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Che cosa si nasconde dietro una fotografia di still life

01 aprile 2020
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Che cosa si nasconde dietro una perfetta fotografia di still life? Non per forza un grande studio affollato di luci e di strumentazioni complesse. Il progetto HomeLife StillLife nato da un’idea di Nicolas Polli, fotografo e graphic designer svizzero che vive a Losanna, dimostra come anche in situazioni in cui mezzi e spazio scarseggiano, con pazienza e una buona tecnica, si possano realizzare immagini magnifiche.

“Per anni,” racconta Polli, che una decina di giorni fa ha lanciato il progetto su Instagram, guadagnando rapidamente follower, “ho lavorato come fotografo di still life e con grande passione ho sempre realizzato le mie immagini anche in contesti ‘spartani’ e meno canonici, come le cucine o le stanze anguste degli appartamenti in cui ho vissuto quando ero più giovane”. Questa passione è nata nel 2013 a Berlino, dove Polli stava svolgendo uno stage come grafico. “Non avendo avuto modo per un lungo periodo di lavorare con la fotografia ho deciso di allenare il mio sguardo e la mia creatività scattando un’immagine al giorno per 176 giorni, arrangiandomi con gli oggetti che avevo a disposizione a casa mia, ma cercando di realizzare sempre qualcosa di interessante”.

Foto di Thomas Vauchel @thumb.studio

Dopo sette anni Polli si è trovato nuovamente nelle condizioni di aver molto tempo per progettare e scattare fotografie in casa propria, ed è rimasto fedele al proposito di rimanere creativo nonostante le condizioni diverse da quelle che garantisce uno studio professionale. Ha così deciso di creare una pagina dedicata: “All’inizio volevo inserire solo le mie immagini, ma poi mi sono reso conto che non avrebbe avuto senso e che sarebbe stata l’occasione di ampliare il mio sguardo, mostrando come altri fotografi che si trovano nella mia stessa situazione riescano a ricreare le proprie immagini in spazi diversi dal solito studio super accessoriato”.

Foto di Romain Iannone @fazz_lab

La cosa più interessante è vedere cosa ci sia dietro alle immagini, un vero e proprio backstage, fatto di lampade da tavolo, fogli di carta da pacchi avanzati dalle ultime festività o rotoli di alluminio da cucina utilizzati per riflettere la luce. Le bellissime immagini, simili a quelle che siamo abituati a vedere in campagne pubblicitarie sulle riviste, sono quindi accostate a fotografie più ampie che documentano le condizioni in cui sono state realizzate. “Hanno aderito molti colleghi, forse perché si sono sentiti chiamati a rispondere a una sorta di sfida con loro stessi e le proprie abitudini. Credo che la cosa eccezionale di queste immagini, pur nelle loro differenze, sia che mostrano come un fotografo può trasformare la propria pratica, rappresentando con il suo stile riconoscibile quegli oggetti casalinghi che non avrebbe mai fotografato”.

Foto di Olga Miklashevska @miolia_olanna

Fare una bella fotografia di ritratto, secondo Polli, è più facile che realizzare una buona fotografia di still life, dietro la quale è necessario un grande lavoro di visione. “In un ritratto il viso, lo sguardo stesso di una persona è in grado di generare interesse, mentre oggetti comuni come uova, patate, rotoli di carta igienica, bisogna farli diventare interessanti attraverso altri elementi, dall’uso della luce, al contesto in cui sono inseriti”. Normalmente c’è una figura apposita, il set designer, che se ne occupa. In questo caso tocca al fotografo stesso costruire il set e gestire al meglio e con precisione gli oggetti e le distanze. “Una tecnica che non tutti sono abituati a mettere in campo, e che è forse la cosa più difficile da padroneggiare”.

Foto di Nicola Novello @nicola_novello

In copertina: foto di Sacha di Poi @sachadipoi

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