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La casa in cui vivevano F. Scott e Zelda Fitzgerald è aperta al pubblico per raccontarne la storia

17 dicembre 2020
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Zelda Sayre e Francis Scott Fitzgerald, che insieme formarono una delle coppie più iconiche del Novecento, si conobbero nel luglio 1918 a un anonimo ballo organizzato nel Country Club di Montgomery, Alabama. Quello tra la diciottenne Zelda e il primo luogotenente di fanteria Francis Scott, di quattro anni più grande, fu praticamente un colpo di fulmine. Neanche ventiquattro mesi dopo, nel 1920, la coppia si sposò e la nuova signora Fitzgerald lasciò per la prima volta la piccola città in cui era cresciuta per seguire il marito.

Sarebbero tornati a Montgomery con l’idea di restarci solo circa un decennio dopo ma, quando posarono i bagagli, si accorsero subito che il tempo in quel paese sembrava non essere mai passato: la più grande distrazione era ancora rappresentata dai suonatori di organetto, che si esibivano ai lati delle strade come già ai tempi della guerra di Secessione. Quell’ambiente così tranquillo era d’altronde stato scelto per un motivo: ritrovare una tranquillità che mancava a entrambi e che li stava mettendo a dura prova. Tornare in provincia, in un posto sereno e poco mondano, dovette sembrare una buona soluzione a entrambi. Affittarono un alloggio molto grande per loro due e la figlia Scottie, forse troppo. Decisero così di riempirlo aggiungendo al nucleo familiare due domestici, un gatto persiano chiamato Chopin, in onore del pianista, e un bassotto chiamato Trouble, “guaio”.

Pietro Citati scrive che i due apparivano quasi agli antipodi, Zelda “sembrava l'opposto del marito: la figura specchiata e rovesciata. Di lei, giovanissima o adulta o malata, ci restano moltissimi ritratti verbali, perché quasi tutti cercavano di coglierne il segreto. In primo luogo, Zelda era un colore: una macchia sonora e vibrante nel mondo.” Persino Francis Scott non ne comprese forse mai del tutto la natura se è vero che, in quella casa di Montgomery, iniziò a scrivere un romanzo la cui protagonista sembrava proprio un ritratto della moglie, o meglio dell’idea che lui ne aveva. Quel libro sarebbe poi diventato il classico Tenera è la notte e i personaggi di Dick Diver e della consorte Nicole Warren ricorderanno entrambi i coniugi Fitzgerald in quel periodo vissuto in Alabama.

Dopo il ricovero per schizofrenia, anche Zelda decise in nelle stesse stanze di ritrovarsi scrivendo il suo primo e unico romanzo: Lasciami l'ultimo valzer. Nei momenti di assenza del marito, Zelda scrisse però lì anche diverse lettere d’amore, in cui si struggeva per la mancanza del marito e per il gigantesco vuoto che sentiva dentro. L’ultima di queste missive si chiudeva con un messaggio d’amore che oggi, a rileggerlo, suona quasi come una supplica: “Caro mi manchi terribilmente – non puoi più andartene. È assolutamente impossibile interessarsi a qualsiasi cosa senza di te o perfino tirare avanti senza fatica – o tirare avanti e basta.”

Zelda Sayre Fitzgerald si sentiva sola in quella grande casa senza il marito. L'appartamento su due piani è oggi composto da due camere, un bagno, un salotto, una sala da pranzo e una cucina. Il piano terra è però da anni diventato l'unico museo al mondo dedicato alla storia della coppia, mentre il secondo offre le due stanze in affitto su Airbnb. Il tutto è ancora ammobiliato e decorato come a inizio anni Trenta, sopravvissuto al tempo come il giardino di magnolie su cui affaccia la casa.

Dopo la morte del padre di Zelda e la sua nuova ospedalizzazione a seguito del trauma, Scott Fitzgerald si rese conto che il progetto di trovare un'oasi di pace familiare a Montgomery era ormai naufragato. La casa divenne per un po’ una pensione e poi venne definitivamente abbandonata. A trasformarla in quello che è oggi, il F. Scott & Zelda Fitzgerald Museum con tanto di camere affittabili, fu più avanti un’altra coppia: ormai dal 1986, i signori Julian e Leslie McPhillips lavorano infatti perché questa abitazione, che fu nido d’amore per la turbolenta coppia tra il 1931 e il 1932, sia il luogo che ne conservi l’eredità.

Qui dove Zelda e Francis Scott pensarono per un attimo di aver finalmente incontrato la felicità, molti visitatori hanno trovato la gioia di potersi sentire romantici come i protagonisti del matrimonio più chiacchierato dell’età del jazz.

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