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Le Isole Faroe combinano il meglio della Scozia, dell’Islanda e della Nuova Zelanda

12 novembre 2020
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Un paradiso di natura incontaminata e selvaggia, ancora lontano dai radar del turismo di massa, ricca di cultura e tradizioni uniche e antiche, preservate e tramandate con orgoglio dai suoi abitanti. Le Isole Faroe sono proprio questo: ancora poco visitato, questo arcipelago di 18 isole vulcaniche incastonate nel Nord Atlantico tra Gran Bretagna, Norvegia e Islanda, unisce la bellezza dell'Islanda con il verde della Scozia e il fascino per i viaggiatori più solitari e avventurosi della Nuova Zelanda. La meta ideale per gli amanti delle escursioni per terra o per mare, del trekking e del birdwatching, nonché per chiunque desideri immergersi nella natura, ritrovare l’armonia con l’ambiente e rilassarsi circondato da panorami indimenticabili.

Le Isole Faroe (Fær Øer, letteralmente isole delle pecore) hanno circa 52mila abitanti e coprono un territorio di circa 500 miglia. Fanno parte del Regno di Danimarca, ma come Nazione autonoma (come la Groenlandia) con un governo indipendente e un proprio Parlamento (oltre ad avere due rappresentanti in quello danese): il Løgtingið, uno dei più antichi del mondo – istituito oltre 1100 anni fa – , con sede a Tórshavn, il capoluogo amministrativo delle isole. Hanno anche una propria bandiera riconosciuta, il Merkið, una croce scandinava rossa – a simboleggiare i sacrifici degli abitanti per ottenere l’indipendenza –  bordata di blu come il cielo su campo bianco, come le acque gelide dei mari che le circondano. Le lingue ufficiali sono due, il faroese e il danese.

L’arcipelago si compone delle isole Fugloy, Svínoy, Borðoy, Viðoy, Kunoy, Kalsoy, Eysturoy, Streymoy, Vágar, Mykines, Hestur, Koltur, Nólsoy, Sandoy, Skúvoy, Stóra Dímun, Lítla Dímun e Suðuroy. Ben collegate tra di loro da efficienti sistemi di tunnel, ponti e traghetti (sostituiti dagli elicotteri nell’inverno), sono tutte caratterizzate da natura e paesaggi mozzafiato, coste frastagliate e un territorio generalmente montuoso ma con poche cime elevate. Il clima è sempre freddo, con massime che di rado superano i 15 gradi, giornate estive molto lunghe e invernali con poche ore di luce a causa della vicinanza al Circolo polare artico.

Streymoy è l’isola più grande, dove si concentra la maggioranza degli abitanti dell’arcipelago. La capitale delle isole, la pittoresca città balneare di Tórshavn (letteralmente “porto di Thor”), si trova proprio qui. È una delle capitali più piccole del mondo, suggestiva e culturalmente animata ma ben lontana dalla confusione e affollamento delle controparti europee, grazie alle sue case colorate e al centro storico con case in legno dai tetti tradizionali coperti di erba. La stessa tipologia di abitazione si trova anche nella parte antica del villaggio di Saksun, nascosto in mezzo a un fiordo dell’isola e oggi diventato un museo a cielo aperto, immerso nel silenzio, nel vento e nei colori come il verde brillante dell’erba, il nero della roccia di origine vulcanica e il blu limpido del cielo. Sono celebri anche le scogliere di Vestmanna, dove vanno a nidificare diverse specie di uccelli, e il villaggio vichingo di Kirkjubøur, sulla costa meridionale, che ospita anche le rovine di una delle chiese più antiche d’Europa, la Cattedrale incompiuta di San Magnus. Altra chicca segreta dell’isola, questa volta culinaria, è Koks, il ristorante stellato che si trova in una valle non lontano da Tórshavn: due stelle Michelin per una cucina capace di coniugare tradizione e innovazione.

Vagar è collegata a Streymoy da un tunnel ed è un’altra delle isole più caratteristiche (nonché sede dell’unico aeroporto dell’arcipelago). Qui si trova il lago Leitisvatn (chiamato anche Sørvágsvatn), il più grande dell’arcipelago, immerso in una valle tra le montagne e abitato, secondo le leggende popolari, dagli spiriti dell’acqua chiamati nixie. Imperdibile anche la cascata di Mulafossur, alta 30 metri e che si tuffa a picco dalle scogliere vicine al colorato paesino di Gasadalur.

Mykines, la più occidentale delle isole, con la sua meravigliosa e caratteristica popolazione di pulcinelle di mare è un gioiello di flora e fauna, raggiungibile solo in traghetto e abitata in pianta stabile da appena 16 persone.

Anche Kalsoy, con i suoi paesaggi scolpiti dal vento, è raggiungibile solo in traghetto ed è conosciuta per il suo scenografico (e difficile da raggiungere) faro e per la sua statua di sirena in riva al mare, con lo sfondo del fiordo della vicina isola Kunoy.

Fugloy è l’isola più orientale delle Faroe. Piccolissima, ospita solo due villaggi, ma compensa la scarsa popolazione umana con quella dei volatili: è infatti una meta per gli appassionati di bird watching. Non a caso il suo stesso nome significa “isola degli uccelli”.

Suðuroy, invece, è l'isola più meridionale di tutto l'arcipelago, luogo ideale per gli amanti del trekking. Tappa obbligata è il faro di Suðuroy, il più a sud delle Faroe, che garantisce una vista mozzafiato sull’oceano.

Bordoy è un altro gioiello naturalistico, così come lo è Sandoy con le sue dune nere come la pece. Altra particolarità dell’isola è che ospita la più grande cassetta delle lettere del mondo al porto di Skopun.

Completano l’arcipelago la pittoresca isoletta di Suduroy, costellata di rocce vulcaniche e prati dal colore verde intenso, oltre che dal fiordo Trongisvágsfjørður; Kalsoy,“isola degli uomini”) popolata però quasi solo da pecore; la brulla ma affascinante Kunoy (“Isola delle donne”); i paradisi selvaggi ancora inesplorati di Vidoy e Svinoy.

Le Isole Faroe sono terre che, grazie a una natura quasi non scalfita dalla presenza umana e al senso di pace che trasmettono, offrono una grande varietà di esperienze e sensazioni a chiunque abbia la fortuna di poterle esplorare, con il meraviglioso rischio di non volerle più lasciare.

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