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Il festival “Recontres D’Arles” e il pellegrinaggio annuale in Provenza di fotografi e appassionati dal 1970

13 settembre 2021

Correva l’anno 1970 quando il fotografo Lucien Clergue, lo scrittore Michel Tournier e lo storico Jean-Maurice Rouquette fondarono un evento che divenne un vero e proprio punto di riferimento per i fotografi di tutto il mondo: il festival Recontres D’Arles. Ogni anno, durante il periodo estivo, addetti ai lavori, appassionati e studenti si incontrano ad Arles, una cittadina francese che già in epoca romana rappresentava una delle metropoli più fiorenti delle Gallie.

Tecnica e narrazione: la fotografia

Non è un caso che il festival “Recontres D’Arles” venne ideato da persone con differenti competenze (un fotografo, uno scrittore e uno storico). La fotografia, infatti, è tecnica e narrazione. Inoltre, come dimostrato dai fotografi che raccontarono il XX secolo (tra cui l’indimenticabile e indimenticato Robert Capa), può rendere indelebile alcuni avvenimenti storici.

Negli anni ’70, però, la fotografia era ancora considerata un’arte “minore”: il festival contribuì affinché questa tecnica così proficua ottenesse il giusto riconoscimento da parte delle istituzioni. Per oltre 30 anni – dal 1970 al 2001 – “Recontres D’Arles” rappresentò principalmente un luogo d’incontro.

Nel 2001, François Hébel – l’allora direttore di Magnum Photos, una tra le più importanti agenzie fotografiche del mondo – iniziò a guidare questa importante manifestazione. Il festival divenne, proprio durante quegli anni, un evento di interesse mondiale, richiamando fotografi, appassionati e studenti.

Recontres D’Arles: il legame con le istituzioni e il successo

Dopo l’abbandono di Hébel (nel 2014) e l’arrivo del successivo direttore – Sam Stourdzé, precedentemente direttore del Musée de L’Elysée di Losanna – il festival “Recontres D’Arles” strinse un legame sempre più forte con le istituzioni, che evidentemente compresero l’importanza, sia sociale che economica, di questa manifestazione, e si allargò anche all’estero.

Nel 2015, RongRong, pioniere della fotografia cinese e co-fondatore di Three Shadows Photography Art Center, e Sam Stourdzé, inaugurarono il “Jimei x Arles International Photo Festival”. Una selezione di fotografie esposte durante il festival “Les Rencontres d’Arles” volò  a Xiamen per diventare protagonista del nuovo evento, che in 5 anni attirò complessivamente circa 300.000 visitatori.

In Francia, il festival, finanziato grazie al grande sostegno di pubblico e sponsor, ottenne un’autonomia sempre maggiore. Questo consentì agli organizzatori di contare su un budget sempre più importante così da arricchire costantemente la manifestazione. Nel 2017 i visitatori furono 125.000; mentre nel 2019 addirittura 145.000.

Arles ispirazione per artisti emergenti e creativi affermati

Durante i suoi oltre 50 anni di storia, l’evento ha accolto creativi da tutto il mondo: prestigiosi fotografi hanno mostrato a un vasto pubblico le loro opere, artisti emergenti sono riusciti a ottenere quello spazio così tanto desiderato in cui poter dimostrare le proprie competenze. Gli appassionati hanno potuto osservare numerose foto scattate da vere e proprie “leggende” della fotografia.

Recontres D’Arles” è composto da una sessantina di mostre distribuite in diversi luoghi di Arles, nella regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Questa cittadina è un vero e proprio museo a cielo aperto: i visitatori possono infatti apprezzare numerose architetture antiche – alcune delle quali inserite nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO – di inestimabile valore culturale.

La sua luce e le sue tinte mediterranee, così lontane dal cromatismo nordico, colpirono anche Vincent van Gogh: il pittore ambientò molte opere, incluso lo splendido “Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles” (1888), proprio in questa località. Quello ad Arles fu un biennio (1888 – 1889) straordinario per l’artista, essendo stato colto da uno stato di febbrile attività: furono circa 200 i dipinti realizzati.

Arles oggi, tra passato, presente e futuro

Dagli anni ’70, Arles si è trasformata anche in una delle capitali della fotografia, annualmente impreziosita da proiezioni, performance (attività spesso legata alla fotografia), talk, mostre e molto altro. Ogni anno vengono scelti alcuni temi, esplorati attraverso gli occhi della camera e, soprattutto, dei fotografi. Interessante scoprire il materiale inedito e fotografie del passato inglobate in questa manifestazione.

L’edizione del 2021, curata da Sonia Voss, si è svolta in alcuni degli edifici simbolo del patrimonio storico locale. Alcune mostre sono state associate alla tematica “Identities/Fluidities”. Il direttore di questa edizione è stato Christoph Wiesner.

La fotografia – grazie ai suoi interpreti – riesce a dare vita a una moltitudine di storie, facendo emergere spesso delle verità non immediatamente visibili. Eventi come “Recontres D’Arles” sono fondamentali per trattare tematiche cruciali della nostra epoca attraverso questa arte. La manifestazione rappresenta inoltre un trampolino di lancio per i fotografi emergenti, che finalmente possono proporre le proprie opere in un luogo stimolante.

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