6 agosto 2026
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Banche europee nel 2026 sul podio dei settori più performanti
A seguito di un anno eccezionale come il 2025 (con il settore che ha registrato +67% al netto dei dividendi), le banche europee hanno mantenuto un forte slancio nel 2026, registrando un +20% da inizio anno al 30 luglio (+24% inclusi i dividendi). Questo è in linea con le nostre previsioni inziali di un rialzo del 15-20%. Le banche sono il secondo settore europeo con la migliore performance, precedute solo dal comparto energetico. In questo documento dimostreremo come le banche europee abbiano un rialzo ulteriore potenziale di almeno il 10%.
Negli ultimi 5 anni, le banche europee sono il settore con la migliore performance sia nel mercato europeo che quello US, sovraperformando perfino il rendimento del Nasdaq (vedi il grafico 1). Su un periodo di 10 anni, eguagliano il rendimento del Nasdaq (quasi il 400%), quando vengono inclusi i dividendi.
All’inizio del 2026, prevedevamo che le banche US avessero meno potenziale di rialzo rispetto alle corrispettive europee, a fronte delle più alte valutazioni e la minor redditività. In aggiunta, il settore finanziario US ha dovuto confrontarsi con le preoccupazioni legate al private credit (una crisi che sembra ora sotto controllo) e la rotazione degli investimenti verso i settori legati all’IA. Nonostante ciò, le azioni della banche US hanno registrato risultati robusti quest’anno +10% (inclusi i dividendi) al 30 luglio.
Le azioni di Goldman Sachs e Morgan Stanley, sostenute da guadagni straordinari (ulteriori dettagli di seguito), hanno sovraperformato i loro pari, con rendimenti rispettivamente del 17% e del 18% nel 2026.
Solvibilità ripristinata
A seguito della crisi finanziaria globale (2007-2009), della crisi del debito dell'eurozona (2010-2018) e dello shock COVID-19 dei primi anni 2020, le banche—sotto pressione normativa—hanno compiuto notevoli progressi per rafforzare la loro resilienza finanziaria e l'efficienza dei costi, migliorando sostanzialmente le riserve di capitale, ovvero i loro coefficienti di solvibilità
Il supervisore europeo conduce regolarmente stress test simulando crisi su larga scala, che confermano che il settore bancario è ora molto meglio attrezzato per resistere agli shock. Oggigiorno, le grandi banche europee mantengono un rapporto Common Equity Tier 1 (CET1) di circa il 16% (vedi Grafico 2), ben al di sopra della soglia del 13% già considerata molto robusta. Tutte le principali banche europee soddisfano o superano questo livello del 13%, così come le principali banche statunitensi, tra cui JPMorgan, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley.
Questa solvibilità ripristinata consente alle banche di:
•Aumentare gli investimenti nei segmenti ad alta crescita (come Asset e Wealth Management) e nella Tecnologia, in particolare nell'IA. Ciò sta generando maggiori ricavi ricorrenti (commissioni di gestione) e ulteriori riduzioni strutturali dei costi.
•Perseguire operazioni di M&A che creano valore, sbloccando sinergie.
•Garantire solidi rendimenti agli azionisti tramite dividendi e riacquisto di azioni.
Una forte stagione dei risultati del secondo trimestre 2026
Una caratteristica chiave condivisa dalle banche europee e nordamericane è la loro costante capacità di superare le aspettative trimestre dopo trimestre, un fattore critico dei loro guadagni in borsa. Il 14 luglio, le principali banche statunitensi hanno presentato risultati eccezionali, con JPMorgan, Bank of America, Citigroup e Goldman Sachs tutte oltre le previsioni degli analisti. Morgan Stanley ha il giorno successivo ha riportato cifre altrettanto solide. Sebbene questi risultati includano fattori straordinari, come un mercato azionario volatile ma favorevole, ingenti operazioni di IPO (inclusa l'offerta record di Alphabet da 85 miliardi di USD, la più grande della storia) e l'IPO storica di SpaceX, le attività bancarie principali restano solide. Ciò include il credito, sostenuto da una domanda stabile dei consumatori e dal finanziamento dell'infrastruttura AI. Si prevede che questi fattori eccezionali guidino una crescita degli utili di circa il 20% per le banche statunitensi nel 2026, prima di moderarsi al +10% nel 2027 e nel 2028.
Anche le banche europee stanno operando a pieno regime:
•Il reddito al netto degli interessi rimane solido, con ulteriori possibilità di crescita man mano che i prestiti a basso tasso ereditati (2010–2022) giungono a scadenza e vengono sostituiti da finanziamenti a margine più elevato nell’attuale contesto di tassi normalizzati.
•Le divisioni di investment banking e trading hanno sfruttato le condizioni favorevoli del mercato.
•La gestione patrimoniale e degli investimenti ha ulteriormente contribuito a migliorare i risultati, come si può osservare, ad esempio, nei risultati del secondo trimestre di Amundi e UBS
Opportunità abbondanti su entrambi i lati dell'Atlantico
Al di là delle curve di rendimento delle obbligazioni e ai mercati finanziari, lo scenario macroeconomico rimane favorevole. Gli Stati Uniti continuano a godere di uno “goldilocks” con crescita solida e inflazione relativamente contenuta, nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Anche se un conflitto prolungato, un’impennata dell’inflazione o un allentamento fiscale che porti a un forte aumento dei rendimenti potrebbe compromettere la crescita economica e il settore bancario, questo non è il nostro scenario di base.
