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Morrison Hotel, la casa della fotografia rock’n’roll

20 ottobre 2021

Basta pronunciare il nome “Morrison Hotel” per ottenere la massima attenzione di tutti gli amanti del rock. Impossibile non richiamare alla mente la copertina dell’omonimo album: dietro una grande vetrina, quattro ragazzi guardano dritti nell’obiettivo. I loro nomi sono Ray ManzarekRobby KriegerJim Morrison e John Densmore, ovvero i The Doors. Sopra di loro la scritta “Morrison Hotel” e sotto il cartello che promuove le stanze “da appena $2,50 a notte”. Se si guarda con attenzione, dietro la testa del frontman Jim Morrison, si intravede un’ombra.

È quella del fotografo, Henry Diltz, che diede vita una delle più famose copertine della storia del rock ingannando il concierge dell’albergo che non voleva “prestare” la vetrina alla band. Lo allontanò con una scusa, fece entrare i ragazzi e scattò la foto. L’album, immortale, psichedelico, contiene brani che hanno fatto la fortuna dei The Doors, come “Roadhouse Blues”, “Peace Frog” e “Queen of the Highway”.

L’archivio di immagini dei miti musicali più esclusivo al mondo

Proprio da quella vetrina e da quel gruppo di giovani star nasce l’idea della Morrison Hotel Gallery, fondata da Peter Blachley, ex dirigente discografico, dall’imprenditore Richard Horowitz e, ovviamente, da Henry Diltz, che aveva messo la firma sulla mitica copertina. La Morrison Hotel Gallery ospita ciclicamente centinaia delle collezioni fotografiche più incredibili del mondo musicale: rare, iconiche, spesso vengono utilizzate per mostre internazionali e vendute in tutto il globo. Si attinge da archivi privati, lavorando spesso a stretto contatto con le famiglie dei musicisti o con le firme più prestigiose dell’universo fotografico che hanno accesso al backstage, alle vite nascoste delle band, ai momenti che li ritraggono nei loro riti scaramantici, o all’apice di un’esibizione famosa. Si spazia dal jazz al blues, dal rock degli anni ‘60 fino ai contemporanei. Un vero e proprio tempio della musica con base a New York, Soho, e che negli anni si è arricchito di due altri indirizzi: quello a Los Angeles, all’interno del Sunset Marquis Hotel, e successivamente grazie allo sforzo del fondatore dei Fleetwood Mac, Mick Fleetwood, anche a Lahaina, Maui.

Firmato, Henry Diltz

Inevitabilmente uno dei grandi protagonisti è sempre lui: Henry Diltz. Una vera e propria istituzione del mondo graffiante del rock’n’roll. Non solo perché è stato un musicista eccezionale, avendo fondato gli storici Modern Folk Quartet, ma anche perché pur partendo con una macchina fotografica da 20 dollari, e nonostante la mancanza di una formazione accademica, ha raccontato meglio di chiunque altro la golden age di un certo modo di fare musica. Ha iniziato con la copertina dell’album dei The Lovin’ Spoonful, è stato il fotografo di Woodstock e del Monterey Pop, per quarant’anni ha firmato le copertine per The New York TimesThe Los Angeles TimesNewsweekPeopleRolling Stone e Billboard. Nel suo obiettivo sono finiti gli EaglesNeil YoungJimi Hendrix e i The Monkees. A volte ha raccontato di essere stato semplicemente l’uomo giusto al momento giusto, perché si aggirava sulla scena con la fame di catturare il momento che stava vivendo. Poi, certo, il rapporto di amicizia che stringeva con i musicisti ha reso uniche le sue foto, perché sul volto dei soggetti si legge una sensazione di fiducia e di rara intimità. Una spontaneità nata probabilmente in risposta a quel suo sorriso così umano.

Cosa trovare alla Morrison Hotel Gallery

Dal classico Freddy Mercury che calca lo stage del Wembley Stadium, all’esibizione di Bob Dylan a Woodstock, attraverso gli scatti custoditi alla Morrison Hotel Gallery si rivive l’apice della storia del rock degli anni ‘60 e ‘70 e della New Wave anni ‘80. Le collezioni proposte si susseguono celebrando artisti e ricorrenze: è possibile trovare gli scatti dei Rolling Stones e della rivoluzione che trasformò il pop rock del decennio precedente nello stile trasgressivo e grintoso che avrebbe definito l’hard rock e l’identità di Mick Jagger e soci; oppure la collezione organizzata per festeggiare gli 80 anni di Bob Dylan (chiamata “Forever Young” in omaggio a uno dei suoi brani più famosi), o ancora quella dedicata al mondo femminile, con volti indimenticabili come Dolly PartonAretha Franklin e Debbie Harry. Come non citare l’eccezionale “Backstage Pass”, in cui fotografi come Lynn Goldsmith, Bob Gruen e Neal Preston documentano cosa succede alle star una volta che i riflettori si spengono. Dietro il sipario Tina Turner, David Bowie e Keith Richards festeggiano al The Ritz nel 1983, il batterista dei Motley Crue, Tommy Lee, si prepara per la scena truccando gli occhi con un eyeliner nel 1989, o ancora Janis Joplin appena prima dell’esibizione al Singer Bowl, nel Queens, 1968.

Con oltre 125 dei fotografi più acclamati al mondo, tra coloro che hanno lasciato e continuano a lasciare una traccia indelebile nella cultura musicale, la Morrison Hotel Gallery è senz’altro uno dei gotha per i collezionisti. Curando alcune delle rassegne più esclusive, la galleria dà la possibilità di acquistare scatti più unici che rari, storie inedite raccontate attraverso la forza delle immagini, per di più autenticate dalla firma del fotografo. Un’occasione imperdibile per portarsi a casa una finestra che si affaccia su quella irripetibile forza dirompente che chiamiamo rock’n’roll.

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