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Il Museo del Prado celebra i suoi 200 anni. Un evento da non perdere.

20 settembre 2019
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Il 19 novembre 2019 il Museo del Prado di Madrid compirà 200 anni. L’edificio, che ospita la più grande collezione di capolavori dell’arte spagnola e le opere di celebri artisti, principalmente italiani e olandesi, fu progettato dall’architetto Juan de Villanueva nel 1785 per volere di Carlo III. Inizialmente fu il Gabinetto di Scienze Naturali ma divenne nel 1819 un museo dedicato all’arte, battezzato in un primo tempo “Museo Real de Pinturas”. All’epoca della sua apertura era esposta una selezione di 311 opere di autori spagnoli, benché quelle conservate al suo interno, provenienti da diversi siti reali, fossero 1510. La collezione negli anni si è arricchita e il museo è diventato uno dei centri espositivi più famosi al mondo. Per celebrare il Bicentenario del Prado sono state promosse molteplici iniziative volte a mostrare il processo evolutivo del museo. L’ambiziosa programmazione di quest’anno ha ripercorso gli eventi che hanno portato l’istituzione, che inizialmente ospitava una piccola collezione concepita per essere ammirata da pochi, a diventare la più importante pinacoteca di Spagna, aperta a un ampio pubblico.

Il museo, che accoglie una media di circa 8mila visitatori al giorno, deve questo successo alla sua ricca collezione di capolavori dell’arte, studiati e apprezzati in tutto il mondo. Nelle sale del Prado è possibile ammirare celebri dipinti come “Las Meninas” di Diego Velásquez, “Il Giardino delle Delizie” di Hieronymus Bosch, “Davide e Golia” di Caravaggio, “L’adorazione dei pastori” di El Greco, “Il ritratto di Carlo V a cavallo” di Tiziano, “L’autoritratto con guanti” di Albrecht Dürer. Negli ultimi vent’anni, sia per le quantità di opere acquisite che per il numero di visitatori, sono stati necessari lavori di espansione del Prado; nei pressi della sua facciata posteriore è stata inoltre costruita una struttura esterna collegata al museo. A progettare l’attuale conformazione del Prado è stato l’architetto spagnolo Rafael Moneo. E nuove modifiche strutturali verranno prossimamente realizzate da Norman Foster e Carlos Rubio, vincitori di un concorso indetto dal museo nel 2016.

Fino al 29 settembre nel Museo del Prado sarà possibile visitare la mostra “Velázquez, Rembrandt, Vermeer. Miradas afines”. L’esposizione, che fa parte delle iniziative legate alla celebrazione dei 200 anni del museo, propone una ricca selezione di opere della pittura spagnola e olandese tra la fine XVI e il XVII secolo. Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Prado e il Rijksmuseum di Amsterdam, con lo scopo di evidenziare i punti di contatto tra due tradizioni artistiche che la storiografia artistica ha spesso considerato lontane. I curatori hanno voluto proporre un confronto tra i più noti pittori spagnoli e olandesi cercando le correlazioni e non soffermandosi, com’è già stato fatto in passato, sulle loro divergenze. Il percorso espositivo composto da 72 opere consente ai visitatori di ammirare tra gli altri i quadri di Rembrandt e Velázquez rintracciando gli aspetti che accomunano i due artisti e, più in generale, le due tradizioni pittoriche a cui appartengono. Un legame quello tra l’arte spagnola e olandese del XVII secolo che è dimostrato dal comune ricorso a un’estetica lontana dall'idealismo e incentrata sulla rappresentazione del reale.

A due artiste donne sarà invece dedicata la mostra, visitabile a partire dal 22 ottobre, intitolata “Historia de dos pintoras: Sofonisba Anguissola y Lavinia Fontana”. Queste due pittrici – entrambe nate nella prima metà del XVI secolo – hanno saputo imporsi e acquisire notorietà in un contesto storico culturale che metteva in discussione le capacità artistiche delle donne. La loro arte, a lungo dimenticata, ha suscitato un nuovo interesse da parte di ricercatori e storici dell’arte negli ultimi trent’anni.

La mostra più attesa, allestita per il Bicentenario del Museo del Prado, verrà poi inaugurata il 19 novembre e sarà dedicata agli schizzi e ai disegni di Francisco Goya. L’esposizione è il risultato del lavoro di ricerca svolto per la realizzazione di un nuovo catalogo di disegni del celebre artista spagnolo, per il quale hanno collaborato la Fondazione Botín e il Museo del Prado. La mostra riunirà oltre un centinaio di disegni di Goya, appartenenti al museo spagnolo o provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. I visitatori potranno seguire un percorso cronologico ricco e ammirare l’unicità delle opere di un artista versatile, capace di rappresentare scenari sereni, orrifici o grotteschi.

Per celebrare il più importante museo spagnolo è stata inoltre promossa l’iniziativa “Prado itinerante”. Le opere di artisti del calibro di Tiziano, El Greco, Velázquez, Zurbaran, Murillo, Goya sono state date in prestito a diverse istituzioni di tutta la penisola iberica. Il direttore del museo Miguel Falomir ha dichiarato che in occasione del bicentenario ha voluto mostrare il ruolo “assolutamente centrale” del Prado non solo nella storia della Spagna e nell'immaginario collettivo degli spagnoli ma anche nell'evoluzione della cultura contemporanea. Un’importanza tale per cui “senza il Prado”, ha affermato Falomir “la cultura non sarebbe la stessa”.

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