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Se possiamo leggere Shakespeare è grazie a questa compagnia di attori

16 marzo 2022

Essere, o non essere, è questo il dilemma”. Pensare che se non fosse stato per una certa compagnia d’attori convenzionalmente nota come “King’s Men”, l’opera da cui sono tratti questi versi avrebbe rischiato di “non essere”. O almeno di essere molto diversa da come la conosciamo. Nella storia del teatro inglese non esiste nessun’altra compagnia teatrale famosa come quella che servì Giacomo I e Carlo I nel XVII secolo. Un interesse dato dal fatto che il capo drammaturgo altri non era che un certo William Shakespeare.

Esiste però almeno un altro buon motivo per ricordare questa leggendaria compagnia teatrale. Sette anni dopo la morte di Shakespeare, furono alcuni degli uomini dei King’s Men a raccogliere i testi delle sue opere teatrali e a mettere insieme il First Folio, ovvero la prima pubblicazione di molti dei suoi lavori. Infatti, anche se diverse delle sue opere erano già state pubblicate prima del 1623, il First Folio rappresenta la sola fonte attendibile per circa diciotto altri lavori e comunque una fonte primaria per molti di quelli pubblicati in precedenza, come per esempio l’Amleto. Questo perché è la prima i cui testi provenivano direttamente dagli appunti di lavorazione di Shakespeare. Senza i King’s Men, insomma, non avremmo Macbeth l’Enrico VIII.

Shakespeare e i King’s Men

Per quasi tutta la sua carriera teatrale, William Shakespeare lavorò con la stessa compagnia. Fondato nel 1560, il gruppo cambiò spesso nome seguendo i capricci dei patrocinanti, prima che Giacomo I diventasse lo sponsor e decidesse una volta per tutte il nome per il quale sarebbero passati alla storia: gli uomini del re, i King’s Men. La compagnia era gestita da Shakespeare, dall’attore Richard Burbage e da altri quattro azionisti. Ovviamente il Bardo, com’era soprannominato Shakespeare, era il principale drammaturgo e lavorava furiosamente per produrre sceneggiature e sfamare i voraci frequentatori del teatro. Inoltre lui stesso era un attore capace e spesso interpretava i personaggi che scriveva. Mai quelli principali, però. Da diverse testimonianze pare che scegliesse ruoli minori. La sua performance più famosa in tal senso fu quella del fantasma del padre di Amleto.

La star del palcoscenico era Richard Burbage, attore di infinito talento ed esperienza. I grandi ruoli portavano tutti il suo nome: da Re Lear a Macbeth. Pare che Shakespeare si ispirò a lui nello scrivere il personaggio di Amleto. Fu infatti Burbage il primo  attore a interpretarlo in assoluto e continuò a recitare nei suoi panni fino alla morte.

La creazione del First Folio

Dopo una ben lunga e fortunata carriera, nel 1616 William Shakespeare morì. Durante il periodo elisabettiano i drammaturghi non si preoccupavano molto di vedere stampato il loro lavoro. Vendevano le opere alle compagnie teatrali, mettevano in scena le rappresentazioni e, se qualcosa veniva messo su carta, solitamente si trattava di una singola copia di lavorazione colma di annotazioni, istruzioni e indicazioni per gli attori.

Prima della pubblicazione del First Folio, avvenuta nel 1623, alcuni dei lavori di Shakespeare erano già stati stampati nel formato in quarto. Improbabile che lo stesso autore fosse coinvolto. Spesso accadeva infatti che i tipografi “ricostruissero” le opere a partire dalla memoria o dagli appunti delle persone che avevano assistito alle rappresentazioni teatrali. A volte senza averne i diritti di riproduzione e finendo nell’ingorgo di lunghe e costose dispute legali.

Fu anche per questo motivo che due attori e colleghi di Shakespeare nei King’s Man, John Heminges ed Henry Condell, decisero di raccogliere le opere del Bardo in un’unica stampa intitolata “Mr. William Shakespeares Comedies, Histories, & Tragedies” comunemente nota come First Folio. In questo tomo trovano spazio ben 18 storie che non erano mai state pubblicate prima, nemmeno in formato in quarto. E tra queste veri e propri pilastri della produzione shakespeariana tra cui l’Enrico VIII, il Giulio CesareMacbethLa dodicesima notteLa bisbetica domataMisura per misura e La Tempesta. Molte di queste furono estrapolate dalle cosiddette “foul papers”, ovvero le prime stesure manoscritte del poeta, con le indicazioni e le fitte annotazioni per l’allestimento di scena.

Per portare a termine questo mastodontico lavoro editoriale, i membri dei King’s Men fecero una scelta singolare: si affidarono a William Jaggard, tipografo e libraio di talento e di rara furbizia. L’uomo era stato precedentemente accusato di aver pubblicato una raccolta intitolata “Il pellegrino appassionato” spacciandola interamente per un lavoro di William Shakespeare (solo 5 delle 20 poesie contenute saranno riconosciute come effettivamente scritte dal Bardo) e di aver dato alle stampe dieci in quarto per i quali non deteneva alcun diritto, falsificando date e titoli. Nonostante questi precedenti, che avrebbero dovuto estrometterlo dalla lavorazione di un’opera così importante, la professionalità e la capacità della sua bottega furono imprescindibili per la lavorazione del First Folio. Così gli attori dei King’s Men mandarono giù l’amaro boccone e si affidarono a lui. D’altronde, come specificarono nella prefazione della raccolta, compilarono l’opera:

senza ambizioni né di profitto né di fama, solo per mantenere viva la memoria di un amico e compagno così degno come era il nostro Shakespeare“.

Furono stampate 1.000 copie al prezzo di copertina di 1 sterlina. Una spesa di non poco conto per l’epoca.

L’opera a stampa più preziosa al mondo

Oggi però possedere un First Folio significa avere per le mani un vero e proprio tesoro. Il censimento più recente, svolto all’inizio degli anni 2000, ne registra circa 200 copie ancora in circolazione in tutto il mondo e solo 40 complete. Il First Folio non rappresenta solo un’opera importante per il valore del suo contenuto ma anche perché è una testimonianza dei raffinati procedimenti di stampa dell’epoca, una vera e propria opera d’arte di fattura e un inestimabile manuale della lingua inglese nell’età elisabettiana.

Per questi motivi il First Folio oggi è considerato il libro più importante della letteratura inglese e le sue quotazioni sul mercato sono quasi incalcolabili. Oltre all’asta da Christie’s, la più ricca della storia per un’opera di letteratura, Nel corso del 2021 sono stati messi in vendita frammenti del First Folio che componevano Enrico IVParte prima; ben 13 pagine autenticate dallo studioso Eric Rasmussen uno dei più grandi filologi di Shakespeare del mondo. E una rarissima copia del First Folio si trova anche in Italia. È custodita nella Biblioteca dell’Università di Padova ed è unica nel suo genere perché presenta annotazioni sulle pagine di Misura per misura, di Macbeth e di Il racconto d’inverno che testimoniano l’utilizzo della raccolta presso diverse compagnie teatrali come prompt book (la copia di produzione) per la messa in scena.

Credits:

Cover: Portrait of William Shakespeare, BatyrAshirbayev98. Distributed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license via Wikimedia

Immagine interna 1: Context image from Folger Shakespeare Library 22273 Fo.1 no. 38, photograph by POP, distributed under a CC-BY 2.0 license via Flickr

Immagine interna 2: Angelo’s House -Escalus, a Justice, Elbow, Froth, Clown, Officers etc., photograph by Thomas Ryder, distributed under the Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication

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