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Come il K-Pop sta cambiando il business della musica

15 novembre 2019
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Il nome di Bang Si-hyuk a tanti non dirà molto ma si tratta di uno degli uomini più influenti del mondo musicale di oggi, quello che i madrelingua inglese definirebbero “game changer”. Fino a qualche anno fa, Bang Si-hyuk era solo un artista con una sua rispettabile carriera all’interno della scena musicale sudcoreana. Nell’ambiente, era conosciuto con il soprannome di Hitman ed era uno dei compositori che hanno permesso il successo in patria di JYP, uno dei maggiori gruppi imprenditoriali nel settore dell’intrattenimento: si tratta di uno dei cosiddetti “grandi tre” che gestiscono il florido e redditizio mercato musicale sudcoreano.

Nel 2005, Bang Si-hyuk ha deciso di lasciare JYP e mettersi in proprio fondando Big Hit. Oggi Big Hit Entertainment è una realtà imprenditoriale in costante espansione e, tra e-commerce, videogiochi e tecnologia, è riuscita a portare la popolarità delle band coreane anche oltre i confini del Paese. Bang Si-hyuk è l’uomo che, dietro le quinte, ha permesso il successo globale di quel fenomeno musicale chiamato K-pop, un exploit che presto potrà portare anche alla creazione di nuovi gruppi attraverso l’etichetta collegata a Big Hit: Source Music.

Il K-pop ha tra le sue peculiarità il modo in cui “forma” le future star: non c’è niente di casuale nell’ascesa delle celebrità del genere, che in gergo vengono definite “idol”.
Gli aspiranti artisti iniziano giovanissimi ad allenarsi per far emergere le proprie qualità: si tratta di un training duro e non adatto a tutti da cui emergono solo i più capaci di rispondere alle richieste dell’esigente mercato musicale coreano.

foto di Eva Rinaldi

Uno dei componenti del gruppo K-pop più famoso, i BTS, è stato scovato quando aveva ancora quindici anni e si dilettava con il rap: è stato Bang Si-hyuk a decidere di inserirlo in un gruppo formato da ragazzi più o meno coetanei per poi cambiare radicalmente genere: in questo modello di music business è d’altronde il produttore a dettare in tutto e per tutto la linea che gli artisti dovranno seguire.

Con l’esplosione globale del fenomeno, deus ex machina come Bang Si-hyuk si sono trovati a dover gestire anche questioni che poco hanno a che fare con l’aspetto strettamente musicale e performativo. I fan di tutto il mondo non si accontentano più di canzoni, concerti o video: vogliono interagire con i loro idoli, scoprire il loro stile di vita e condividere con loro qualcosa che vada ben al di là della musica. Oggi il grosso del lavoro di chi sta in Big Hit è gestire l’immenso e giovanissimo fandom di band come i BTS. Per questo Bang Si-hyuk ha lanciato globalmente delle nuove piattaforme online, in grado di soddisfare la curiosità quasi morbosa dei fan: Weverse, un social dove gli artisti possono tenere aggiornati i fan e questi ultimi possono creare contenuti dedicati ai loro beniamini, e Weply, una app di e-commerce per acquistare qualunque cosa sia in qualche collegata al mondo degli artisti targati Big Hit.

Le community online create su Weverse somigliano in tutto e per tutto a quelle realtà che in Corea chiamano fancafé: in questi spazi, si crea una continua interazione tra artista e fan ma anche tra gli ammiratori stessi. Weverse è una community non solo coreana però e per questo i contenuti postati dagli artisti vengono tradotti già in coreano, giapponese e inglese.

Nel comunicato attraverso il quale Big Hit ha lanciato lo spazio dei BTS su Weverse si è rivolta direttamente alla fanbase del gruppo: quella che viene chiamata in maniera bizzarra “Army”, esercito: “I BTS hanno aperto la loro fan community ufficiale: BTS Weverse. BTS Weverse è un modo per i BTS e le/gli ARMY per comunicare tra loro, nella community verranno caricati anche contenuti speciali dedicati ai membri. Chiediamo alle/agli ARMY di sostenere questo nuovo progetto con tanto amore come hanno sempre fatto.”

Weverse ha un funzionamento molto simile a Twitter ma è sviluppata direttamente da Big Hit: questo lascia molta più libertà all’azienda sui contenuti da pubblicare e li tutela maggiormente da eventuali violazioni del copyright o dal furto di materiale. Anche Weply assomiglia ad altre applicazioni già esistenti ma permette a chi la mette in produzione un maggior controllo sugli acquisti e sul merchandise. Weply sta per “We Play” mentre Weverse nasce come la contrazione di “We Universe” e spiega quale sia l’obiettivo di Bang Si-hyuk: creare un universo assolutamente autonomo in cui far interagire gli idol e chi li supporta e ama ai limiti del fanatismo in tutto il mondo. Il prossimo progetto, non a caso, sarebbe un'unica app che racchiuda tutto il business della musica, dai biglietti ai forum.

Questa è un’evoluzione che si è resa inevitabile dopo che gruppi come BTS e TXT hanno definitivamente sfondato anche in Europa o America: i fan di oltreoceano non avevano infatti familiarità né con la lingua né tantomeno con i social e le piattaforme utilizzate in Corea, che hanno funzionalità simili ma non uguali a quelle che conosciamo a queste latitudini.
Il K-pop è un fenomeno globale di cui è difficile intuire la durata: forse sarà dimenticato in fretta ma sicuramente lascerà un segno nel mondo della musica, probabilmente più per il modello di business che per le canzoni.

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