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Se Mozart diventa un font

12 maggio 2021

C’è una scena del film Amadeus (biopic del 1984, vincitore di 8 premi Oscar) in cui viene riproposto quello che, per gli storici e gli appassionati di musica classica, è un episodio leggendario della vita del genio. Al termine della sua prima esibizione, Mozart riceve un commento aspro dell’Imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorenza, suo futuro e più importante committente:  “Troppe note, signor Mozart”. Il compositore austriaco, interpretato nella pellicola da un magistrale Tom Hulce, replica: “Ci sono tante note quante ne ho richieste, né di più né di meno”.

Secondo la tradizione fu proprio questo lo scambio di battute che avvenne dopo il primo ascolto de Il Ratto dal Serraglio. La complessità della musica di Mozart è pari alla sua continua ricerca di scenari sconosciuti e innovativi. Una ricerca, per molti storici della musica, troppo audace e avveniristica per l’epoca vissuta dal compositore.

Partendo da questo concetto e ispirandosi al film tratto dalla pièce teatrale di Peter Shaffer, l’agenzia turca Happy People Project ha deciso di trasformare in un font la musica di Mozart, che viene così trasfigurata in lettere capaci di corrispondere in maniera unica alle note e alle sinfonie create dal compositore nella metà del XVIII secolo.

Per realizzare il font dedicato a Mozart, i designer sono partiti da lettere dell’alfabeto e numeri: ogni singolo carattere è stato poi rielaborato sulla base degli spartiti musicali e trasformato in 14 tipologie diverse, perfettamente adattabili ad essere inserite in elaborate partiture. In totale, 574 caratteri.

Grazie al font Amadeus si può scrivere la frase desiderata adattandola sia alla lettura tradizionale che a quella in musica: basta conoscere gli elementi base della composizione musicale o affidarsi a partiture già esistenti per comporre i propri messaggi personalizzati da adattare all’occorrenza.

Un font unico e originale che unisce design e tradizione, omaggiando allo stesso tempo uno dei compositori più popolari mai esistiti: l’idea è nata con l’intento di sponsorizzare la commedia di Shaffer, riportata in teatro per il pubblico turco. Il font è stato poi messo al centro della campagna promozionale del film, permettendo agli spettatori di leggere messaggi e titoli dedicati allo spettacolo godendo anche dalla musica veicolata da questa fusione unica tra musica e parole, unendo linguaggi diversi ma convergenti.

Al culmine di questo processo, le lettere perdute scritte da Amadeus più di 250 anni fa sono state integralmente trasformate in un pezzo musicale basato sugli appunti e le opere del compositore.

In Cover il font Amadeus realizzato da Happy People Project.

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