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World Press Photo 2021: la storia dietro alla foto vincitrice

03 maggio 2021

Raccontare il 2020 non è certo un’impresa semplice.

Nel corso dell’ultimo anno si sono susseguiti una serie di eventi che hanno completamente stravolto il mondo e la percezione che abbiamo dello stesso, rendendo difficile per un fotografo catturare degli attimi davvero rappresentativi e paradigmatici del nostro complesso presente.

Tuttavia, circa 4.300 professionisti della macchina fotografica, provenienti da ogni angolo del nostro Pianeta, hanno voluto portare il proprio contributo alla memoria della contemporaneità, proponendo più di 74.000 scatti – molti dei quali riportano proprio uno sguardo dell’autore sulla pandemia e sul suo enorme impatto – al World Press Photo, il più importante concorso di foto-giornalismo al mondo, organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955.

Il premio World Press Photo of the Year della 64esima edizione è stato conferito al fotografo danese Mads Nissen, che ha saputo immortalare, con la sua immagine “The First Embrace” (Il Primo Abbraccio”), il trionfo del gesto più naturale e fisiologico ritrovato dopo una lunga assenza.

In questo scatto, i soggetti non sono parenti, non sono amici; eppure l’abbraccio tra una signora anziana e la sua infermiera – nella casa di riposo Viva Bem di San Paolo, in Brasile – ha l’intensità e la potenza di un contatto tra una madre e una figlia dopo mesi di lontananza. Cinque, in questo caso, erano i mesi lungo i quali la donna non aveva ricevuto un gesto di conforto nemmeno attraverso una tenda di plastica, per la sua tutela.

Mentre la pandemia di coronavirus continua a imperversare, l’isolamento e il distanziamento sociali sono due elementi che ci accompagnano da ormai troppo tempo; queste norme necessarie per proteggere le categorie più fragili, quali gli anziani, nel periodo di emergenza sanitaria, hanno avuto tuttavia delle ripercussioni sulla salute psicologica e mentale delle persone.

Lo scatto è stato definito da Kevin WY Lee, fotografo e membro della giuria del concorso fotografico, “iconico”:

“Commemora il momento più straordinario della nostra vita, ovunque. Ci ho letto la vulnerabilità, i miei cari, la perdita e la separazione, la morte ma, soprattutto, anche la sopravvivenza, tutto racchiuso in un’unica immagine. Se guardi l’immagine abbastanza a lungo, vedrai delle ali: un simbolo di volo e di speranza”.

A partire dallo scorso marzo, le case di riposo in Brasile, così come in Italia e in diversi altri Paesi, avevano sospeso le visite ai propri ospiti da parte di parenti e amici, proprio a causa del rischio di un possibile contagio. È proprio dal momento in cui agli operatori è stato ordinato di limitare quanto più possibile il contatto fisico con i pazienti, che la struttura in cui è stata scattata la foto si è mobilitata per ottenere una tenda di plastica, chiamata appunto “tenda dell’abbraccio”.

L’autore dello scatto, Mads Nissen, è un fotografo di Copenaghen, che, dopo la laurea conseguita nel 2007 alla Danish School of Journalism, si trasferisce a Shanghai per immortalare le conseguenze dell’ascesa economica della Cina sia a livello sociale che umano. Dal 2014 lavora come fotografo per il quotidiano danese Politiken, rinsaldando un percorso professionale incentrato sull’impegno politico-sociale.

Via Pagina Facebook @World Press Photo

Tra gli scatti più degni di nota candidati al World Press Photo troviamo il vincitore della categoria ambiente, che vede come protagonista assoluto, in uno sfondo di mare color verde smeraldo, un leone marino che si imbatte in una mascherina. L’autore, il californiano Ralph Pace, è riuscito a immortalare l’animale nella splendida baia di Monterey.

Via Pagina Facebook @World Press Photo

E ancora, la foto di Oleg Ponomarev immortala Ignat, un ragazzo transessuale, seduto in compagnia della sua ragazza Maria in una stanza di San Pietroburgo, in Russia, uno dei Paesi in cui i diritti delle persone LGBTQ+ sono maggiormente violati.

Via Pagina Facebook @Lorenzo Tugnoli

Vincitore di una prestigiosa categoria – Stories, Spot News – troviamo anche un italiano; Lorenzo Tugnoli, dell’agenzia Contrasto, ha realizzato una serie di scatti per il Washington Post, immortalando i momenti successivi all’esplosione avvenuta lo scorso agosto al porto di Beirut, in Libano.

Cover Via Pagina Facebook @DEB Media

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