12 febbraio 2026
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Una vittoria storica
Il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi è la vincitrice indiscussa di queste elezioni. Il suo partito, il Liberal Democratic Party (LDP), ha ottenuto la più grande vittoria del dopoguerra per un singolo partito in un’elezione generale in Giappone, assicurando una cosiddetta “super-maggioranza”. Il partito ha conquistato 316 seggi, un aumento di 118 rispetto al numero pre-elettorale e più dei due terzi dei 465 seggi della camera bassa. Con il partner di coalizione Japan Innovation Party (Ishin) che guadagna 36 seggi (in aumento di 2), l’alleanza di governo ora detiene 352 seggi. La maggioranza dei due terzi significa che sarà molto più facile per l’LDP approvare leggi, poiché potrà ora superare eventuali bocciature nella camera alta ripresentando il provvedimento alla camera bassa. Fondamentale è che l’attuale numero di seggi nella camera bassa rende l’LDP molto meno dipendente da altri partiti, aumentando quindi la sua forza. Inoltre, la base di sostegno del Primo Ministro Takaichi all’interno del partito, precedentemente considerata fragile, dovrebbe essersi rafforzata grazie ai risultati. La vittoria schiacciante crea anche un consistente gruppo di nuovi deputati eletti che con ogni probabilità sosterranno la sua agenda.
Le “17 frecce” della Sanaeonomics
Ci aspettiamo che l’LDP utilizzi la larga maggioranza per aumentare i programmi fiscali e la spesa pubblica. Per alimentare la crescita economica attraverso investimenti pubblici, focalizzati sulla sicurezza economica, l’amministrazione Takaichi ha istituito il quartier generale della «Japan Growth Strategy», lavorando su 17 campi strategici designati.
“Avanzeremo in una strategia di crescita che rafforzerà fondamentalmente la struttura dell’offerta del Paese e realizzerà un’economia solida”, ha dichiarato il Primo Ministro Takaichi alla riunione inaugurale del quartier generale della strategia di crescita il 4 novembre. L’iniziativa si baserà su due pilastri:
• investimenti per rafforzare le catene di approvvigionamento in settori legati alla sicurezza nazionale;
•investimenti per la crescita in tecnologie avanzate.
In altre parole, il Giappone punta ad aumentare la propria autonomia strategica, riducendo la dipendenza da Paesi specifici e sviluppando tecnologie e industrie proprie essenziali per le catene globali del valore.
I 17 settori strategici comprendono:
IA, semiconduttori, infrastrutture digitali e cybersicurezza, oltre alla cantieristica navale — un’area enfatizzata nel recente vertice USA-Giappone — e tecnologie avanzate per la difesa.
Quest’ultima è particolarmente degna di nota poiché l’industria della difesa è vista come un settore di crescita. Il Giappone rivedrà quest’anno la National Security Strategy e dovrebbero essere incluse misure per rafforzare l’industria della difesa e le tecnologie correlate. Un cambiamento cruciale in discussione è la possibile eliminazione delle restrizioni all’export nelle linee guida sul trasferimento di equipaggiamenti per la difesa (“Five Categories”). La rimozione di tali restrizioni permetterebbe l’esportazione di sistemi d’arma letali, ampliando i mercati per i produttori giapponesi e posizionando la produzione per la difesa come motore di crescita.
Fase di forte slancio
Durante una conferenza stampa dopo le elezioni, Takaichi-san ha confermato la necessità di allontanarsi da un’“eccessiva austerità fiscale”. Ha inoltre ribadito il piano di esentare cibi e bevande dall’imposta sui consumi per un periodo di due anni. Sebbene vi sia ancora dissenso interno all’LDP su questo tema, la vittoria schiacciante dovrebbe amplificare la forza di Takaichi e ridurre l’influenza del blocco fiscal-conservatore.
