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Il più piccolo teatro al mondo in stile goldoniano è in Umbria e ha una grande storia: a voi il Teatro della Concordia

01 luglio 2021

Oltre all’immensa offerta culturale del nostro Paese, l’Italia ospita al suo interno anche dei piccoli gioielli che celano grandi sorprese dal punto di vista storico e artistico. È il caso del Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, conosciuto universalmente come il “teatro più piccolo del mondo”, titolo che però non ha esclusivamente a che fare con la sua capienza. Infatti, potendo contare su un totale di 99 posti, questo teatro unico nel suo genere non è la struttura che ospita meno persone per un evento dal vivo. La sua peculiarità invece è quella di rappresentare il più piccolo esemplare architettonico di teatro storico in stile goldoniano, al punto che viene considerato una miniatura dei teatri antichi europei del Settecento.

Per capire meglio a cosa si fa riferimento è necessario fare un passo indietro all’epoca in cui Carlo Goldoni rivoluzionò i canoni della commedia dell’arte con l’inserimento di nuovi elementi che ancora oggi conservano una straordinaria attualità. Il commediografo veneziano divenne celebre perché arricchì di contenuti innovativi le opere in prosa, conferendo maggiore complessità alle storie e ai personaggi, allontanandoli dagli stereotipi e facendoli assurgere a individui con una propria forte identità. Goldoni inoltre pose particolare attenzione all’architettura del luogo dove aveva atto la rappresentazione, considerandolo parte integrante dello spettacolo e tra gli elementi fondanti della sua riuscita. Nello specifico, secondo Goldoni, i palchi dovevano essere in legno,  la forma prevedeva una planimetria cosiddetta a “campana” e, infine, la soffittatura doveva essere realizzata con la tecnica della camorcanna, chiamata anche a “false volte” poiché richiama l’estetica delle volte in muratura.

Tutti canoni rispettati dal Teatro della Concordia. Entrandoci è possibile immergersi completamente nell’atmosfera dell’epoca. Un ambiente intimo, caratterizzato fortemente dalle dimensioni ridotte volute dalle nove famiglie che, nel 1808, diedero vita a questo luogo d’incontro. Lo slogan che accompagnò la costruzione del luogo fu infatti: “la civiltà non si misura a metri quadri e cubatura”. Frase che rende evidente lo spirito del posto, così come il nome “Concordia” scelto dalle famiglie stesse che volevano rifarsi ai principi di libertà, uguaglianza e fratellanza della Rivoluzione francese, esportati dalle campagne napoleoniche che in quello stesso periodo avevano avuto luogo in Italia.

Per quanto riguarda invece le rappresentazioni, la storia del teatro è stata caratterizzata da diversi stop and go dall’anno della sua nascita a oggi. Alla fine dell’ottocento fu commissionato al giovane pittore spezzino Luigi Agretti di abbellire il teatro con la realizzazione di numerosi affreschi al suo interno, attività che si interruppe appena qualche anno dopo. Solo nel 1919, con l’arrivo dell’arciprete Don Oscar Marri, si assistette a una ripresa culturale grazie alla spiccata sensibilità artistica dell’ecclesiastico che portò in scena diversi spettacoli e operette, alcuni dei quali arricchiti dalle sue doti da baritono. Furono moltissime le rappresentazioni che vi si tennero fino alla metà del secolo scorso, con personalità del calibro di Gina Lollobrigida che ne calcarono le scene.

Nel 1951 il teatro chiuse a causa dell inagibilità della struttura e per molti sembrò la definitiva cessazione dell’attività. Un epilogo fortunatamente scongiurato dalla generosità dei cittadini che contribuirono di tasca propria a un primo intervento di ristrutturazione in grado di evitarne il crollo. Nel 1981 fu la volta di lavori di restauro più strutturali grazie ai fondi dell’allora Comunità Economica Europea. I lavori terminarono nel 1993, data che, insieme alla costituzione della nuova Società del Teatro della Concordia, ha segnato la definitiva rinascita dello spazio.

Attualmente l’edificio ospita al suo interno una programmazione culturale vivace e florida, che spazia dalle rappresentazioni di prose, passando per la lirica e le esibizioni di musica classica e jazz. Così, a dispetto delle sue dimensioni, il “teatro più piccolo del mondo” conserva al suo interno storie che rappresentano pienamente la grandezza di oltre due secoli di cultura italiana.

Cover via sito ufficiale Umbria Tourism

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