “il complesso dell’immobile costituisce non un semplice studio dell’artista, quanto più in generale una casa-studio che reca ancora traccia della personalità dell’artista”. Questo perché “lo scopo cui Balla l’aveva destinato è stato quello di reinterpretare in chiave futurista anche gli spazi nei quali svolgeva la sua vita quotidiana”. Dopo una lunga battaglia legale con gli eredi dell’artista, tutto il mondo potrà tornare ora a respirare l’aria futurista semplicemente varcando la soglia della casa di Balla, in Via Oslavia 39B.

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