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Tra i borghi della Tuscia riscopriamo l’eredità e l’avanguardismo del popolo degli Etruschi

22 luglio 2021

Quando parliamo di Tuscia è molto difficile definire standard territoriali e paesaggistici precisi: estesa su tre regioni – Toscana, Umbria e Lazio – tra mare, colline, montagne, aree boschive, borghi, castelli e incroci di vie storiche, la Tuscia sembra possedere pochi elementi che accomunano il toponimo. Tra questi, però, l’indiscutibile fascino e il dominio etrusco.

Tuscia sta infatti per “territorio abitato dai tusci”, derivante dal plurale del latino etruscus che si contrae in tuscus. Ricca di paesaggi mozzafiato proprio perché così diversi tra loro, nei territori compresi nella Tuscia si trovano i Monti Cimini e i Monti Volsini, due grandi laghi vulcanici come il Lago di Vico e quello di Bolsena, foreste, sorgenti d’acqua termale, la Maremma Laziale e una costa che procede per chilometri fin quasi all’Argentario.

La Tuscia vanta una storia antica, in parte ancora da decifrare e riscoprire, profondamente legata al popolo etrusco. Quest’ultimo era caratterizzato da elementi e tratti culturali atipici rispetto ai contemporanei. Basti pensare alla loro disponibilità di mezzi di trasporto, e all’introduzione di una vera e propria rivoluzione nelle logiche degli spostamenti che influirono molto anche sulla loro espansione. Malgrado sia impossibile negare la profonda influenza che gli etruschi ebbero sulla civiltà romana, sono numerose le caratteristiche che li rendono ancora oggi un popolo unico: la loro lingua è ancora indecifrata, le donne etrusche erano libere e attive nella società - a differenza di quanto avveniva tra i Romani e i Greci- partecipavano alle cerimonie pubbliche e ai banchetti assieme ai mariti, avevano la possibilità di continuare a portare il proprio nome anche da sposate e, infine, avevano largo accesso all’istruzione.

Il tutto rientra in un concetto di società ritenuta la vera origine dell’attuale civiltà italiana, al punto che lo storico Jacques Heurgon definisce gli Etruschi come “gli Italici di ieri e di oggi, che ci appaiono in una impressione di allucinante consanguineità” e che rappresentano il “focolaio determinante della civiltà italiana”. Spiccano pittura e scultura, di cui si porta avanti un costante perfezionamento delle tecniche; musica e danze assumono un concetto di “accompagnamento” per molti eventi, influenzando così moltissimi dei popoli e delle culture successive.

Ma l’eredità più florida che ci hanno lasciato riguarda l’architettura, apprezzabile in alcune località tra Lazio, Toscana e Umbria. Celebri sono gli archi etruschi che caratterizzano Perugia, e le cinte murarie che rappresentavano una costante delle loro città. Città dotate di una struttura particolare che parte dalla loro caratteristica fondazione: il perimetro e le forme venivano tracciate al suolo con un aratro, delineando una disposizione urbanistica sempre molto simile – che verrà poi ripresa anche dai Romani – e che ritroviamo oggi in molte città toscane umbre e laziali. Degno di nota è anche l’arco etrusco di Volterra, sul quale sono ben visibili tre teste di pietra che rappresentano Giove e i gemelli Castore e Polluce, protettori della città.

Celebri sono inoltre le loro tombe, costruite in pietra e arrivate fino a noi suggerendo molti elementi caratteristici della loro civiltà. Per gli etruschi era infatti cruciale predisporre un ambiente familiare nel quale il defunto potesse trascorrere la vita nell’aldilà. Per questo motivo le cosiddette necropoli venivano costruite al di fuori della cinta muraria della città, in ambienti sotterranei molto ampi arredati con il massimo della cura. Si pensi in proposito alle antiche necropoli di Poggio Buco a Pitigliano (Grosseto), che presentano uno dei primi esempi storici di tombe a camera, interamente scavate nel tufo e precedute da una discesa di ingresso.

Gli etruschi furono poi in grado di contribuire enormemente all’avanzamento delle tecniche di lavorazione dei metalli preziosi, perfezionando pratiche prima del tutto grezze e improvvisate e dotandole di metodi precisi: dalle incisioni alla filigrana con una particolare abilità per la granulazione. Molti dei loro tesori sono venuti alla luce proprio dalle tombe etrusche: monili e oggetti d’oro impreziositi da decori estremamente raffinati. Alcuni di questi sono in mostra presso il Museo Gregoriano Etrusco della Città del Vaticano.

Gli Etruschi sono ancora oggi un popolo misterioso e, al tempo stesso, avanguardista. Una civiltà che è riuscita a legare indissolubilmente le sue peculiarità al territorio che ha abitato. Per questo la Tuscia ci sembra ancora oggi così inafferrabile, l’unione tra terra e costa e l’intreccio delle storie che l’hanno forgiata nei secoli hanno reso questi paesaggi ricchi di un fascino immortale.

In Cover panorama di Sorano, in Toscana

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