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Maria Gaetana Agnesi, matematica geniale suo malgrado

07 gennaio 2019

Un cuore diviso fra matematica e fede. Seguire i voleri di un padre o spendersi per ciò che detta il cuore? È la storia di Maria Gaetana Agnesi, una donna del Settecento schiva, timida e unica. Nata in una ricca e numerosissima famiglia milanese nel 1718, il padre Pietro Agnesi, è un commerciante di seta che per elevarsi socialmente ha preso in moglie la nobile Anna Fortunata Brivio. La famiglia Agnesi ha 21 figli e Maria Gaetana è la maggiore.

Sin da piccola Maria Gaetana spicca subito per la sua intelligenza prodigiosa. Prima dei 6 anni parla perfettamente italiano e francese. L'ambizioso padre, che nel frattempo è diventato professore di matematica all'Università di Bologna, abbandonando il commercio, decide di investire sull'educazione della figlia e arruola illustri precettori per seguirla.

La esibisce con orgoglio nel suo salotto, ritrovo di intellettuali italiani ed europei più ricercato di Milano. Così a 9 anni Maria Gaetana impressiona gli invitati con un discorso di un'ora in latino in cui esprime il diritto delle donne all'educazione e a 11 anni destreggia alla perfezione ben 7 lingue: italiano, tedesco, francese, latino, greco, spagnolo ed ebraico. Viene scherzosamente chiamata Oracolo Settilingue e diviene l'attrazione della famiglia Agnesi.

Senz'altro Maria Gaetana Agnesi non è una giovinetta come le altre, da brava sorella maggiore si occupa dell'educazione dei fratelli più piccoli e si dedica anima e corpo allo studio. Sempre per volere del padre, si studia la filosofia e matematica. A diciassette anni scrive un commentario sull'analisi delle sezioni coniche del matematico francese de L'Hôpital e grazie agli ospiti eruditi conosce gli Elementi di Euclide, la logica, la metafisica, la fisica generale, particolare e sperimentale.

La sua mente geniale spazia in molteplici campi ed espone nel salotto di casa tesi filosofiche su logica, botanica, cosmologia, ontologia, meccanica, pneumatologia (la scienza degli spiriti), pubblicate poi nel 1738 nella raccolta Propositiones Philosophicae.

Forse per aiutare i suoi fratelli nello studio, a 20 anni, inizia la stesura del suo testo più importante, Istituzioni Analitiche ad uso della Gioventù Italiana, pubblicato poi in italiano nel 1748 e dedicato all'imperatrice Maria Teresa. Il testo è un manuale di studio chiaro e conciso su algebra, geometria e calcoli differenziale e integrale. È il primo lavoro sistematico di questo genere aggiornato con le teorie dell'epoca. L'opera, in due volumi, viene apprezzata in tutta Europa e diventa subito famosa, venendo tradotta in francese e in inglese.

L'Accademia Reale di Francia la definisce un'opera avanzatissima, la migliore del genere per la chiarezza e l'originalità di molte argomentazioni. Maria Gaetana riceve doni preziosi dall'imperatrice d'Austria e da papa Benedetto XIV. Perfino Goldoni le dedica un sonetto. Nello stesso periodo analizza una curva che prende il suo nome: la versiera di Agnesi. Il nome versiera, da lei stessa usato nel 1748, deriva dal latino vertere, "girare", ma è anche un'abbreviazione di avversiera, "moglie del diavolo". Il traduttore del testo in inglese scambia erroneamente versiera con strega. Ancora oggi la curva è nota come "la strega di Agnesi" nei Paesi anglosassoni e spagnoli.

Nonostante la fama acquisita, Maria Gaetana ne soffre. La sua vera essenza schiva, umile e timida la spingono verso la teologia e la spiritualità. Alla morte della madre vorrebbe farsi monaca e ritirarsi in convento, ma il padre la convince a rimanere a casa per assistere la numerosa famiglia. Le concede però di astenersi dalla vita mondana e di recarsi in chiesa quando lo desidera.

Nel 1750 viene nominata docente di matematica presso l'Università di Bologna. Due anni più tardi, alla morte del padre, a cui mai si sarebbe opposta, Benedetto XIV le offre ufficialmente la cattedra del genitore. Ma Maria Gaetana può finalmente seguire il suo cuore. Rifiuta e si ritira dalla vita pubblica, dedicandosi alla filantropia e alla teologia. Casa Agnesi diventa un rifugio per inferme. Per aprire un piccolo ospedale vende tutti i suoi averi e cerca donatori. Finalmente, il principe Trivulzi, nel 1771, l'aiuta ad aprire a Milano il Pio Albergo Trivulzio di cui diventa direttrice. Nel 1783 si trasferisce al Pio Albergo, continuando a studiare teologia e divenendo un'esperta nel settore.

Chi si rivolge a lei per pareri religiosi trova disponibilità e aiuto, chi cerca da lei pareri scientifici viene garbatamente allontanato: lei non è più interessata a tali argomenti.E così, seguendo la sua vera vocazione, vive e lavora al Trivulzio per ventisei anni fino alla sua morte, il 9 gennaio 1799.

In Cover, Maria Gaetana Agnesi. Via Pagina Facebook @GeyerInstructional

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