Snack
Letteratura
Letteratura

Il padre del genere fantasy, che, tra fate e realtà parallele, influenzò Tolkien e Lewis

20 luglio 2021

Pronunciate il nome di George MacDonald davanti a un appassionato o a un’appassionata di narrativa fantasy e probabilmente li vedrete alzare le spalle. Assurdo, considerato che scrittori, anzi, maestri del fantastico del calibro di Tolkien, LewisEdith NesbitEdmondo De Amicis e Madeleine L’Engle lo hanno preso a modello per costruire i loro mondi fantasy. Già, perché senza alcun dubbio si può affermare che è proprio MacDonald il “padre putativo” del genere.

Nato a Huntly (Scozia) nel 1824, si deve proprio a George MacDonald l’intuizione di spezzare gli stilemi del romanzo in voga nel diciannovesimo secolo. Poemi cavallereschi e intrighi bellici, in cui l’elemento fantastico, pur esistente, viene sempre in qualche modo reso credibile agli occhi del lettore. L’autore scozzese, invece, con il suo romanzo Phantastes del 1858, dà vita a una vera e propria rivoluzione letteraria: racconta le avventure di un giovane uomo trascinato in una realtà parallela onirica, dove abitano figure che diverranno classici topoi del fantastico. Fate e spettri si muovono quindi in una dimensione del tutto immaginaria ma allo stesso tempo lontana dalle favole destinate ai più piccoli. Per la prima volta questi esseri vivono all’interno di una prosa adulta, destinata a un lettore consapevole e maturo, pronto a cogliere letture più profonde, magari rimandi a figure storiche o semplicemente a trarne un insegnamento più alto.

La sua scelta coraggiosa inizialmente non viene compresa dal pubblico che resta tiepido di fronte a un’offerta tanto spiazzante. MacDonald, che è un genio e del genio ha la caparbietà, mantiene la costanza di portare avanti la sua idea in romanzi come Lilith e La principessa e i Goblin, e comincia ad avere le prime soddisfazioni in termini di pubblico. Già dai suoi primi lavori comincia a gettare le basi per quello che diventerà un vero e proprio filone narrativo su cui si appoggeranno i suoi epigoni.

In molti sostengono che Tolkien, prese ispirazione da MacDonald per creare gli Ent, gli Hobbit e tutte le altre creature che compaiono ne Il Signore degli Anelli. Mentre l’autore de Le Cronache di Narnia, C.S. Lewis, lo definiva un vero e proprio “maestro”, in grado di avvicinarlo per la prima volta al concetto di letteratura come mezzo tramite il quale valicare un confine a metà tra realtà e immaginazione. Le sue esatte parole furono: “Un giorno, leggendo Phantastes in una stazione ferroviaria, ebbi la concreta sensazione di aver attraversato una grande frontiera”.

L’opera di George MacDonald è approdata in Italia solo nel 1977 grazie all’impegno del docente universitario Giorgio Spina, riallacciando un legame fortissimo dell’autore scozzese con il nostro territorio. MacDonald visse infatti per 20 anni in Liguria, a Bordighera, e proprio lì produsse la maggior parte della sua letteratura fantasy e fondò anche uno studio letterario, Casa Coraggio, dove oggi sorge una targa commemorativa.

Cover via Wikimedia

argomenti trattati

Vuoi informazioni sulla nostra consulenza e sui nostri servizi?

Naviga il sito e vedi tutti i contenuti di tuo interesse