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La vera storia di “Your song”, la canzone cult di Elton John che è stata scritta in venti minuti

15 aprile 2022

Eccoli lì, in una mattina assolata del 1967, seduti al tavolo della cucina nella casa dei genitori di uno dei due, a North London. Reg Dwight, vent’anni, in arte Elton John e Bernie Taupin, appena diciassettenne. I due collaborano da qualche mese, Taupin scrive testi delicati come poesie ed Elton li mette in musica, ma non sono ancora riusciti a trovare la hit giusta. Quella mattina se ne stanno ognuno per conto proprio, persi nei loro pensieri. Elton fa colazione; Bernie scribacchia su un foglio sgualcito. È talmente concentrato che non fa nemmeno caso al fatto che del tè è finito sul foglio e che se continua a scrivere con tanta foga finirà per strapparlo. Steve Brown, il loro manager, gli ha chiesto di mettere più cuore nel prossimo pezzo, di parlare d’amore. Ma Bernie, è un ragazzino timido e sensibile, molto riservato. Non ha la personalità estroversa del collega, anzi. Così, dopo aver finito di mettere su carta i suoi pensieri sull’amore, passa rapidamente gli appunti a Elton e poi si allontana per pudore. Sale le scale, entra in bagno e ci si chiude dentro immaginando che Elton riderà delle parole ingenue e puerili del testo.

Elton invece resta senza parole davanti a quel foglio spiegazzato e macchiato. Non ha alcuna intenzione di ridere e un pensiero lo colpisce indistintamente: "È lei", pensa. "È la canzone giusta". Si siede al pianoforte ed è come se la musica gli venisse fuori da sola. Bernie è ancora davanti allo specchio quando sente le prime note venire su dal piano di sotto. Scende di corsa e trova Elton che suona il suo strumento come se eseguisse quel pezzo da sempre. I due si guardano e non hanno bisogno di dire nulla. Nel giro di venti minuti hanno scritto la canzone che li porterà al successo. Hanno scritto Your Song che sarà la hit dell’album Elton John del 1970.

Elton e Bernie

Un po’ come tutte quelle storie che sembrano destinate a essere raccontate, anche quella tra Elton e Bernie è iniziata per caso. Nello stesso anno, il 1967, avevano entrambi risposto a un annuncio del magazine NME pubblicato da Liberty Records. Un’etichetta discografica in cerca di autori e cantanti.

I due ragazzi non potevano essere più diversi l’uno dall’altro: Taupin era figlio di un contadino del Lincolnshire; Reg, o meglio Elton, un enfant prodiges londinese, che aveva cominciato a suonare il piano a orecchio quando aveva solo tre anni. Eppure si completavano: Elton era una frana con i testi ma un asso con la musica; Bernie era autore di splendidi versi ma non sapeva dove iniziare quando si trattava di scrivere una partitura. Per le loro lacune furono entrambi scartati dall’audizione.

Qualcuno però notò il talento grezzo dei due e consegnò a Elton John una cartellina che conteneva i testi di Bernie Taupin. "Prova a metterli in musica", gli dissero. E lui lo fece. Fu l’inizio di una collaborazione singolare: i due scrissero circa venti canzoni in questo modo, prima ancora di incontrarsi di persona. Elton riceveva i testi e componeva. Un’unione creativa unica. Scrivevano musica per altri artisti come Lulu e Roger Cook, fino a quando il loro manager gli consigliò di lavorare insieme, più a contatto. E così, un po’ controvoglia, Bernie si trasferì a Pinner Hill Road, nella Londra settentrionale, nella casa dove Elton John viveva con la mamma.

Il successo di “Your Song”

Torniamo proprio a casa della signora Dwight, in quella mattina del 1967, tra le uova e il caffè della colazione. Di nuovo a quel foglietto bagnato di tè, ingenuo ma sentito, e a quelle note del pianoforte che escono da sole. Messa in musica i due sapevano che la canzone era quella giusta, non restava che registrarla su audiocassetta. Lo fecero e riuscirono a farla sentire a Dick James, leggendario produttore della DJM Records. Il più roseo degli scenari era convincere il produttore a mettere su un demo da vendere a determinati artisti in cerca di autori ma le cose andarono molto diversamente. Dick James fu talmente colpito dal pezzo che decise di dare una possibilità ai ragazzi, gli concesse di registrare un vero disco. Ed è così che nasce l’album Elton John, venuto al mondo il 10 aprile 1970. Sei mesi dopo Elton era già a Los Angeles per il suo primo tour americano.

L’America amava Elton ed Elton amava l’America. La notte del suo secondo concerto al Troubadour di L.A. si presentò sul palco indossando delle orecchie da Mickey Mouse comprate il giorno stesso a Disneyland. Il The Los Angeles Times scriveva che, cascasse il mondo, Elton John sarebbe stato la prossima grande superstar del rock n’roll.

A dicembre di quello stesso anno, Elton stava registrando Your Song in uno studio televisivo per una performance dal vivo e ad assistere alle prove c’era niente meno che l’ex-Beatles John Lennon che dichiarò entusiasta alla stampa che quel ragazzo seduto al piano era “la prima cosa nuova che sentiva dai tempi dei Beatles”. Il singolo polverizzò ogni record d’ascolto piazzandosi in testa alla classifica USA.

La rottura e il ritorno fino al Premio Oscar

L’album fu solo l’inizio della collaborazione tra i due, una delle più lunghe e di successo della storia del rock, che firmarono con le stesse modalità pezzi immortali come Rocket Man, Crocodile Rock, Tiny Dancer, Candle in the Wind e Goodbye Yellow Brick Road. Elton sempre sotto le luci dei riflettori, con il suo amore per lo spettacolo; Bernie una rockstar del backstage, amava il successo ma non la ribalta e odiava quando Elton lo invitava sul palco per presentarlo al pubblico.

I due si presero una pausa l’uno dall’altro dopo Blue Moves, l’album del 1976. Bernie si trasferì in California e la loro collaborazione creativa si interruppe. Dopo dieci anni di successi avevano avuto più di qualche diverbio. Per esempio un anno prima Elton aveva chiesto a Bernie di scrivere una canzone intitolata Philadelphia Freedom da dedicare alla sua amica, la tennista Billie Jean King. Era una chiara violazione di quell’accordo non scritto che regolava il loro rapporto professionale: Elton non aveva mai detto prima a Bernie cosa scrivere. Non fu solo quello a dividerli, probabilmente anche le loro personalità agli antipodi. “L’unica cosa che abbiamo in comune è la musica e il parlare di musica”, ha osservato Taupin in un’intervista del 2002. “La musica è stata il catalizzatore di tutto ciò che abbiamo mai fatto”.

E in effetti sarà la musica a metterli insieme ancora una volta e a trascinarli fino ad oggi, fino a calcare lo stage degli Oscar, dove i due hanno vinto nel 2020 il Premio per la Miglior Canzone con (I’m Gonna) Love Me Again, scritta per il film Rocketman, il biopic sulla vita di Elton John. E pensare che tutto è partito da un’audizione mancata e da un foglio macchiato di tè, quella mattina assolata del 1967 nella cucina della signora Dwight.

Credits

Cover: ELTON JOHN // ZENITH D'AUVERGNE 2016, agathe kipienne. Distributed under CC BY-NC-ND 2.0 license on Flickr

Immagine interna 1: Elton John Bernie Taupin 1971, Uni/Universal City Records. Distributed  under Public Domain Mark 1.0 license via Wikimedia

Immagine interna 2: Elton John on stage, yabosid. Distributed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic license via Wikimedia

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