In Europa, i piani di investimento in infrastrutture e difesa si stanno concretizzando. Le autorità stanno lavorando per mobilitare in modo più efficace i risparmi europei per grandi progetti continentali (transizione energetica, digitalizzazione e sovranità industriale). Stanno inoltre diventando più aperte all’emergere di “campioni europei”, mostrando una maggiore disponibilità al consolidamento settoriale, attraverso operazioni di fusione e acquisizione transfrontaliere.
Infine, riteniamo che l'intelligenza artificiale guiderà significativi aumenti di produttività nel settore bancario, un fattore che consideriamo notevolmente sottovalutato dal mercato. JPMorgan ha già annunciato di aver ridotto i costi di 2 miliardi di USD grazie all'IA, e tutte le banche stanno ora investendo, in misura più o meno significativa, in iniziative basate sull'intelligenza artificiale, che si prevede apporteranno considerevoli miglioramenti di efficienza.
Le banche oggi appaiono più forti che mai. I loro rapporti costi/ricavi si trovano ai minimi, scendendo al di sotto del 50% per la maggior parte delle principali istituzioni statunitensi ed europee. Questa riduzione strutturale dei costi, ulteriormente accelerata dall’adozione dell’IA, si verifica in un momento in cui le opportunità di crescita abbondano. Una crescita degli utili a due cifre, oggi una realtà per il settore, sarebbe sembrata impensabile solo pochi anni fa.
Valutazioni poco esigenti
Nonostante questo contesto favorevole, le valutazioni —soprattutto in Europa — restano poco sfidanti, con rapporti prezzo/utili prospettici pari a soli 10,4x (vedi Grafico 3). In un ambiente sano e favorevole, un multiplo più equo sarebbe nell'intervallo 11,5-12x, implicando un potenziale di rialzo a breve termine di circa il 10% — e ancora di più nel medio termine, dato l'atteso incremento degli utili.
Ciò è ulteriormente supportato dal rapporto prezzo/valore contabile (P/BV), un indicatore chiave nell'analisi della valutazione delle banche. Le banche europee quotano a uno sconto ingiustificato rispetto ai solidi fondamentali del settore.Rispetto al loro alto ritorno sul capitale proprio (ROE), il rapporto P/BV appare contenuto, soprattutto considerando che si prevede che il ROE continui a migliorare nei prossimi anni. Il Grafico 4 illustra come il P/BV dovrebbe aumentare di almeno il 10% per riallinearsi alla crescita sostenuta del ROE.
In confronto, le banche statunitensi sembrano valutate in modo più equo sulla base di questi indicatori. Sebbene la loro redditività (ROE) sia inferiore a quella delle banche europee, le loro valutazioni rimangono più elevate, con un rapporto prezzo/utili forward medio di 12,48x (vedi Grafico 5) e un rapporto prezzo/valore contabile di 1,65x (vedi Grafico 6). Ciò suggerisce che le banche statunitensi quotino più vicino al valore «fair», lasciando un minor potenziale di rialzo rispetto ai loro omologhi europei.
Detto ciò, riteniamo che le azioni delle banche statunitensi possano ancora registrare un modesto apprezzamento, sostenuto da un contesto economico e di mercato favorevole, nonché dai guadagni di efficienza derivanti dall'intelligenza artificiale. Per gli investitori che valutano le banche statunitensi, consigliamo di concentrarsi sulle istituzioni finanziarie di alta qualità, agili e più dinamiche.
Quali sono i rischi principali?
Le principali minacce rimangono: un forte rallentamento economico e un'inflazione in crescita, come si è visto durante l'inizio della crisi in Medio Oriente, quando i prezzi dell'energia sono aumentati vertiginosamente. In quella fase, i mercati temevano costi in costante aumento e una crescita economica in calo. Mentre gli Stati Uniti hanno allentato le tensioni legate al conflitto all'inizio di giugno, le escalation sono riprese dalla metà di luglio.
L'esito e la durata di questa crisi rimangono incerti. Detto ciò, fintanto che il prezzo del petrolio rimane sotto i 100 dollari al barile, i mercati mostrano segnali limitati di preoccupazione.
Conclusione: SI prevede che il rialzo delle azioni bancarie continuerà, principalmente in Europa
Abbiamo dimostrato che i prezzi delle azioni delle banche statunitensi riflettono già gran parte delle notizie positive, con le valutazioni che appaiono corrette (da qui il nostro giudizio Neutrale sul settore bancario statunitense). Sebbene la crescita degli utili per le grandi banche statunitensi superi attualmente quella dei competitors europei, essa include molti fattori straordinari. Di conseguenza, a seguito dei loro solidi risultati del secondo trimestre, i successivi guadagni in termini di prezzo delle azioni delle banche statunitensi sono rimasti modesti. Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno persino visto diminuire il prezzo delle loro azioni, riflettendo preoccupazioni circa la sostenibilità delle loro entrate derivanti da AI e tecnologia.
Per le banche europee, dopo 18 anni di significativi sforzi di ristrutturazione e risultati solidi nel secondo trimestre, stimiamo invece un potenziale di rialzo di circa il 10% entro la fine del 2026. Gli sforzi di efficientamento su costi delle banche europee rimangono sottovalutati dal mercato, così come i futuri guadagni di efficienza derivanti dall'IA e il potenziale complessivo di raggiungere una crescita degli utili a doppia cifra nei prossimi anni.
In paragone, è probabile dunque che le azioni bancarie statunitensi registrino performance minori, dipendendo strettamente dalla loro abilità di superare o non raggiungere le aspettative del mercato
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