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Economia
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Perché imparare a parlare in pubblico è fondamentale per realizzarti sul lavoro

01 giugno 2019
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Comunicare bene è sempre più importante nel mondo del lavoro e parlare in pubblico in maniera convincente diventa quasi sempre la chiave per il successo, a prescindere da quale sia la professione scelta.

"Persuasion" è una delle caratteristiche più richieste e cliccate su LinkedIn e, secondo lo stesso sito, è una di quelle abilità che varrebbe maggiormente la pena acquisire nel 2019. La capacità di esprimersi bene è sicuramente un indicatore del carisma di una persona. Coloro che parlando riescono a toccare le giuste corde, si rivelano in grado di emergere anche in ambienti di lavoro molto affollati e vengono riconosciuti dagli altri come leader. Per questo riescono anche a esercitare una forma di autorità non coercitiva ma positiva. Nel suo saggio Consider the Lobster and Other Essays, lo scrittore americano David Foster Wallace spiega bene in che cosa consista questo tipo di autorità, definendola “un potere che tu gli conferisci [al leader, ndr] volontariamente.” Secondo Wallace, alle persone piace il modo in cui un vero leader fa sentire loro, la maniera in cui dà loro la spinta per lavorare e la sua capacità di spingerle oltre i loro limiti.

Per arrivare a essere dei leader riconosciuti e convincere gli altri a investire sulle proprie idee bisogna migliorare la propria capacità di parlare in pubblico. Lo storytelling, che fino a qualche decennio fa veniva considerato una semplice soft skill, oggi è fondamentale: bisogna avere una storia valida e bisogna saperla raccontare bene a chi potrebbe investire su di voi e sul vostro talento. Nel suo best seller The story Factor, Annette Simmons scrive: “La gente non vuole più informazioni. Vuole credere in te, nei tuoi fini, nel tuo successo, nella storia che tu stesso racconti. È la fede a smuovere le montagne, non i fatti. La fede ha però sempre bisogno di una storia che la sostenga, una storia significativa che sia credibile e che ispiri fiducia in voi.”

L’empatia è una dote fondamentale dei grandi oratori e dei grandi leader. Leggere le emozioni delle altre persone, oltre che le nostre, è essenziale per una buona comunicazione e soprattutto per parlare in pubblico. Già nel 1600 il filosofo francese Blaise Pascal teorizzava come la persuasione si basasse prima di tutto sull’empatia. Oggi, uno studio di un gruppo di psicologi dell'Università di Princeton conferma quelle teorie. I ricercatori hanno scoperto che, quando un narratore e un ascoltatore provano la stessa emozione, i loro schemi cerebrali si combinano in maniera identica. Secondo il coordinatore dei ricercatori, il dottor Luke Chang, le emozioni hanno una “firma neurale” che è essenzialmente la stessa per tutti gli esseri umani. La ricerca mostra che siamo più simili di quanto possiamo pensare e suggerisce che chiunque può imparare a leggere le emozioni. Capire ciò che sentono gli altri porterebbe concreti vantaggi anche sul posto di lavoro, garantendo una comunicazione migliore con colleghi e clienti.

Seppure doti come l’empatia, il carisma o la capacità di presentarsi in maniera brillante siano innate, è pur vero che l’arte della persuasione si può sempre imparare. Già nel quarto secolo a.C., Aristotele aveva scritto un trattato tanto esteso quanto completo sull’arte della persuasione. Soprattutto nel secondo dei tre libri che formavano la sua famosa Retorica, il filosofo greco individuava i tre pilastri della persuasione: l’ethos, basato sulla credibilità, il pathos, basato sulla credibilità, e infine il logos, fondato sulla padronanza degli schemi di ragionamento. Winston Churchill studiò la retorica di Aristotele quando aveva solo 23 anni, ignaro di quanto gli sarebbe tornata utile più avanti. Diventato primo ministro, Churchill elaborò cinque semplici consigli da dare a chi voleva imparare a parlare in pubblico: “usa parole corte e semplici, fai attenzione al ritmo e al suono delle parole, spiega fino a che l’evidenza non convincerà chi ti ascolta, usa analogie e cerca parole che abbiano una carica emozionale”. Non contento, Churchill rafforzò il concetto in uno dei suoi tanti celebri aforismi: “Chi è capace di parlare in pubblico, ha tra le mani un potere più duraturo di quello di un grande monarca”.

