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C’è un artista che guarda un panorama cittadino, torna a casa e lo disegna a memoria

04 giugno 2021

Quando Stephen Wiltshire era bambino, i medici gli diagnosticarono una forma di autismo. Stephen comunicava appena e si approcciava al mondo nella sua maniera. Aveva anche un QI molto alto, ma i medici di certo non avevano previsto che di lì a qualche anno sarebbe stato in grado di riprodurre fedelmente su carta gli skyline di una metropoli col solo supporto della propria memoria. Parliamo di centinaia di edifici con grandezze e distanze coerenti con la scala utilizzata, nella posizione corretta nello skyline e addirittura con il corretto numero di piani.

Il dono unico di Stephen – una memoria fotografica prodigiosa che gli permette di ricordare ogni singolo dettaglio di qualsiasi cosa veda e di replicarlo sulla carta – è emerso poco dopo la diagnosi dei medici; all’età di 5 anni, inizia a frequentare una scuola per bambini autistici e proprio in quel momento comincia a manifestare la sua passione per il disegno. In principio, i soggetti privilegiati da Stephen erano animali e macchine, ma a poco a poco iniziarono a comparire i primi schizzi di edifici londinesi e vedute aeree di città immaginarie.

Le abilità artistiche di Wiltshire migliorarono sempre di più, tanto che in pochissimo tempo divenne abilissimo nel rappresentare auto statunitensi e paesaggi urbani estremamente complessi e ricchi di dettagli. Tuttavia, il piccolo continuava a non proferire parola e per spronarlo a parlare i suoi insegnanti gli nascosero tutti i suoi materiali da disegno, in modo tale che l’artista in erba avrebbe dovuti chiederli indietro. Così accadde e all’età di nove anni proferì la sua prima parola: “carta”.

Le capacità artistiche e pittoriche del piccolo aumentavano di giorno in giorno, tanto che arrivò anche la sua prima commissione: all’età di 8 anni, nel 1982, Stephen realizzò uno schizzo della Cattedrale di Salisbury per il Primo Ministro Margaret Thatcher. A distanza di due anni, il piccolo artista completò quella che è forse la più interessante tra le raccolte create in età infantile, intitolata The London Alphabet: si trattava di una serie di disegni di celebri monumenti della capitale britannica, uno per ogni lettera dell’alfabeto.

Ciò che stupisce ancor più delle sue incredibili doti tecniche e stilistiche è l’inedito e strabiliante modus operandi dell’artista. Il processo artistico di Stephen Wiltshire infatti parte da un’osservazione di uno spicchio di realtà urbana che dura pochi secondi per elemento di composizione del paesaggio. Le informazioni visive immagazzinate nella sua memoria vengono quindi da lui riprodotte nei minimi dettagli su un foglio, senza l’utilizzo di alcun supporto fotografico o video.

La prima volta che il suo impressionante metodo di lavoro è emerso in modo eclatante è stato quando, a soli 13 anni, Stephen venne portato per la prima volta alla stazione ferroviaria di St. Pancras, nel centro di Londra. Dopo che Stephen la ebbe osservata per pochi istanti, gli venne chiesto di ridisegnarla a memoria. E lui lo fece.

Questa impresa definì il marchio di fabbrica dell’artista, che, nel corso della sua carriera, ha prodotto centinaia di opere “realizzate a memoria” che sono apprezzate in tutto il mondo. A partire dalla sua patria natale, dove nel 2006 la regina Elisabetta lo ha reso membro dell’Ordine dell’Impero britannico per il suo contributo al mondo artistico.

Alcune delle quali sono conservate in numerosi musei e importanti collezioni private e pubbliche. E nella sua art gallery privata, la London Pad situata a Notting Hill, è possibile acquistare i suoi disegni a partire da 2.000 sterline, fino alle 13.500 sterline per lo skyline di Manhattan, oggetto della sua riproduzione più nota nel mondo, avvenuta nel 2017.

Dopo un volo di soli 45 minuti in elicottero su Manhattan, Wiltshire ha iniziato a riprodurre fedelmente l’intero skyline del centro di New York con penna e matita, senza guardare alcuna immagine. L’intero lavoro ha richiesto ben cinque giorni, durante i quali l’artista ha solamente disegnato e ascoltato musica, riproducendo ogni dettaglio con estrema precisione, e con il numero esatto di piani per ogni grattacielo. L’opera finale è stata presentata in una cerimonia all’Empire State Building, uno degli edifici preferiti dell’artista.

Oltre a New York, Stephen Wiltshire ha disegnato anche Sydney – a sostegno dell’Autism Spectrum Australia – Singapore, Hong Kong, Madrid, Dubai, Gerusalemme, Londra, Francoforte e persino Roma; nella Città Eterna, l’artista ha ritratto il numero esatto dei pilastri del Pantheon che aveva visto – durante l’immancabile volo in elicottero – per meno di un minuto.

Cover via pagina Facebook ufficiale @StephenWiltshire

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