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Grazie a un premio letterario, una scrittrice britannica è riuscita ad avere il suo riscatto

17 marzo 2021
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Con la cultura non si mangia, recita un celebre modo di dire.  Certamente è vero che esistono mestieri più redditizi, da un punto di vista prettamente economico o perlomeno statistico, dell’esercizio dell’arte. Ma la realtà, affiancata al talento e alla perseveranza, spesso riesce a sorprendere e andare oltre ogni aspettativa e consolidata certezza.  Uno dei casi più recenti di smentita di questa affermazione è quello della scrittrice Monique Roffey, che grazie al proprio talento letterario è riuscita a cambiare le sorti della sua vita, fino a quel momento decisamente complicate.

Roffey è originaria di Port of Spain, cittadina di Trinidad. Nata nel 1965 da padre britannico e madre egiziana di origini europee-levantine, è cresciuta ed è stata istruita in Gran Bretagna. Oggi insegna scrittura creativa al MA/MFA (Master of Arts/ Master of Fine Arts (MFA) della Scuola di Scrittura della Manchester Metropolitan University ed è tutor al Norwich Writers Centre. Autrice di sette libri (sei romanzi e un’autobiografia, With the Kisses of His Mouth, un viaggio alla scoperta della sessualità nella mezza età), spesso ambientati nella sua terra d’origine o comunque nell’area caraibica, la scrittrice britannica è l’ultima vincitrice del prestigioso premio Costa Awards grazie al suo romanzo The Mermaid of Black Conch (“La Sirenetta della Conchiglia Nera”), pubblicato ad aprile 2020 dalla piccola casa editrice anglosassone Peepal Tree Press e pubblicizzato grazie a una campagna di crowdfunding.

Il libro, scritto in inglese creolo mescolando varie forme letterarie (dalla poesia alla tecnica del narratore onnisciente), è ambientato nel 1976 nel piccolo villaggio caraibico di St Constance, sull’isola di Black Conch. Racconta la storia di Aycayia, una bellissima ragazza trasformata in sirena secoli prima da una maledizione scagliata da mogli gelose, che si innamora di un pescatore del luogo, David, grazie al suo canto. Questo amore la condurrà però alla disfatta: viene infatti catturata mentre sta cercando di seguire l’uomo, ed esposta come trofeo alla gara di pesca annuale del paese che attira frotte di turisti americani. Si salva solo grazie a David, che riuscirà lentamente a conquistare la sua fiducia e ad aiutarla nel doloroso tentativo di tornare donna: ma la gelosia, purtroppo, può essere forte come l’amore e rendere tutto più complicato. Il romanzo è stato acclamato dalla critica per la capacità di trasportare con il suo realismo magico il lettore in un mondo mitologico e pieno di energia in modo accattivante e convincente, affrontando senza sentimentalismi temi come l’amicizia, l’amore, la famiglia, la questione razziale e la perdita.

Roffey era già stata selezionata e candidata ad altri riconoscimenti nella sua carriera (ad esempio fu selezionata al Goldsmiths Prize 2020, all’Orange Prize nel 2010, all’ Orion Award 2016 e vincitrice dell’ OCM Bocas Awards for Caribbean Literature nel 2013), ma è il premio letterario nato nel 1971 e sostenuto dalla nota catena di caffè britannica (seconda solo a Starbucks a livello mondiale) che le ha davvero cambiato la vita. I Costa Awards, oltre a essere uno dei premi più prestigiosi e conosciuti nel Regno Unito, prevedono infatti un sostanzioso riconoscimento economico che ammonta a 30mila sterline.  Una meritata benedizione per la scrittrice, arrivata in un momento in cui, ha dichiarato lei stessa, le era difficile arrivare a fine mese e riuscire a pagare l'affitto. Anche gli anni precedenti non sono stati facili per Roffey: le fu perfino tagliata la linea telefonica perché non riusciva a pagare le bollette proprio da Orange, stessa compagnia che sponsorizzava un premio a cui era candidata. Il compenso e il riconoscimento del Costa Book Awards, unito un'efficace campagna pubblicitaria finanziata da 116 sostenitori del suo lavoro che l’ha portata a vendere a oggi circa 10mila copie, ha cambiato completamente le sue sorti.

Quella di Monique Roffey è una storia di riscatto e di successo. Non è la prima, sono tanti gli scrittori che grazie al talento sono riusciti a uscire da situazioni di indigenza, dal maestro dell’horror Stephen King alla mamma di Harry Potter JK Rowling, e certamente non sarà l’ultima. Perché alla fine, come diceva Cesare Pavese, “la letteratura è una difesa contro le offese della vita”, e riesce sempre a permetterci di viverla meglio, che sia a livello psicologico o pratico.

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