Acquisire la capacità di saper parlare in pubblico apre moltissime opportunità di carriera e può cambiare la considerazione che gli altri hanno di voi. Il problema è che saper parlare agli altri non è facile per tutti allo stesso modo. Nel 2014, un’indagine della Chapman University aveva fatto emergere come la paura di parlare a una folla fosse la fobia più riscontrata tra gli intervistati: ben il 25% delle persone interrogate si diceva terrorizzata dalla prospettiva di doversi cimentare con il public speaking. Un’altra ricerca sempre del 2014, condotta su un campione di lavoratori statunitensi, evidenziava come il 12% dei soggetti presi in esame si dicesse pronto a lasciare l’onere di una presentazione a un collega, anche se questa scelta avrebbe potuto avere ripercussioni negative sul posto di lavoro. Ben il 70% dei partecipanti al sondaggio era comunque conscia di quanto il saper parlare agli altri si rivelasse un fattore fondamentale per il successo sul lavoro.

La ragione di certe paure è spesso profonda: il nostro cervello tende a vedere nelle occasioni di crescita più una possibile minaccia che un’opportunità. Quando ci si trova di fronte un gruppo di sconosciuti pronti ad ascoltare solo noi il rischio è di incorrere in quella che lo psicologo americano Walter Cannon chiamò, già negli anni Venti del secolo scorso, fight-or-flight response. Quando il cervello va in modalità fight-or-flight, letteralmente “lotta o vola via”, la naturale dose di adrenalina che il corpo rilascia in determinate situazioni finisce per essere controproducente: non solo aumenta i battiti del nostro cuore ma porta anche ad avere la gola secca, ad aumentare la tendenza ad arrossire, a sudare e a tremare. Tutti questi inconvenienti possono minare la nostra performance e quindi farci desistere dal fare nuovi tentativi con il public speaking in futuro. Eppure c’è chi ha lavorato su questo aspetto al punto da trasformare la propria predisposizione a parlare in pubblico in una professione vera e propria: si tratta degli oratori professionisti.

Manoj Vasudevan di lavoro fa lo speaker motivazionale ed è uno dei migliori al mondo nel settore: nel 2017, ha addirittura vinto il premio di campione del Mondo di Public Speaking. In una intervista alla CNBC, Vasudevan ha spiegato perché parlare in pubblico è un aspetto tanto cruciale per il successo professionale: “Per essere visto come un leader, devi saper ispirare gli altri con le tue parole.”  Sapersi esprimere davanti a una platea è una abilità che, come qualunque altra, necessita di un percorso di apprendimento e deve essere praticata e allenata nel tempo. Nel suo libro Quiet: The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking, l’autrice Susan Cain rimarca proprio questo aspetto: “La chiave per diventare un leader è cimentarsi  spesso in brevi discorsi in pubblico. Bisogna fare pratica molte e molte volte, partendo dal parlare a piccoli gruppi formati da persone che ci conoscono e ci supportano”.

Secondo Cain, quando si vuole imparare a persuadere chi si ha intorno, uno degli errori più frequenti è quello di voler copiare qualcuno che consideriamo un modello di leader. Il primo passo da fare per migliorare, suggerisce Susan Cain, è proprio riconoscere che ognuno può essere un leader in una propria maniera, senza snaturarsi e comunicando quello che sente veramente.

Imparare a parlare in pubblico è complicato ma vale la pena di impegnarsi un po’: oggi più che mai, il carisma e la capacità di sapersi imporre grazie al proprio eloquio sono essenziali per fare carriera e raggiungere grandi traguardi. Come ricorda sempre Manoj Vasudevan in ogni suo intervento: “Se riesci a pronunciare un discorso ben pensato, questo ti darà uno slancio utile per promuovere il tuo scopo e aiutare gli altri a raggiungere il loro.” A volte sono sufficienti solo una manciata di frasi ben pensate per far svoltare una carriera. Trovate il coraggio di dirle, al momento giusto e a più persone possibili.

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