Articoli
7 minuti
Food & Wine
Food & Wine

Gli speakeasy più suggestivi del mondo, e quelli italiani che non potete perdere

27 ottobre 2020
autore:

Gli speakeasy sono una parte importante della cultura e della società statunitense legata agli Anni Venti e Trenta del Novecento e al Proibizionismo, ossia il divieto imposto dal governo di Washington nel 1919 con il Volstead Act di produrre e vendere alcolici in tutto il Paese. Abolito 13 anni dopo, è tutt’oggi al centro di un grande dibattito sul suo fallimento: l’alcool infatti non scomparve, ma divenne oggetto di contrabbando, spesso distribuito e consumato grazie a una fitta rete segreta di bar e locali diffusa dal confine con il Canada a quello con il Messico. Gli speakeasy, appunto, termine che letteralmente significa “parla piano, parla sottovoce".

Oggi la loro attività non è più illegale, e gli speakeasy si sono riconvertiti in un’attrazione sempre più apprezzata in tutto il mondo, diventando locali di  successo e tendenza, caratterizzati da una grande qualità e ricercatezza della proposta di cocktail e distillati. Hanno inoltre mantenuto la propria segretezza, il riserbo e la difficoltà di accesso, conservando il fascino tipico dei Roaring Twenties. Luoghi esclusivi, ambiti da una clientela che cerca, oltre al cocktail perfetto, un ambiente unico e memorabile, a Roma come a San Francisco, a Londra o Sydney. In questa lista abbiamo raccolto quelli più suggestivi del Pianeta.

Si comincia dalla terra natale, gli Stati Uniti. Partendo dal Paese in cui hanno fatto il loro esordio, è impossibile non citare il PDT di New York, di cui vi avevamo parlato in un articolo dedicato alla Grande Mela.  Acronimo di Please Don’t Tell, si trova nell’East Village e vi si accede attraverso una cabina telefonica vintage all’interno di un un negozio di hamburger, il Crif Dogs. Digitando il tasto 1 si attiva infatti il citofono del locale. Nel locale è proibito stare in piedi: sono ammessi solo pochi clienti alla volta, per degustare in un’atmosfera piacevole e rilassata i suoi cocktail, classici o sperimentali a seconda del proprio gusto.

Sulla West Coast, a San Francisco, tappa imprescindibile è invece il Local Edition. Nascosto dietro a Market Street, è situato nel seminterrato di un palazzo storico, proprio dove un tempo si stampavano le copie dell’Examiner, il quotidiano locale. Offre anche un palcoscenico per la musica dal vivo e si può riservare per eventi privati.

A Los Angeles invece ci si può mettere in cerca dell’Adults Only, a cui si accede esclusivamente da una piccola porta all’interno di una videoteca per adulti, nascosta in un’area commerciale del Sunset Boulevard. Tutto l’arredamento rimanda a uno stile vecchia Hollywood: poster vintage, schermi che trasmettono classici cinematografici, pareti coperte di scaffali pieni di VHS e DVD, con luci soffuse che contribuiscono a rendere questo ambiente ricercato ed elegante, oltre che decisamente originale.

Spostandosi in Asia, a Singapore è celebre il 28 Hongkong Street. Mimetizzato come un’innocente bottega in una piccola strada di Chinatown, è uno tra i migliori bar di tutta l’Asia. Una volta attraversato un fitto strato di tende, si entra in uno spazio raffinato che offre cocktail di altissima qualità, che utilizzano molti ingredienti asiatici ma con un approccio occidentale alla mixology. Di sottofondo, i classici del rap e dell’hip hop made in Usa. Consigliatissima, se non praticamente obbligatoria, la prenotazione.

Nelle Filippine, a Manila, al Bank Bar si accede attraverso la porta nel retro di un market 7 Eleven nel quartiere Bonifacio Global City. Una volta superate le scatole del magazzino alimentari e scostata una spessa tenda di velluto, si arriva in un bar molto spazioso, con una grande possibilità di scelta, non solo nel menù dei cocktail, in costante aggiornamento, ma anche in quello dedicato al cibo sfizioso, da sbocconcellare per accompagnare i drink.

Cambiando continente, il The Baxter Inn di Sydney, Australia, è molto conosciuto per la sua sterminata varietà di whiskey, circa 900, esposti lungo le pareti. Si trova in un seminterrato raggiungibile da Clarence Street. Dopo le scale, ci si immerge in un’atmosfera cool ma al tempo stesso rilassata e accogliente. Chicca culinaria del locale: i suoi ottimi pretzel.

