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SheTech, connettere donne e mondo digitale

30 aprile 2020
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Le startup con almeno una fondatrice donna ricevono il 21% in più di investimenti rispetto a team esclusivamente maschili. A dirlo è una ricerca del 2019 effettuata dal Kauffman Fellow Research Center. Eppure c’è ancora molto da fare per rafforzare l’imprenditoria al femminile. A Milano ha sede un’associazione no-profit che vuole supportare le donne nel mondo della tecnologia e del digitale. L’obiettivo è già nel nome SheTech, e ce ne parla la managing director Chiara Brughera.

Quando e come nasce l’idea di SheTech?

Attualmente molte donne lavorano in ruoli che potranno presto essere automatizzati, mentre sono ancora poche quelle che aspirano a professioni in cui sono maggiormente presenti scatti salariali e nelle carriera. Penso per esempio al settore tecnologico. Per questo motivo nel 2009 è nata SheTech, associazione che supporta le donne nel mondo digitale, tecnologico e dell'imprenditoria in genere, organizzando eventi di networking, workshop formativi e opportunità professionali. Abbiamo una community di circa 3mila persone e le nostre attività si sviluppano su tre filoni principali: formazione (in ambito digital e tech), empowerment (con particolare attenzione alle soft skills) e imprenditoria femminile dedicata alle donne che hanno deciso di fondare un’azienda.

Come è arrivata a SheTech?

Nel 2015 sono tornata in Italia dopo un periodo a Stoccolma, dove ho lavorato nell’ambito delle startup. Ho iniziato a far parte del team SheTech prima come volontaria, occupandomi della gestione della community e degli eventi, in parallelo con un lavoro per il Talent Garden di Milano. Da fine 2019 ho però deciso di dedicarmi a tempo pieno all'attività dell’associazione.

Attività che sono intrecciate a doppio filo con il web. Come si articola una vostra settimana tipo?

Attualmente offriamo un fitto calendario online per la nostra community. Ogni lunedì per la pausa pranzo organizziamo webinar di un’ora su tematiche come lo smart working, il public speaking o le funzionalità di Gmail. Il venerdì mattina organizziamo delle dirette Instagram portando in rete le nostre SheTech Breakfast in cui discutiamo con esperti dei settori già citati, chiedendoci come affrontare la crisi e pianificare il futuro e cosa siano cyber security e data science. Almeno una volta al mese abbiamo aperitivi di networking che al momento teniamo in videochiamata.

Online al momento si trova anche la vostra Master School, con un particolare occhio ai social. Come è strutturata?

La SheTech Master School è rivolta sia ai membri dell’associazione che ai nostri partner, con un focus particolare su TiKTok, Instagram e LinkedIn. Si tratta di percorsi formativi specifici che permettono di ampliare le proprie competenze, riflettendo su come migliorare promozione, narrazione e presenza online. Tre gli ingredienti principali: il taglio consulenziale delle nostre lezioni, la preparazione dei docenti e la metodologia di insegnamento che, tra teoria ed esercitazioni, si mostra adattabile per più ambiti aziendali.

In occasione della Festa della Donna avete selezionato le storie di maggior successo di fondatrici di startup italiane, con l’obiettivo di mettere in risalto alcune eccellenze del nostro Paese. Qual è il criterio con cui operate?

Cerchiamo dei role model, fondatrici di progetti con l’ambizione di cambiare il mondo. Quest’anno sono state dieci più una menzione speciale: dal green al beauty, dal gaming alla robotica, dalla moda al food, fino all’arte e alle scienze della vita. Per noi possono essere riferimenti importanti da tenere d’occhio nei prossimi mesi.

Ci faccia alcuni esempi.

Tutte le undici professioniste selezionate hanno contribuito a rinnovare il loro settore di riferimento. Tra i profili che mi hanno colpita di più ci sono Arianna Ortelli di Novis e Tiziana Monterisi di Rice House. La prima è una studentessa di 23 anni che ha fondato una piattaforma per il gaming che può essere utilizzata anche da persone non vedenti. L’idea vincente di di Tiziana Monterisi è invece quella di trasformare scarti della produzione del riso in materiali per l’edilizia e per le costruzioni al 100% eco sostenibili. Mi ha colpito la sua visione di un'architettura etica, a impatto zero e del tutto rispettosa della natura.

Cosa avete in cantiere per il futuro nella vostra realtà associativa?

Non vediamo l’ora di tenere dal vivo la Female Founders Dinner, l’evento di networking pensato per collegare fondatrici di startup con investitori e figure aziendali. Abbiamo in cantiere eventi di formazione dedicati al coding per avvicinare le donne al mondo della programmazione. Infine, stiamo lavorando all’organizzazione del TEDxWomen a Milano, un’occasione per celebrare i temi della diversità e dell’inclusione in un’ottica multidisciplinare.

Articolo di Emanuele La Veglia

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