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L’undertourism per la gita fuori porta di 48 ore perfetta

25 giugno 2021

Ogni cento metri il mondo cambia” diceva lo scrittore cileno Roberto Bolaño. Interpretando l’espressione di Bolaño in senso stretto, potremmo dire che non è necessario andare lontano per trovare uno spicchio di mondo che non abbiamo mai visto. C’è un mondo da scoprire che inizia appena fuori da casa nostra. L‘undertourism omaggia il valore veicolato da questo concetto, spingendoci a riscoprire le bellezze del nostro Paese attraverso vacanze con mete entro i confini nazionali o regionali.

Questa modalità di viaggio si è affermata nel 2020 e, un po’ stupevolmente, rimane un trend solidissimo nel 2021. Eppure, non si tratta di una novità assoluta. Già nel 2019 cominciava a prendere piede in Italia e altrove un’attività legata al viaggio sempre più ragionata e meno casuale, sempre più attenta a percorsi e scopi e non più concepita come il semplice e netto allontanamento dagli scenari quotidiani, come una drastica fuga. Ecco quindi che l’anno 2020 ha ridefinito le nostre vite e le nostre abitudini e accelerato anche il passaggio a un “turismo consapevole”, breve e di riscoperta. Con delle caratteristiche specifiche.

Sono più gettonati percorsi di appena 48 o 72 ore e sono favoriti i viaggi all’aria aperta, a contatto con la natura, ricchi di attività sportive diverse e di esperienze outdoor, favorite da un territorio – quello del Belpaese – che dal canto suo è in grado di offrire anche una varietà paesaggistica e territoriale con pochi paragoni in tutto il mondo. Di questi viaggi nella natura, componente essenziale si dimostra essere l’offerta eno-gastronomica del luogo.

Il Rapporto Sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021, curato da Roberta Garibaldi (professore di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico), ci dice di più sul trend di riscoperta dei propri territori che ha interessato gli italiani anche nel 2021.  Scopriamo che le località di mare rappresentano la partenza di un viaggio che conduce ad esperienze enogastronomiche nell’entroterra (53% dei turisti enogastronomici), prima che in città d’arte e in località montane. La voglia di vivere all’aria aperta spinge i turisti alla ricerca di sistemazioni come agriturismi (l’86% ha intenzione di alloggiarvi) e relais di campagna (59%), con una ricerca di soluzioni innovative, tra cui spiccano alberghi a tema cibo-vino (56%), glamping (29%) e case sugli alberi (32%).  Secondo lo stesso rapporto, è determinante, insieme alla possibilità di praticare sport nella natura, la componente wellbeing. Attività come lo yoga e il forest bathing assumono particolare importanza nell’undertourism.

Il 2020 ha quindi cambiato il turismo? Ci ha insegnato a riscoprire e ad apprezzare le bellezze del nostro Paese? Di certo, sulla base delle opzioni e dei paradigmi di viaggio scelti dagli italiani per le loro avventure nella natura, sembra che oggi la meta sia davvero scelta con cura, con uno sguardo all’unicità dell’esperienza e alle possibilità di arricchimento spirituale e fisico.

Cover via pagina Facebook @VanigliaVintage

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