Ci aspettiamo quindi che il governo continui ad espandere la spesa fiscale. Il bilancio supplementare dell’anno fiscale 2026 sarà probabilmente consistente e il bilancio iniziale dell’anno fiscale 2027, a nostro avviso, si espanderà in modo marcato. Takaichi aveva già segnalato che il progetto di bilancio per l’anno fiscale 2026, pari a 122,3 trilioni di yen, non riflette la sua intenzione di deviare dal processo che richiede la preparazione di bilanci aggiuntivi.
Buone notizie per il mercato azionario
Ribadiamo la nostra raccomandazione di sovrappeso sulle azioni giapponesi, poiché il nostro scenario positivo si sta concretizzando. Sebbene le azioni giapponesi siano meno «a sconto», le stime su utili e flussi di cassa sono state riviste al rialzo. Ci aspettiamo che le iniziative di crescita promosse dall’LDP rafforzino ulteriormente le aspettative di crescita degli utili societari.
Un tasso di crescita dell’EPS (utile per azione) più elevato dovrebbe sostenere multipli P/E più alti. Applicando il Gordon Growth Model, un aumento della crescita di lungo periodo (g) di 0,5 punti percentuali, a costo del capitale (r) costante, implicherebbe già un aumento del rapporto P/E.
Sebbene una correzione di breve termine sia sempre possibile, continuiamo a vedere un profilo rischio-rendimento interessante nelle azioni giapponesi. Favoriamo i settori che beneficiano della Japan Growth Strategy: banche, nucleare, difesa, industriali.
Rinnovata pressione sulla Bank of Japan
Continuiamo a osservare la preferenza del governo per tassi di interesse bassi, ma una politica fiscale espansiva in un contesto di piena occupazione è destinata a esercitare pressioni al rialzo sull’inflazione, indebolendo al contempo la valuta. A nostro avviso, le autorità di politica monetaria riconoscono che gli effetti inflazionistici e sul cambio di tale espansione fiscale debbano essere in parte compensati da una stretta monetaria.
Un rialzo dei tassi è previsto ad aprile, con ulteriori aumenti circa ogni quattro o cinque mesi, puntando a un tasso terminale intorno al 2% entro fine 2027. Poiché la politica fiscale dovrebbe rimanere espansiva, il rischio di un percorso di stretta più rapido del previsto e di un tasso terminale superiore al 2% resta concreto. Non escludiamo la possibilità che la Bank of Japan possa anticipare il prossimo rialzo a marzo, a seconda dei movimenti valutari.
Riteniamo che i rendimenti dei titoli di Stato abbiano ancora potenziale di rialzo, specialmente se procederà il previsto taglio dell’imposta sui consumi. Insieme a un aumento del premio per il rischio sui titoli, ciò dovrebbe mantenere i rendimenti elevati. Di conseguenza, alziamo il nostro obiettivo a 12 mesi per il rendimento del JGB decennale dall’1,10% al 2,40%.
Il Primo Ministro Takaichi non può ignorare le dinamiche di mercato. Se lo yen si indebolisse fortemente o i rendimenti a lungo termine salissero bruscamente, il governo potrebbe posticipare il taglio fiscale. Tuttavia, sembra che il Primo Ministro consideri gli investimenti nella sicurezza economica e nel rafforzamento della difesa una priorità maggiore rispetto alla riduzione dell’imposta sui consumi.
Potenziale più limitato per un rimbalzo dello yen
Riteniamo che le prospettive dello yen saranno sempre più determinate da fattori di lungo periodo come debito e dinamiche inflazionistiche, piuttosto che dai differenziali di rendimento. Con il calo dei rendimenti reali (al netto dell’inflazione) come principale motore del tasso USD/JPY, prevediamo ulteriori rialzi dei tassi in Giappone mentre la Fed probabilmente taglierà, riducendo il differenziale di rendimento.
Tuttavia, le preoccupazioni per un riacutizzarsi dell’inflazione e per l’aumento del debito pubblico dovrebbero limitare il potenziale di apprezzamento dello yen. Di conseguenza, rivediamo il nostro target USD/JPY a 3 mesi a 158 e a 12 mesi a 155.
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