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Cultura
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Quando la tecnologia obsoleta diventa da museo

10 maggio 2021

Si definisce obsolescenza programmata la disposizione di un device tecnologico – come uno smartphone, un computer o un iPod – a smettere di funzionare al termine di un preciso ciclo vitale, secondo un periodo di tempo determinato fin dalla prima produzione in scala. È una pratica nota da diversi anni, tanto che l’Unione Europea sta pensando di porre un freno a questo fenomeno con un provvedimento sintetizzabile come “diritto alla riparazione”, una legge che fa bene al pianeta (si evitano tonnellate di rifiuti con componenti diversi che rendono complicato il riciclo) e all’economia circolare tanto a cuore all’UE.

A tutti sarà capitato almeno una volta di scontrarsi con questa particolare nota dolente dei dispositivi degli ultimi anni. Quelli di voi che amano conservare e non buttare via mai niente ne avranno i cassetti pieni: vecchi device, magari ancora funzionanti ma obsoleti, ora superati da modelli o servizi più aggiornati (pensate al destino delle VHS in favore di DVD e Blu-Ray e a quello di questi ultimi, ormai oscurati dallo streaming).

C’è chi con tutti questi reperti tecnologici ha deciso di farci un vero e proprio museo: è successo a Ramsgate, una città di appena 39 mila abitanti in Inghilterra, dove è possibile visitare il Museum of Everything Else: qui troviamo una galleria dedicata ai vecchi apparecchi tecnologici che spazia da antichi telefoni anni ’20 al telegrafo di Marconi fino al GOOGOL Counter e ai vari Sapientino elettronici per bambini (divisi per generazione e nazionalità).

L’obsolescenza programmata non può cancellare il ricordo e l’importanza che determinati dispositivi hanno avuto nelle nostre vite: in particolare, ne ricordiamo i suoni, come il rumore di una macchina da scrivere, di un modem 56k, quello dei nastri riavvolti delle videocassette o dei tasti di accensione della console Nintendo NES.

Su YouTube ci sono centinaia di video che ripropongono questi suoni ai nostalgici ma alcuni utenti tedeschi hanno creato il sito Conserve The Sound, dedicandolo proprio alla tecnologia vintage: basta aprire il portale, selezionare “Sound” e scegliere il contenuto desiderato, che sarà accompagnato da una foto, una piccola scheda (che illustra il modello preciso) e un audio di 45-50 secondi che ripropone i suoni e il rumore bianco di una tecnologia che, oggi, è stata superata dall’incessante avanzare del progresso.

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