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Paul McCartney: storia di una leggenda contemporanea

30 aprile 2021

60 dischi d’oro, 100 milioni di singoli venduti, 350 mila biglietti staccati solamente per una data di un concerto e la riproduzione per 7 milioni di volte della canzone Yesterday esclusivamente su radio e tv negli Stati Uniti. Questi sono i numeri con cui Paul McCartney troneggia nel Guinness dei primati e che lo certificano come una delle personalità più importanti nella storia della musica mondiale.

Macca, come viene soprannominato dai fan, però, è qualcosa di ancora di più rispetto a queste cifre impressionanti, avendo insieme a John Lennon, George Harrison e Ringo Starr influenzato come nessun altro fenomeno pop i costumi e le abitudini dei giovani di tutto il mondo, contribuendo così a segnare l’era d’oro degli anni ‘60.

Non solo i Beatles però. Paul McCartney è riuscito a vivere una seconda vita sia da compositore solista che con i Wings, gruppo fondato dopo lo scioglimento dei Fab Four e durato per tutti gli anni ‘70, con cui, tra i grandi successi, anche il brano “Live and let die” realizzato per la colonna sonora del film di James Bond “Agente 007 – Vivi e lascia morire”.

A 79 anni da compiere il 18 giugno, data che celebrerà con l’attuale moglie Nancy Shevell, il baronetto di Liverpool non sembra avere alcuna intenzione di smettere di fare musica, avendo realizzato durante il lockdown del 2020 il suo ultimo album, McCartney III, occupandosi da solo di suonare tutti gli strumenti delle 12 canzoni che compongono questo lavoro.

Dopo oltre 30 anni, con questo disco, l’ex Beatle è riuscito a riconquistare la prima posizione della classifica dei dischi più venduti in Inghilterra. L’ultima volta che aveva raggiunto un traguardo del genere era infatti il 1989.

Via Facebook

Il 16 aprile, l’album si è poi trasformato in McCartney III Imagined, un prodotto digitale caratterizzato dalla reinterpretazione da parte di 12 artisti del panorama della musica contemporanea che hanno avuto la fortuna di partecipare a questo progetto:  Damon Albarn, Beck, Blood Orange, Phoebe Bridgers, Josh Homme, Khraungbin, 3D RDN dei Massive Attack, Ed O’Brien (EOB), Anderson.Paak, St. Vincent, Idris Elba e Dominic Fike.

Nonostante la leggenda metropolitana “Paul is dead”, che lo vede protagonista di una teoria per cui sarebbe morto nel 1966 e in seguito sostituito da un sosia, il polistrumentista inglese appare invece più vivo e attivo che mai, grazie all’innato talento che lo accompagna da oltre 60 anni nel mondo della musica e la voglia di provare a stupire ancora il pubblico.

Via Facebook

Il più grande sforzo nel ripercorrere le tappe nella biografia di Paul McCartney è sicuramente quello di lasciare fuori alcuni degli straordinari successi e avvenimenti che hanno caratterizzato una carriera irripetibile. D’altronde, negli anni, sono state tantissime le pubblicazioni dedicate a Sir Paul e agli altri Beatles, le quali riguardano non solo le hit che ancora adesso rimangono tra i brani più ascoltati su piattaforme come Spotify anche tra i più giovani, ma anche le loro vite private.

Tra gli ultimi, in ordine cronologico, il libro “One Two Three Four: The Beatles in Time” di Craig Brown, il quale ha ricostruito le incredibili coincidenze che hanno propiziato l’incontro tra i 4 componenti della band inglese.

Tra i fatti più curiosi che vengono ripresi dallo scrittore, troviamo anche la conoscenza tra Macca e George Harrison, avvenuta grazie (si fa per dire) a una bocciatura in latino durante gli anni delle superiori, che gli ha permesso di stringere amicizia con quello che poi sarebbe diventato il chitarrista solista dei Beatles. Il primo approccio con John Lennon, con cui avrebbe co-firmato tutta la sua produzione beatlesiana, ha avuto luogo invece in seguito alla partecipazione, su invito dell’amico Ivan Vaughen, di un McCartney quindicenne a una festa di parrocchia in periferia di Liverpool durante la quale si esibivano i Quarrymen, gruppo antesignano dei Beatles.

In seguito alla performance, Paul mostrò infatti a John il suo talento alla chitarra eseguendo il pezzo “Twenty Flight Rock” e da lì scoccò la scintilla tra i due protagonisti di una delle coppie artistiche più prolifiche di sempre.

Diventa spontaneo chiedersi quindi come sarebbe cambiata la storia se non si fossero incontrati in quell’occasione.

Fortunatamente Paul e John si trasformano nel duo Lennon-McCartney, dando vita ai Beatles che, come ben sappiamo, cambiarono per sempre le sorti del pop mondiale.

La persona più importante per Macca doveva però ancora arrivare. Si tratta di Linda Eastman sposata nel 1969. Con la fotografa americana Paul ha condiviso sia la vita privata (la coppia ha avuto tre figli tra cui la stilista Stella McCartney) che l’attività musicale, avendo fondato insieme a lei i Wings.

Via Facebook

Un rapporto interrotto tragicamente a causa della morte di Linda all’età di 57 anni a causa di un cancro al seno. Oltre all’amata moglie, McCartney ha dovuto affrontare altri due lutti che hanno segnato la sua vita: John Lennon, ucciso nel 1980 da uno squilibrato a New York, e George Harrison, scomparso nel 2001 per un tumore al cervello, mentre continua il rapporto di amicizia con l’altro superstite del gruppo Ringo Starr.

Tra gli altri sodalizi artistici di Paul McCartney, si possono citare artisti del calibro di Elvis Costello, Elton John, Eric Clapton, Michael Jackson, Stevie Wonder e Bruce Springsteen. In altre parole, la storia della musica.

Non ci resta a questo punto che dedicarci all’ascolto dell’ultimo esperimento di questa leggenda vivente e prepararci a essere stupiti di nuovo.

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