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Perché la gender diversity è essenziale in un’azienda e come fare per ottenerla

12 febbraio 2020
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Negli ultimi anni, le aziende più all'avanguardia e quindi più attente nel risolvere le disparità di genere, si stanno interrogando su come creare ambienti di lavoro più eterogenei, dove le colleghe donne possano accedere alle posizioni lavorative con le stesse possibilità riservate ai loro colleghi uomini. Il gender gap è un problema che può presentarsi in diversi modi: nei casi più gravi si evidenzia, ad esempio, con una disparità di salario tra uomini e donne a parità di mansioni e nella impossibilità delle donne di rompere il cosiddetto soffitto di cristallo  per accedere alle posizioni dirigenziali. In altri casi, meno dibattuti ma ugualmente urgenti, questo problema si palesa nella fase di ricerca del lavoro.

In un rapporto commissionato dal portale LinkedIn è emerso che, sebbene gli uomini e le donne siano ugualmente impegnati nella ricerca di lavoro, le donne hanno il 16% in meno di probabilità di fare domanda per un lavoro dopo aver visionato l'offerta. Eppure, hanno anche il 16% in più di probabilità di essere assunte. La spiegazione, fornita dalle giornaliste  Katty Kay e Claire Shipman in un articolo pubblicato su The Atlantic, riguarda la generale assenza di fiducia che le donne hanno nelle loro capacità professionali, nonostante siano – come avviene in Italia – mediamente più istruite degli uomini e registrino un minor tasso di abbandono precoce degli studi. È stato provato che davanti a un'offerta di lavoro, di solito, le donne sentono di dover soddisfare tutti i criteri richiesti, mentre perché un uomo si candidi è sufficiente che reputi di possedere solo il 60% dei requisiti.

Nel 2011, l'Institute of Leadership and Management, nel Regno Unito, ha intervistato i dirigenti d'azienda britannici chiedendo come valutino la loro professionalità. La metà delle donne intervistate ha espresso dubbi sulle loro prestazioni lavorative e sulle loro possibilità di carriera, rispetto a meno di un terzo degli intervistati di sesso maschile. Alla Manchester Business School, in Inghilterra, la professoressa Marilyn Davidson, ogni anno, chiede ai suoi studenti quanto si aspettano di guadagnare in futuro e  quanto ritengono di meritare. "Lo sto facendo da circa sette anni", ha detto la professoressa Davidson, "e ogni anno ci sono enormi differenze tra le risposte maschili e femminili". In media, riferisce, gli uomini pensano di meritare 80mila dollari all'anno e le donne 64mila dollari — o il 20% in meno".

Un altro rapporto commissionato da LinkedIn nel 2018 mostra che il 78% dei datori di lavoro afferma di voler ovviare alla disparità di genere nelle loro aziende. Per far sì che le donne si sentano libere di accedere alle proposte di lavoro, le aziende possono apportare delle modifiche ai propri modelli di assunzione. Un primo passo è rendere le offerte di lavoro più inclusive, eliminando sostantivi afferenti solo alla visione maschile del mondo, come "guerriero", "ninja" o aggettivi come "aggressivo". Anche includere la variante grammaticale femminile della posizione richiesta sarebbe già qualcosa. È altrettanto importante condividere le storie delle lavoratrici che hanno successo all'interno dell'azienda, a tutti i livelli, per creare un ambiente virtuoso in cui le donne possano acquistare fiducia in loro stesse traendo esempio dalle colleghe.

Un datore di lavoro attento a trattare in maniera imparziale i dipendenti, sia donne che uomini, elabora offerte chiare sul salario e sui range di stipendio: è il segnale che si impegna a pagare equamente i suoi dipendenti. Un altro fattore che si è rivelato essere importante per incoraggiare le lavoratrici qualificate ad accedere alle offerte di lavoro consiste nel mettere in evidenza l'impegno dell'azienda nel contrastare le disparità di genere sia nel breve che nel lungo periodo. Come per esempio l'organizzazione di panel o eventi rivolti alle giovani studentesse per aiutarle a fare rete nel loro settore.

Il maggiore e più equo coinvolgimento delle donne nel mondo del lavoro non è una speranza affidata a un non meglio identificato futuro, ma un impegno quotidiano, frutto di piccole scelte che messe insieme daranno vita a un mondo più giusto. Un mondo in cui le donne, pienamente consapevoli di quali siano i loro meriti grazie al lavoro e alle soddisfazioni che ne conseguono, acquisteranno la fiducia in loro stesse e nello loro capacità, un riconoscimento che per troppo tempo sui luoghi di lavoro è stato loro negato.

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