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I 10 libri più amati dai bambini di ogni generazione e dai loro genitori

21 dicembre 2020
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Il giorno di Natale ha quasi sempre  fatto freddo, almeno in questo emisfero, e così è stato anche nella Parigi del 1843, ambientazione di Natale su tutti i piani, il racconto della scrittrice francese Marie-Aude Murail che omaggia capolavori come Canto di Natale di Charles Dickens. Il 25 dicembre sembra la giornata perfetta da passare davanti al camino in compagnia di un libro, ma la protagonista della storia, la sartina e orfana Jeanne, è analfabeta e non può insegnare a leggere neanche al fratello minore Hughes, molto malato. Un giovane studente di medicina si prenderà però a cuore la loro condizione e non solo curerà Hughes, ma farà capire ai due fratelli anche il potere dei libri e come questi ultimi possano migliorare la vita di chiunque, rivelandosi un rimedio portentoso in molte occasioni. Natale su tutti i piani è un ottimo punto di partenza per scoprire (o riscoprire) letture in grado di tenere incollati alle pagine grandi e piccini. Nello stesso secolo in cui è ambientata la storia di Marie-Aude Murail è ambientato anche un altro classico, sempre attuale: I ragazzi della via Pál dello scrittore ungherese Ferenc Molnár. I protagonisti della storia sono molto simili ai loro coetanei nelle città moderne, costretti ad altrettante peripezie per guadagnarsi uno spazio solo loro, in cui giocare ed esprimersi senza la supervisione e il giudizio degli adulti.

Troppo spesso, la mancanza di luoghi percepiti come propri può fare sentire i ragazzi soli, sperduti nel deserto in cui viene trovato il Piccolo Principe dall’aviatore nel racconto omonimo di Antoine de Saint-Exupéry. Pubblicato per la prima volta il 6 aprile 1943, Le Petit Prince è oggi considerato uno dei libri più importanti del mondo, tradotto in centinaia di lingue e persino in diversi dialetti regionali. Una delle ragioni del suo successo è forse la facilità di immedesimazione nel protagonista: durante la sua avventura, il Piccolo Principe vaga infatti alla ricerca di una compagnia e di qualcuno da amare, come ogni essere umano. Il suo desiderio è “invisibile agli occhi” come tutto ciò che è davvero essenziale: vuole qualcosa di diverso rispetto a quella ricchezza che ossessiona l’uomo d’affari convinto di possedere le stelle che incontra a un certo punto del suo viaggio. Al Piccolo Principe basta poter ammirare la bellezza fragile della sua rosa, quella più pura e autentica.

Forse proprio per la loro natura fragile, questi fiori sono proibiti da cogliere in alcune occasioni. Lo scopre a sue spese il protagonista de Il paese senza punta, che si vede fare una “mezza multa” da una guardia dotata di matita e sciabola ovviamente spuntate. Il paese senza punta è una delle storie più ricordate tra le molte raccolte da Gianni Rodari nel suo Favole al telefono. Rodari era convinto che le fiabe fossero un perfetto strumento educativo perché rappresentavano il luogo di tutte le ipotesi e potevano “dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, aiutando il bambino a conoscere il mondo”. Nella sua raccolta l’autore lo dimostra affrontando problemi “da grandi” con un linguaggio giocoso e alla portata anche dei bambini.

Un altro libro che tocca temi che riguardano tutti, ma in una maniera accessibile a chiunque a prescindere dall’età è La notte dei desideri di Michael Ende, un scrittore tedesco del Novecento che visse a lungo anche in Italia. In questo libro, meno famoso di altre sue opere come La storia infinita, la minaccia è rappresentato dalle macchinazioni di personaggi dai nomi curiosi come Belzebù Malospirito e Tirannia Vampiria. Il loro malvagio piano (meno fantasioso dei loro appellativi) è quello di distruggere la Terra avvelenando fiumi e distruggendo boschi. Per fermarli, Ende sceglie due eroi improbabili e imperfetti: un gatto cronicamente pigro e un corvo pessimista, che dovranno scoprirsi paladini della natura in questa favola ecologista ambientata proprio durante le feste.