L’Europa si difende con alcuni locali ormai imperdibili, a cominciare dal The Butcher di Amsterdam. Situato vicino all’Albert Cuyp, il più grande mercato della città, in apparenza può sembrare un normale burger bar. Attraverso una porta dorata sul retro dietro alla cucina, però, si accede a un locale del tutto diverso. Uno spazio intimo ed elegante, ricco di prelibatezze da mangiare e bere. Per entrare e trovare spazio sui suoi raffinati divani di velluto nero, però, è necessario prenotare: il bar ha una capienza ridotta – dettaglio che contribuisce a ricreare un’atmosfera “proibizionista”, insieme alla parola d’ordine che viene richiesta per consentire l’ingresso.

Anche a Londra non mancano certo le possibilità per gustarsi un drink in segretezza: per esempio al Callooh Callay di Londra, in Rivington Street a Shoreditch. Un luogo dall’atmosfera retrò e un po’ folle, con un menù creativo – sia per il cibo che per i cocktail – in costante aggiornamento. Al suo interno si divide in tre differenti locali: il primo è il più accessibile, mentre l’ingresso del secondo è nascosto dentro un vecchio armadio nero. La porta per accedere al terzo, chiamato JubJub, è ancora più complicata da superare, dato che è protetta da un codice a 4 cifre che cambia ogni giorno e si può ottenere solo dopo aver risposto ad alcune domande dello staff.

Le Syndicat di Parigi invece si nasconde dietro un vecchio muro ricoperto di graffiti, murales e locandine strappate, a Saint-Denis. Al suo interno nasconde uno degli speakeasy più sofisticati della città, sia nello stile che nella sostanza. Tutti gli ingredienti dei cocktail sono rigorosamente made in France: non a caso il locale si è autoproclamato “Organizzazione di Difesa degli Alcolici Francesi”.

L’ingresso di El Paradiso di Barcellona, in Carrer de Rera Palau 4 del Barrio gotico, si trova invece  dietro un finto frigorifero in un pastrami bar. Da sempre riconosciuto come uno dei migliori locali per cocktail della Spagna, e non solo, ha vinto numerosi riconoscimenti internazionali per la grande qualità, innovazione e sperimentazione delle sue proposte alcoliche, che lo hanno portato a classificarsi nel 2019 al numero 20 tra i 50 migliori bar del mondo. Offre anche corsi di mixology ed è disponibile per l’organizzazione di eventi privati.

Non serve viaggiare in giro per il mondo per trovare qualche esclusivo speakeasy: anche in Italia non mancano le mete imperdibili per gli amanti dei cocktail e del buon bere. A cominciare dal Jerry Thomas Project di Roma, primo secret bar italiano. Aperto dal 2010, è nascosto dietro una porta rossa in pieno centro (si trova a Vicolo Cellini 30, poco distante da Campo dei Fiori) e accessibile solo con un’apposita tessera, su prenotazione. Ogni sera al suo interno rivivono i ruggenti anni Venti con i loro ottimi drink, la cui miscelazione curata, sperimentale e innovativa ha permesso al locale di entrare già cinque volte nella classifica dei 50 migliori bar del mondo.

A Milano invece il secret place to be è il 1930, unico speakeasy della città che merita di diritto questa definizione. Si tratta di un locale il cui indirizzo esatto è segreto, a cui si accede solo su invito, con tessera e password. Per ottenerla bisogna rivolgersi al Mag Cafè sui Navigli (condividono il proprietario). Solo i veri appassionati superano tutte queste difficoltà per sorseggiare liquori e gli straordinari cocktail – soprattutto locali – preparati dai bartender. Il 1930 è nascosto dentro un piccolo esercizio commerciale cinese (bar e alimentari) dal quale si accede a uno spazio raffinato ed elegante, con pianoforte e divani in velluto, e un menù libro che a ogni cocktail abbina una storia ambientata all’interno del locale.

Anche tante altre città del nostro Paese offrono speakeasy di ottimo livello, come il Rasputin a Firenze, scantinato a Santo Spirito ex ritrovo dei militanti di Lotta Continua negli anni Settanta e oggi accessibile unicamente tramite passaparola; oppure L’Antiquario, il primo cocktail bar in stile speakeasy a Napoli, nascosto dietro le vetrine oscurate di un negozio di antiquariato a due passi dal Lungomare della città, dove a essere rigorosamente proibiti sono vino e birra.

In copertina El Paradiso, Barcellona

Vuoi informazioni sulla nostra consulenza e sui nostri servizi?

Naviga il sito e vedi tutti i contenuti di tuo interesse