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I Romeo e Giulietta che hanno ispirato “Romeo e Giulietta”

06 settembre 2021

Romeo e Giulietta si amavano già prima che il loro amore fosse conosciuto in tutto il mondo. Una storia eterna, che sembrerebbe essersi affacciata sulla scena letteraria sessant’anni prima di William Shakespeare e della sua celebre opera. Non si tratta di un plagio, ma del racconto autobiografico delle vicende d’amore dello scrittore e storiografo vicentino Luigi da Porto. Fu lui a dare forma per la prima volta alla vicenda dei due amanti in “Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti”, dando il via a un lungo percorso che ispirò diversi scrittori e drammaturghi nei decenni successivi, fino alla più nota storia di amore e di rivalità tra Montecchi e  Capuleti.

Un amore tra finzione e realtà

Sebbene il racconto di Luigi Da Porto ricalchi gli eventi archetipici della classica storia d’amore quali il rapporto ostacolato e tormentato, il matrimonio clandestino e un finale ben lontano dall’essere lieto, quello che rende l’opera originale e peculiare è l’intreccio tra contesto storico e finzione narrativa. Il racconto dell’amore inquieto dei protagonisti viene inserito all’interno di una cornice storica verosimile, legata alla biografia dell’autore stesso. La vita di Luigi da Porto, nato nel 1485 da una ricca famiglia vicentina, fu infatti caratterizzata da molte avventure e da grandi ambizioni. Si arruolò nell’esercito veneziano, ma nel corso della battaglia del 21 giugno 1511 fu ferito e costretto a ritirarsi dalla vita militare. Questa circostanza lo avvicinò definitivamente all’universo letterario, spingendolo a scrivere, tra il 1512 e il 1524, “L’Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti”.

La capacità dell’autore di intrecciare perfettamente la vicenda dei due amanti con uno scenario storico verosimile è ciò che spinge a credere che sia lui stesso il protagonista del racconto. La novella potrebbe infatti narrare il rapporto tra Luigi Da Porto e la cugina Lucina, un amore osteggiato dalla rivalità tra le fazioni che dominavano il Friuli nel ‘500:  gli Strumieri e gli Zamberlani.

Dopo aver conosciuto la ragazza a una festa, Da Porto se ne innamorò follemente. Il sentimento era ricambiato e allora lo scrittore si affrettò a chiederla in sposa allo zio di lei, tutore della giovane in seguito alla morte del padre. Ma i dissidi familiari ancora molto aspri convinsero l’uomo a negare il consenso, costringendo i due amanti a separarsi. Forse fu proprio questo evento traumatico a spingere l’autore ad arruolarsi.

La novella viene dedicata, nella sua apertura, “alla bellissima e leggiadra madonna Lucina Savorgnana”. L’aspra conclusione invece sembrerebbe essere dettata dalla delusione dell’autore dopo il matrimonio dell’amata:

“Miseri gli amanti di questa età che non possono sperare, né dando lunga prova di servire fedelmente, né morendo per le loro donne, ch’esse muoiano mai con loro; anzi sono certi di non essere più cari a quelle se non possono gagliardamente provvedere ai loro bisogni.”

Il racconto popolare veronese

Nonostante il racconto ricalchi perfettamente l’autobiografia dell’autore, c’è anche chi sostiene che le vicende narrate vadano oltre al suo vissuto o alla sua immaginazione.

L’autore potrebbe aver dato vita a un racconto popolare veronese, che gli venne riferito in guerra da un arciere, nel corso di un trasferimento delle truppe verso Udine. Già affranto per la delusione d’amore personale, Da Porto ne rimase talmente colpito che si ripromise di farne una novella. Da qui arriverebbe l’ambientazione veronese, oltre alla cornice storica che si intreccia perfettamente con quella vissuta dallo scrittore.

Trasferitosi a Montorso Vicentino dopo essere rimasto ferito in guerra, lo scrittore risiedette nella tenuta di famiglia, intento a studiare e scrivere. Dalla finestra del suo studio poteva osservare le due rocche scaligere di Montecchio Maggiore, che avrebbero quindi ispirato la rivalità dei casati narrata nella storia.

Romeo e Giulietta, Luigi e Lucina

Anche se resterà sempre un’ inappagata curiosità sul rapporto tra la storia d’amore narrata e la vita dell’autore, quel che è indubbio è l’enorme influenza che ebbe sullo scenario letterario e artistico nel suo complesso. Influenza che non fu affatto proporzionale al successo dell’opera, non particolarmente conosciuta all’epoca dello scrittore e più nota solo nel corso dei decenni successivi alla sua morte, con diverse traduzioni dall’italiano all’inglese cruciali per far giungere la novella agli occhi di William Shakespeare.

“L’Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti” rimane comunque una rivoluzione letteraria per l’epoca e un’opera di grande ispirazione. Che si tratti di vita vissuta, di finzione, o di un geniale intreccio tra le due cose, in fondo non dispiace scoprire che Romeo e Giulietta si amassero già da prima, anche se erano Luigi e Lucina.

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