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Salvatores al Padiglione Italia di Expo Dubai: che cosa ci aspettiamo dal suo storytelling sul “saper fare” italiano

01 giugno 2021

Come già avvenuto in passato, anche in occasione di Expo Dubai 2020 – la cui apertura è stata posticipata ad ottobre 2021 – l’Italia è pronta a giocare un ruolo da protagonista assoluta. L’esposizione universale che si terrà nella rinomata metropoli degli Emirati Arabi, per la prima volta in uno Stato arabo, ha un tema a cui ogni nazione dovrà rispondere in maniera coerente: “Connecting minds, creating the Future” (Connettere le menti, creare il futuro).

Il Padiglione che rappresenterà il Belpaese e che si intitolerà “La Bellezza unisce le Persone”, si prefigge l’obiettivo di valorizzare al meglio non solo le nostre meraviglie paesaggistiche e artistiche ma anche il know how nazionale o, come diremmo nella nostra lingua, il “saper fare”. Questo attraverso l’arte di un aedo d’eccezione: il Premio Oscar Gabriele Salvatores.

Il regista di “Mediterraneo” è impegnato proprio in questi mesi in un viaggio lungo la penisola al fine di offrire agli utenti di tutto il mondo un tour virtuale alla scoperta delle regioni italiane, che verrà proiettato all’interno del Padiglione italiano su un colossale schermo di 100 metri quadrati. Una sfida affascinante quella intrapresa da Salvatores che ha anticipato di voler mostrare, oltre al “saper fare” delle persone, anche i loro sorrisi, i volti, ispirandosi alle fotografie del geniale Sebastiao Salgado. “L’Italia è un Paese diverso per regione, che cambia anche spostandosi di poco”, ha dichiarato il regista sottolineando l’intenzione di lavorare sul filo conduttore che lega i differenti luoghi italiani proprio attraverso le diversità, in un percorso ideale che ci condurrà dalle grandi città ai piccoli borghi, dalle isole alle Alpi, dall’arte alla natura.

Siamo certi che il cineasta napoletano avrà l’imbarazzo della scelta, dati gli esempi che si possono trovare a livello nazionale nei più disparati settori, dall’agroalimentare alla meccanica, passando per il design e le tecnologie, senza dimenticare le arti “artigiane”. Basti pensare alla secolare lavorazione del vetro a Murano o all’arte del mosaico che caratterizza Spilimbergo, piccola cittadina in provincia di Pordenone, con un profilo di livello internazionale.

Non mancherà un focus sul food and wine che rende la cucina italiana la più apprezzata al mondo grazie alla creazione di ricette, la lavorazione di alimenti e la produzione di vini e oli differenti da regione a regione. Tra questi si può prevedere, usando un po’ d’immaginazione, un dietro le quinte sui laboratori della pasticceria siciliana, con prelibatezze rinomate come la cassata e il cannolo, ma anche dolci meno famosi come la sfincia, il biancomangiare o il buccellato. Non si può prescindere poi dai salumi e i formaggi dell’Emilia Romagna, dall’eccezionale pasta fresca tirata a mano dalle sfogline, o dalla ricca tradizione vinicola veneta che conta su capolavori come il Trebbiano di Soave, il Pinot Bianco e lo Chardonnay, prodotti con le preziose uve Garganega.

Anche il design e la moda non potranno sfuggire alla macchina da presa di Salvatores. Se Milano viene considerata la capitale di questi due settori, le diverse aziende sparse in tutta Italia hanno spesso dato vita a vere opere d’arte inserite all’interno delle collezioni di musei del calibro del MoMA di New York o del Centre Pompidou a Parigi.

Il percorso continuerà con un focus sulle innovazioni contemporanee nel campo della sostenibilità. A tal proposito il Padiglione Italia ha scelto di distinguersi, grazie all’utilizzo di materiali organici e circolari in grado di renderlo il più sostenibile tra quelli presenti a Expo Dubai. Come rivelato dal direttore artistico Davide Rampello, lo spazio espositivo è stato realizzato attraverso l’uso di “materie organiche, tra cui quelle di scarto alimentare e verdi”. Non solo, la tecnologia fornita dall’azienda Tolo Green convertirà l’anidride carbonica prodotta all’interno dei suoi spazi in ossigeno con un impatto sull’ambiente molto ridotto. Una scelta che permette di esprimere la leadership che il nostro Paese intende assumere in un settore fondamentale per la nuova crescita economica globale.

Come dicevamo si tratta di un progetto sicuramente ambizioso, in continuità con il ruolo di primo piano assunto dall’Italia nell’ultima esposizione universale tenutasi a Milano nel 2015.

Così, anche se nel 2021 la manifestazione si terrà a migliaia di chilometri dai nostri confini nazionali, tutti potremo partecipare, anche virtualmente, a questo straordinario viaggio.

L’Italia è pronta a stupire contando sulle sue eccellenze, siano esse il David di Michelangelo (presente a Dubai grazie a uno straordinario lavoro di riproduzione 3D), Gabriele Salvatores, il “saper fare” nell’ambito della tecnologia e della sostenibilità e, ultimo, ma assolutamente non meno importante, al fascino dei suoi luoghi. Un Paese caratterizzato da una bellezza non fine a se stessa e statica, ma dinamica e in grado di produrre innovazione.

Cover via pagina Facebook @lazioinnova

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