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Nel “Trittico delle Delizie” di Bosch ci sono animali e piante introvabili nell’Europa del tempo

24 marzo 2022

Hieronymus Bosch, nel suo iconico e maestoso Trittico delle Delizie, narra con straordinario talento compositivo la storia dell’umanità, secondo i canoni medievali.

Nel pannello centrale – Il giardino delle Delizie – l’artista riempie lo spazio con un gran numero di elementi reali o fantasiosi, ricchi di significati simbolici. Il pannello di sinistra – Il giardino dell’Eden – Dio sancisce l’unione tra Adamo ed Eva in un contesto idilliaco e sereno, mentre in quello di destra – intitolato L’inferno musicale – i toni sono più drammatici, poiché vengono rappresentati i tormenti dei dannati.

Nella sua affascinante declinazione di Giardino dell’Eden, Bosch rappresenta, e con grande realismo, un tripudio di piante e animali; ma così come le creature delle leggende medievali, quali l’unicorno e i capricorni, anche gli animali selvatici reali da lui dipinti erano sconosciuti per la maggior parte degli occidentali del XV secolo. Secondo ciò che è emerso dal documentario interattivo Jheronimus Bosch, the Garden of Earthly Delights, Bosch, nella sua Olanda, non avrebbe mai potuto osservarli in natura… ma in un mercato locale o nelle opere letterarie del suo tempo sì.

L’esotico a portata di mano nei mercati medievali

Per comprendere l’ispirazione di Bosch, bisogna fare uno sforzo di immaginazione, per il quale può esserci utile consultare il documentario sopracitato: Jheronimus Bosch, the Garden of Earthly Delights. Il progetto compie una ricerca attenta su ogni elemento presente nei tre pannelli, e conduce l’osservatore in un viaggio alla scoperta dell’ispirazione stessa dell’artista. Un uomo come lui avrebbe potuto vedere le meraviglie esotiche in una delle fiere locali, come quelle organizzate presso la città di ‘s-Hertogenbosch, dove il pittore è nato. Grazie ai racconti dei mercanti e alle affascinanti merci esotiche in esposizione, gli occidentali potevano ampliare la propria visione del mondo.

Non era insolito trovare – tra le bancarelle di spezie e di stoffe – pellicce di creature mai viste o addirittura animali vivi, alla mercé dei facoltosi acquirenti. Qui Bosch avrebbe potuto facilmente osservare il reale aspetto di foche ed elefanti, due animali presenti nel pannello del Giardino dell’Eden.

Il Trittico delle Delizie di Bosch: un’avventura letteraria tra realismo e immaginazione

Ci sono però altre suggestioni – altrettanto plausibili – che avrebbero potuto ispirare Bosch. Bisogna in questo caso fare un viaggio nella realtà letteraria dell’epoca, dominata da poesie e trattati, ma anche da un filone particolarmente in voga: quello dei Bestiari.

Trovarsi a sfogliare le pagine miniate di un Bestiarium significava entrare in un reame dal tono naturalistico e al tempo stesso immaginifico. Creature note e ignote riempivano i volumi, accompagnate da dissertazioni – spesso allegoriche – sulle loro caratteristiche. Queste venivano spesso associate alla Creazione o interpretate in chiave morale.

In queste opere non è facile individuare le reali fonti di Bosch, poiché solitamente i loro autori peccavano di approssimazione nelle rappresentazioni. Tuttavia, secondo quanto teorizzato dal documentario interattivo dedicato all’artista e in due interessanti studi (La vita delle immagini di Charles Simic e Hieronymus Bosch. Insigne pittore nel crepuscolo del Medio Evo di Enrico Malizia), i Bestiari potrebbero aver aiutato il pittore olandese a raffigurare gli animali esotici presenti nel quadro, oltre alle creature leggendarie disseminate in tutti e tre i pannelli: unicorni, ibridi e animali mai visti in natura.

Una fonte più realistica potrebbe essere rappresentata dai Commentaria, un resoconto di viaggio di Ciriaco d’Ancona. Appassionato di archeologia, nel 1435 raggiunse l’Egitto alla ricerca di reperti antichi e lì – come illustra Manlio Pastore Stocchi in Pagine di storia dell’Umanesimo italiano – vide per la prima volta una giraffa.

Ciriaco rappresentò realisticamente questo animale in un disegno, che anche Bosch potrebbe aver consultato. A rafforzare questa ipotesi è la notevole somiglianza tra la giraffa di Bosch e quella del suo antecedente, sottolineata nel documentario interattivo e nel saggio L’icona che delira, di Stefano Cristante.

Non c’è Giardino senza piante!

Se l’uomo del Medioevo occidentale era particolarmente attratto dagli animali esotici, lo stesso stupore si può individuare nella particolare flora del Giardino delle delizie

Le suggestioni in questo caso potrebbero essere più chiare, poiché alberi simili si possono individuare nelle Cronache di Norimberga di Hartmann Schedel (1493), la cui prima edizione è stata recentemente venduta all’asta per oltre 400.000 $.

Nell’opera si può notare la presenza di una specie vegetale chiamata comunemente albero del drago  – situato accanto alle figure del Creatore e di Adamo ed Eva – che Bosch inserisce nel suo trittico come rappresentazione dell’Albero della Vita di matrice biblica. L’Albero della Vita, presente anche in altre tradizioni religiose, simboleggia la creazione divina e l’unione tra tutte le forme di vita nel Giardino dell’Eden.

Parte del fascino di un’opera straordinaria come il trittico del Giardino delle delizie risiede nel fatto che essa è in grado di suscitare interrogativi e sollevare ipotesi anche a secoli di distanza dalla sua creazione, come fosse ancora un mistero tutto da risolvere. Le pennellate dell’artista sono intrise della cultura del suo tempo, in parte stimolata dai fiorenti commerci, in parte affascinata dalla letteratura.

Un racconto dai contorni ancora sfumati capace di unire, in un’unica opera, mondi diversi, conosciuti e sconosciuti, reali e immaginari.

Credits:

Cover: “Trittico del Giardino delle delizie”, Hieronymus Bosch. Distributed under a CC-BY 2.0 license on Wikimedia

Immagine interna 1: Dettaglio de “Trittico del Giardino delle delizie”, Hieronymus Bosch. Distributed under a CC-BY 2.0 license on Wikimedia

Immagine interna 2: “Viaggio in Egitto”, Ciriaco d’Ancona, e “Trittico del Giardino delle delizie”, Hieronymus Bosch. Distributed under a CC-BY 2.0 license on Wikimedia

Immagine interna 3: Dettaglio de Trittico del Giardino delle delizie”, Hieronymus Bosch. Distributed under a CC-BY 2.0 license on Wikimedia

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