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Quando Alfred Hitchcock inventò il “MacGuffin”: il particolare più insignificante e più importante del cinema

15 settembre 2021

Si tratta di una delle invenzioni più geniali e folli della storia del cinema. Un particolare talmente insignificante da avere un’eco sconcertante e inaspettata. Parliamo del MacGuffin, l’espediente narrativo inserito da Alfred Hitchcock nelle sue pellicole. Un motore in grado di mandare avanti la storia e avere un grande significato per i personaggi, ma nessuna importanza per la pellicola e per il pubblico, sebbene attorno a questo si svolge l’azione e si crea l’enfasi.  “Tutto o niente“, come spiegava il celebre registra quando gli veniva chiesto cos’è il MacGuffin.

La definizione di MacGuffin secondo Hitchcock

«Cos’è quel bagaglio dalla forma strana sopra la sua testa?», chiede un uomo al passeggero di fronte, su un treno inglese diretto in Scozia. «Quello è un MacGuffin», risponde il passeggero. «E cos’è un MacGuffin?», chiede allora ancora più incuriosito. «È un apparecchio per catturare leoni sulle Adirondack», risponde l’altro. «Ma non ci sono leoni sulle Adirondack!» – ribatte l’uomo- «Bene, allora non è un MacGuffin», conclude il passeggero. 

È con questo breve racconto che Alfred Hitchcock amava rispondere a chi domandava cosa fosse un “MacGuffin”, come ha riportato  François Truffaut nei dialoghi raccolti nel libro “Il cinema secondo Hitchcock”.

In forma meno surreale e, forse, più concreta, si può descrivere il MacGuffin come un espediente che, con la sua semplice presenza, permette alla narrazione di un film o di un romanzo di prendere avvio. Non si tratta di un elemento dal valore centrale per lo svolgimento della trama e il perseguimento della storia, ma di un intrigo pretestuoso intorno al quale prende forma la scena. Il nome è stato coniato dallo stesso regista e deriva da quello dello sceneggiatore Angus MacPhail, storico collaboratore del “maestro del brivido”.

“Qualcosa di cui si preoccupano i personaggi e non il pubblico. Siano essi i progetti del motore di un aereo o della bomba atomica”, come provava a spiegare lo stesso Hitchcock.

Il MacGuffin nella storia del cinema

Il  MacGuffin più celebre è la busta con i 40mila dollari che compare all’inizio di Psycho. La pellicola inizia con una ragazza che ruba dei soldi e li porta via con sé per poi nasconderli in una busta da lettere, che viene ripetutamente e insistentemente inquadrata come fosse il centro della storia. D’altra parte le regole dell’audiovisivo hanno abituato il pubblico che “se una pistola viene inquadrata questa prima o poi dovrà sparare”. Eppure la busta con i 40mila dollari è solamente un espediente narrativo, utilizzato per raccontare la vera storia e poi sparire silenziosamente dalla trama e dalla scena.

Per il regista doveva essere un elemento “quasi invisibile” e di cui il pubblico non si doveva interessare. In Pulp Fiction, per esempio, nell’episodio che vede come protagonisti Jules e Vincent (interpretati da Samuel L. Jackson e John Travolta), Quentin Tarantino pone appositamente l’attenzione degli spettatori sulla famosa valigetta, riuscendo a stuzzicare la curiosità del pubblico. Ma nessuno conosce il contenuto della valigetta.

L’evoluzione del MacGuffin negli anni

Un MacGuffin può essere tutto, anche un personaggio. In “Salvate il soldato Ryan”, per esempio, la storia si sviluppa attraverso l’operazione di salvataggio dell’omonimo soldato; o ancora, in “Una notte da leoni”, Doug, il futuro sposo, è assente nella maggior parte degli eventi, eppure il suo addio al celibato ha dato avvio alla narrazione.

Sono quindi moltissimi i film che contengono un MacGuffin, sia esso un oggetto inanimato come il Cuore dell’Oceano, il ciondolo da cui parte il flashback di Titanic, o un robot, come R2-D2 (o C1-P8) in Star Wars, definito tale dallo stesso regista George Lucas.

Un espediente che ha attraversato la storia del cinema, arrivando alla serialità contemporanea , come nella puntata “La storia dell’ananas” della fortunata sitcom How I Met Your Mother.

Non manca neppure nei romanzi e nel mondo dell’arte la presenza di questo espediente narrativo, oltre che nella filosofia o, come azzardato da alcuni osservatori,  negli eventi di cronaca.

Attenzione ai falsi

Ma non lasciamoci ingannare dai falsi MacGuffin, ovvero quegli elementi che in realtà hanno una loro funzionalità e un ruolo nella storia. Un esempio l‘’Unico Anello de Il Signore degli Anelli, potrebbe sembrare un espediente narrativo, dal momento che ha un ruolo marginale ma è di per sé centrale nello svolgimento delle vicende che coinvolgono i protagonisti della trilogia, o, ancora, la lampada in Aladdin.

Così, dopo aver scoperto cosa si nasconde dietro uno degli espedienti narrativi più apprezzati nella storia del cinema, possiamo affermare con estrema certezza che questo articolo non è un MacGuffin.

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