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Saul Bass, l’uomo che ha inventato i titoli di testa (e illustrato le più celebri locandine) al cinema

28 luglio 2021

Ha legato indissolubilmente il suo nome ai più grandi autori del cinema e a una rivoluzione tanto semplice quanto straordinaria. Parliamo di Saul Bass, l’uomo che ha inventato i titoli di testa al cinema, o meglio colui che ha trasformato i cartelli informativi, che fornivano al pubblico solamente un titolo e un regista di riferimento ed erano diffusi prima della fine degli anni ’50, in una parte fondamentale della pellicola e del racconto.

Nato a New York, nel celebre quartiere del Bronx, Saul Bass sfrutta la borsa di studio ottenuta all’Art Students College di Manhattan per completare il suo percorso formativo e inserirsi gradualmente nell’affascinante e straordinario universo del grande schermo. Inizia a lavorare come disegnatore pubblicitario nel 1942 e, grazie alla sua sorprendente creatività, passa in fretta ad una delle più grandi realtà di produzione e distribuzione cinematografica, come art director. Un ruolo che per molti sarebbe stato il traguardo di una carriera, ma che per Bass è solo una tappa di un cammino molto più eclettico. Così, nel 1944 si iscrive al Brooklyn College per un nuovo percorso di studio e approfondimento e fa la conoscenza del grafico ungherese György Kepes. Diventerà una cruciale fonte d’ispirazione per Bass e per il suo stile. Proprio grazie al suo insegnante ungherese, Bass conosce e assimila i concetti base della rivoluzionaria scuola Bauhaus, che combina arte e design.

Nel 1954 il suo stile innovativo entusiasma il regista Otto Preminger, che gli commissiona il poster del suo film Carmen Jones. Il risultato lo lascia a bocca aperta. Un ritratto in bianco e nero a figura intera della protagonista Dorothy Dandridge dove spiccano i dettagli rossi: la gonna, le fiamme e le labbra color rubino che suggeriscono i temi principali del film, l’amore e la passione. Nel 1959 Preminger chiede a Bass di occuparsi anche dei titoli di testa del film Anatomia di un omicidio. Proprio in questa occasione nascono i titoli di testa così come li conosciamo oggi, come parte integrante della narrazione del film.

Una rivoluzione che non si manifesta affatto per caso, perché già prima di lavorare nel cinema Bass si era convinto che l’intero prodotto cinematografico proiettato sullo schermo doveva essere considerato come parte del film. Un prodotto di totale e sano intrattenimento per il pubblico che invece era solito approfittare dei titoli di testa per alzarsi e acquistare bibite e cibo.

Il film comincia con la prima immagine, e a quel punto dovrebbe già star facendo il suo lavoro. Il pubblico deve essere quindi coinvolto fin dal primo frame”, sostiene invece Bass, e per riuscire in questa impresa, rende i titoli di testa un vero e proprio prologo della storia.

“Anatomia di un omicidio” parte mostrando in sequenza diverse immagini mentre in sottofondo campeggia la musica evocativa del compositore statunitense Duke Ellington. I titoli di testa si integrano nelle stesse immagini della narrazione che prende avvio. Questo al preciso scopo – dichiarato esplicitamente dallo stesso Bass – di comporre sequenze di immagini al contempo semplici ed enigmatiche, così da condurre lo spettatore nell’atmosfera della pellicola. A quel punto, il risultato viene da sé: chi guarda viene catturato dalla pellicola e non gli è più possibile allontanarsi dallo schermo per prendere una bibita.

Una rivoluzione che è emblema di un grande artista, un visionario del prodotto audiovisivo, delle sue regole e del suo pubblico. Questo è solo l’esordio di una carriera che lo porterà a collaborare con i registi dei più grandi capolavori nella storia del cinema, come “La donna che visse due volte”, Intrigo internazionale” e “Psyco” di Alfred Hitchcock, Spartacus” e “Shining” di Stanley Kubrick.

E ancora, i più celebri prodotti di Martin Scorsese come Quei bravi ragazzi”, “L’età dell’innocenza”, “Casinò” e “Cape Fear – Il promontorio della paura” e di Spielberg, come “Schindler’s List”, hanno sempre la stessa firma: quella di Saul Bass.

Una rivoluzione che ha senza dubbio trasformato il mondo del cinema e le sue regole, fornendo una nuova declinazione e un nuovo ritmo al prodotto cinematografico. Al tempo una novità, oggi una consuetudine irrinunciabile per trasportare lo spettatore nel racconto in modo graduale, per intrattenerlo e ambientarlo sin dai primi secondi del film. Titoli di testa inclusi, ovviamente.

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