Gatti e uccelli sono anche i protagonisti di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare dello scrittore cileno Luis Sepúlveda. Anche in questo libro, la questione dell’inquinamento del nostro Pianeta viene affrontata fin dalle prime pagine: è infatti il carico perso in mare da una petroliera a uccidere una giovane mamma gabbiano che decide di affidare il suo uovo al gatto Zorba perché se ne prenda cura. La storia dell’amicizia tra Zorba, i suoi amici e la piccola gabbianella è ricca di riferimenti a storia e letteratura che appassioneranno tutti i tipi di lettori, ma è soprattutto la morale di questa favola a parlare una lingua universale. A riassumerla basta una frase del protagonista rivolta alla gabbianella: “Ti vogliamo ancora più bene perché sei diversa da noi”.

L’amicizia tra un animale e un cucciolo, stavolta di uomo, è il cuore anche de L’occhio del lupo di Daniel Pennac. Dalla sua gabbia di uno zoo europeo, l’animale usa l’unico occhio che gli è rimasto per studiare a sua volta un bambino che lo osserva da settimane. Con il tempo, Lupo Azzurro e il piccolo Africa imparano a vedere nei propri sguardi la vita precedente l’uno dell’altro. Due esistenze che, sebbene vengano uno dall’Alaska e l’altro dal Continente da cui prende il nome, scopriranno essere molto simili: prima di trovarsi in quello zoo entrambi hanno dovuto infatti vivere lo sradicamento dalle proprie radici per adattarsi a un nuovo mondo.

Africa è stato costretto a crescere presto, diventando un uomo nel corpo di un bambino per le esperienze già vissute. Una caratteristica che lo avvicina a Pippi Calzelunghe, bambina altrettanto indipendente e carismatica in grado di cavarsela da sola in qualsiasi situazione. L’eroina della serie di romanzi omonimi della svedese Astrid Lindgren è caratterizzata da un’allegria infinita e una gioia che è in grado di conservare anche nelle situazioni più assurde. Una ragazzina già in grado di pensare a se stessa e di confrontarsi con il mondo adulto, senza perdere però la spensieratezza propria della sua età.

I bambini d’altronde hanno sempre da insegnare ai più grandi, anche quando i grandi sono così grandi nelle dimensioni da risultare autentici colossi: il grande gigante gentile (GGG) che rapisce la piccola Sofia e dà il titolo alla storia di Roald Dahl è già di per sé un essere dall’animo buono ma, solo attraverso le lezioni della bambina, sarà in grado di comprendere a pieno il valore di quell’umanità che i suoi simili vorrebbero solo usare come spuntino. Il GGG cresce insieme a Sofia che, a sua volta, può vedere le cose da un nuovo punto di vista grazie al suo mastodontico nuovo amico. È questo scambio continuo che fa crescere e diventare persone migliori, a qualsiasi età.

Per essere però intraprendenti e in grado di cavarsela sempre come Pippi Calzelunghe o Sofia nel GGG non bisogna per forza vivere avventure ai limiti dell’inverosimile. A volte, per capire come muoversi nel mondo, può bastare un compito a scuola, per quanto stravagante. Ce lo ricorda la scrittrice per ragazzi Anne Fine nel suo racconto Bambini di Farina, in cui gli alunni di una scuola inglese vengono incaricati di fare da babysitter a un fagotto di farina per 21 giorni, prendendosene cura come fosse un neonato. Le avventure dei giovanissimi “genitori improvvisati” sono molto divertenti, ma il libro è più profondo di quanto sembri, soprattutto quando si concentra sulla storia di Simon, un bambino che nel nuovo ruolo si troverà a farsi domande sul padre che lo ha abbandonato quando lui pesava poco meno del suo “bimbo di farina”. Leggendo questa storia, la scrittrice di libri per l’infanzia Bianca Pitzorno si è giustamente chiesta: "Il motivo più profondo del libro: non sarà che la responsabilità verso un altro c'insegna a essere responsabili prima di tutto di noi stessi?”. Bambini di farina è uno dei tanti esempi di come tanta letteratura per l’infanzia o per ragazzi possa in realtà andare oltre l’età dei suoi lettori e parlare a un pubblico universale. D’altronde, come ricordava lo scrittore delle Cronache di Narnia C.S. Lewis, “Un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta”.

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