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Emilio Salgari: 110 anni di avventure e di viaggi su carta

03 maggio 2021

Sono passati 110 anni dalla scomparsa di Emilio Salgari, ma il frutto della sua penna continua a vivere nelle migliaia di bambini cresciuti leggendo le sue opere; del resto, chi nella vita non si è immedesimato almeno una volta in Sandokan o nel Corsaro Nero, divenuti nei decenni di fine millennio protagonisti di fumetti, film e celebri serie televisive, facendosi parte integrante della cultura del nostro Paese.

Nonostante il successo postumo delle sue opere, Salgari ha vissuto una vita professionale e personale tutt’altro che luminosa: sfruttato da editori avidi, boicottato dall’establishment culturale dell’epoca, lo scrittore – pur ricevendo un enorme consenso dal pubblico – non è mai riuscito a fare fortuna e si è sempre dovuto accontentare di guadagni miseri con cui manteneva a fatica la moglie e i quattro figli.

Ma ripercorriamo la sua vita e gli incredibili viaggi che è riuscito a compiere rimanendo seduto al tavolo in cui nascevano le più significative storie di avventura del Novecento. Salgari nacque a Verona, e da giovanissimo intraprese gli studi all’istituto nautico di Venezia, senza tuttavia riuscire a superare l’esame che gli avrebbe permesso di diventare capitano. Eppure questo doloroso fallimento non ostacolò il desiderio di viaggiare dello scrittore, che dedicò moltissimo tempo allo studio di mappe nautiche, manuali e cronache di viaggio; grazie a questa caparbietà che emerge come un virtuoso tratto caratteristico dello scrittore, questi riuscirà – nel corso di una carriera riconosciuta dai critici solo dopo la sua morte – a scrivere opere di ambientazioni estremamente credibili, in grado di trasportare il lettore in luoghi esotici attraverso l’immaginazione e descrizioni realistiche e accurate.

Nella sua città natale, a partire dai 19 anni, Salgari si dedico all’attività giornalistica e letteraria, pubblicando i suoi romanzi d’esordio, Tay-See e La tigre della Malesia, che vennero pubblicati a puntate sul giornale veronese La nuova Arena. Le storie di Salgari ottennero un enorme consenso di pubblico, mentre i critici le stroncarono definendole troppo popolari e adatte ad un solo pubblico di ragazzini.

Nonostante la frustrazione di non essere riconosciuto dagli intellettuali e le difficoltà economiche – aggravate anche da alcune scelte imprenditoriali sbagliate –  lo scrittore non interruppe il suo lavoro fino al raggiungimento di un’età molto avanzata. Nel frattempo, la leggenda vuole che Salgari facesse un uso massiccio di alcolici e sigarette, giungendo addirittura a fumare un centinaio di queste ultime ogni giorno. Con il passare degli anni, il  successo di pubblico non fece che crescere, tanto che lo scrittore venne insignito del titolo di “Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia”.

Nel 1907, Salgari firma quello che è considerato il primo romanzo di proto-fantascienza in Italia, Le meraviglie del duemila, che portò l’autore ad essere paragonato al francese Jules Verne. Dopo un breve periodo, in cui si trasferì a Genova per stare più vicino al mare, lo scrittore tornò a Torino, ma la sua situazione personale continuò ad aggravarsi; il più grande dei dolori, la morte di un figlio, lo colpì per due volte, facendo cadere lo scrittore in una profonda depressione. Il peso di una vita sfortunata e funesta, spinse Salgari a tentare il suicidio nel 1909; a salvarlo, per un soffio, fu la figlia.  Nel 1911, le condizioni psichiche della moglie peggiorarono, e Salgari fu costretto a ricoverarla in manicomio; completamente sopraffatto dalla vita, lo scrittore tentò di nuovo il suicidio, spegnendosi per sempre in modo atroce, con il rituale finale dei samurai.

Vi saluto spezzando la penna”. Sono state queste le parole con cui se ne è andato uno dei più noti scrittori d’avventura del Novecento, mostrando ancora una volta l’orgoglio di una persona che non aveva intenzione di piegarsi a niente e a nessuno, nemmeno nel suo ultimo atto estremo. Queste parole esprimono con una cruda vividezza il sogno infranto di un uomo che ha dovuto scontrasti con un mondo editoriale non ancora pronto per la sua fervida fantasia e con una vita troppo feroce per il suo cuore da sognatore.

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