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Solstizio d’estate: una “tappa” comune all’intero sistema solare, da Marte a Urano

21 giugno 2021

Il solstizio d’estate, dal latino “sole fermo”, suscita da sempre un fascino particolare per il genere umano. Si fa cadere tradizionalmente tra il 20 e il 21 giugno e si tratta della giornata più lunga dell’anno che, fin dall’antichità, rappresenta la vittoria della luce sulle tenebre, infatti tutte le civiltà, da quelle precolombiane a quella greca, ne festeggiavano l’avvento (guarda caso, alcuni luoghi come Stonehenge sono diventati un vero e proprio simbolo di questa ricorrenza e ancora oggi vengono visitati per celebrarla).  C’è un velo di mistero legato a questo fenomeno, a maggior ragione se pensiamo al fatto che il solstizio d’estate avviene su tutti i pianeti del sistema solare.

Sulla Terra il solstizio d’estate è il giorno dell’anno in cui l’emisfero boreale risulta maggiormente inclinato rispetto al Sole, permettendo ai Paesi appartenenti alla metà settentrionale del globo terrestre di osservare il massimo numero di ore di luce in una giornata. Processi simili si verificano in tutti i pianeti appartenenti al nostro sistema solare, così come avviene per il susseguirsi delle stagioni. Ovviamente trovandosi a distanze diverse dal Sole, ognuno presenta caratteristiche peculiari. Per esempio Marte impiega 687 giorni per compiere una completa rivoluzione sul proprio asse, oltre al doppio rispetto a un anno del nostro pianeta. Su Marte le stagioni durano mediamente due volte tanto che sulla Terra, e per questo motivo l’ultimo equinozio di primavera è avvenuto lo scorso 7 febbraio, mentre il solstizio d’estate avrà luogo il 25 agosto, con uno scarto di oltre 6 mesi. Nel 2008 la sonda spaziale Phoenix Mars Lander della NASA è riuscita a immortalare il giorno del solstizio d’estate marziano.

Ancora più nette sono invece le differenze tra la Terra e Urano. Il settimo pianeta del Sistema Solare presenta caratteristiche uniche che appartengono ai giganti gassosi, con un’inclinazione assiale quasi parallela al piano orbitale del Sole. Questo fa sì che ogni stagione duri ben 21 anni terrestri. Tra un solstizio d’estate e l’altro quindi passano addirittura 84 anni e durante l’estate un lato del pianeta rimane in una situazione di perpetua oscurità arrivando a una temperatura di 220 gradi sottozero.

Tenere nota dei vari solstizi d’estate dei pianeti che compongono il sistema solare quindi è tutt’altro che facile, ma è un’occasione in più per stupirsi delle meraviglie del nostro sistema solare. E magari lasciarsi rapire dal fascino di questa ricorrenza per celebrarla non solo durante il nostro 21 giugno, ma in più occasioni durante l’anno o, addirittura, nel corso di un secolo.

Cover via Pinterest @drogbaster.it

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