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Tre imprenditori di Brescia vogliono rivoluzionare il concetto di Home Bar

31 agosto 2020
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Il settore della delivery è cresciuto anno dopo anno, e in questo 2020 ha visto un ulteriore aumento di utenti, piattaforme e iniziative, soprattutto nel campo alimentare e del beverage. A moltiplicarsi sono stati anche quei servizi che permettono di ricevere comodamente non solo piatti gourmet appena sfornati per un veloce pranzo in ufficio o per una cena senza avventurarsi fuori di casa, ma anche birra, vino e tutto ciò che può servire per accompagnare il piacere quotidiano di un aperitivo a fine giornata o una festicciola in cui dissetare gli invitati con stile.

Per gli amanti del bere bene esistono app e portali che nelle maggiori città italiane promettono di consegnare, anche in trenta minuti, vino, birra e drink, come Winelivery, Tannico, Callmewine, Vinodalproduttore, Vinicum, Wineowine, e tante altre ditte e cantine minori che spediscono in tutto lo Stivale. Nel 2020 è nato anche The Gin Way, una proposta che non si inserisce solamente nel panorama del delivery alcolico, ma che offre la possibilità di conoscere meglio i distillati nostrani. Secondo una formula in abbonamento mensile, bimestrale o trimestrale, The Gin Way recapita a casa una selezione di gin premium made in Italy, ogni volta a sorpresa – il contenuto, infatti, si scopre solo una volta ricevuto il pacco.

Con un lungo lavoro di scouting in giro per l’Italia, Alessio Maccione, ideatore di The Gin Way, e gli altri membri del team, Cesare Zavattaro e Sabrina Sinigaglia, tutti di Brescia, hanno scovato etichette e produttori di eccellenza ma poco conosciuti: le loro bottiglie vengono inviate agli abbonati all’interno di una box curata nel design che contiene anche ricette e ingredienti – acqua tonica, decorazioni e aromi, oltre che snack da abbinare – che permettono di creare da zero o arricchire il proprio home bar, e di cimentarsi nella realizzazione di cocktail personalizzati. Maccione ha raccontato a Youmanist come è nato il progetto.

Come è iniziata la vostra ricerca sul gin in Italia e in che modo avete rintracciato le piccole distillerie protagoniste delle vostre box? 

La ricerca è iniziata grazie alla nostra curiosità, chiedendo Gin particolari o consigliati nei vari locali che frequentavamo. Da qui, in ogni viaggio personale cercavamo locali nuovi e prodotti da assaggiare e conoscere. Nel momento in cui abbiamo scelto di farlo diventare un lavoro le occasioni più importanti sono state eventi dedicati al Gin dove abbiamo conosciuto direttamente produttori da tutta l'Italia. Nella quotidianità gli strumenti più potenti sono sicuramente i social, in primis Instagram.

Sul vostro sito raccontate di aver trovato e selezionato circa 500 tra etichette e produttori in Italia: quali sono le regioni in cui si fa più gin e cosa hanno in comune tra loro i distillatori locali?

Per quanto riguarda la distinzione tra produttori ed etichette, un singolo produttore può avere più tipologie di gin e quindi più etichette. Scendendo più nel dettaglio, le regioni sicuramente più prolifiche sono Lombardia, Veneto e Piemonte con più di 150 etichette in totale. Altre regioni particolarmente attive sono Trentino, Toscana ed Emilia Romagna, mentre una grande assente fino a poco fa era la Basilicata. Non esiste un vero e proprio identikit del produttore italiano di gin. Ne abbiamo incontrati di tutte le età e di tutte le zone d'Italia: si va dal gruppo di amici che fa le prime prove in garage e si affida poi a importanti distillerie per la realizzazione del prodotto, fino a distillatori già affermati che aggiungono alle loro produzioni anche un'etichetta di Gin.

Con il lancio avvenuto qualche mese fa si sono aperte nuove collaborazioni? Siete stati contattati da altri produttori italiani che non avevate ancora individuato in fase di scouting, e come state procedendo in questo ambito?

Se pensiamo all’inizio, oltre alla ricerca abbiamo anche dovuto convincere i produttori a darci fiducia. È normale che fosse così, ma già dopo la prima box il meccanismo si è invertito. Riceviamo tantissime richieste (anche dall’estero!) e questo non può che farci piacere. Il mondo italiano del gin è più vivo che mai e molto dinamico. Questo ci permette di proporre alla nostra community una selezione di 12 bottiglie (in un anno) scelte tra le tante eccellenze del nostro Paese.

Il vostro cliente tipo, invece, chi è?

Abbiamo notato che, a discapito di quanto pensavamo inizialmente, i nostri abbonati non sono principalmente uomini ma circa la metà di essi sono donne. Ci rivolgiamo sicuramente a persone curiose e desiderose di scoprire sempre qualcosa di nuovo e che, oltre a voler provare nuovi sapori, scelgono di farlo divertendosi con il meccanismo della nostra Mistery Box. Spediamo in tutta Italia, attualmente le zone più attive sono quella di Milano, Roma, Brescia e Bologna. Anche la zona di Napoli e la Sicilia in generale si difendono bene. E in questo momento storico ci piace che contro ogni aspettativa il pubblico femminile sia estremamente coinvolto.

Ci sono state già richieste dall'estero, e pensate di allargare l’offerta ad altri spirits?

Si, abbiamo già ricevuto numerose richieste dall’estero e ci stiamo attivando per soddisfarle. L'obiettivo è portare le realtà italiane fuori dai nostri confini. Per quanto riguarda invece l'apertura verso gli altri spirits, pensiamo che il meccanismo del discovery retail legato alla mistery box possa essere vincente. Le ways del Signore sono infinite.

Le vostre prime proposte sono arrivate con la primavera e l’estate, le stagioni in cui si va alla ricerca di cocktail più freschi. Come vi muoverete sull’autunno e soprattutto sul Natale?

Ci piace che siate curiosi, ma siamo grandi sostenitori del “NO SPOILER”. Possiamo solo dirvi che continuiamo a muoverci per l’Italia. Per Natale ci sono diverse idee che stanno prendendo forma, anche qui senza anticipazioni, ma vi assicuriamo che sarà qualcosa di Giniale!

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