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Rosalind Franklin, la scienziata che scoprì il DNA ma non vinse il premio Nobel

13 giugno 2018

Un'appassionata ricercatrice, un ambiente maschilista, una foto sensazionale, una doppia elica, una scoperta rivoluzionaria, un furto di dati, una grandissima ingiustizia. Sono gli ingredienti della storia di Rosalind Elsie Franklin, che sembra un'ottima sceneggiatura cinematografica e invece è il racconto vero di una donna straordinaria dimenticata dal mondo scientifico, che l'ha privata dei riconoscimenti che invece le erano dovuti.

Una vita triste quella di Rosalind, morta nel 1958 a soli 37 anni, uccisa dalla sua stessa passione per la scienza.

Passione dimostrata fin da piccola. Nata a Londra nel 1920 da una famiglia di banchieri ebrei, è una bambina incredibilmente intelligente e portata per le materie scientifiche, tanto che "fare scienza" diventa presto il suo sogno più grande. Ma nell'Inghilterra del tempo le donne non possono nemmeno ambire a tale, importantissimo ruolo nella società. Nonostante lo scetticismo dei familiari, le viene comunque concesso di poter inseguire la sua strada, che nel 1945 culmina in un dottorato presso l’università di Cambridge.

Due anni più tardi decide di trasferirsi a Parigi, in un ambiente più favorevole e aperto. Qui consolida la sua reputazione e si specializza nelle tecniche di diffrazione dei raggi X. Mentre Rosalind è all'estero, in patria il mondo scientifico è in subbuglio per scoprire meglio forma e funzione del DNA, cioè la molecola che trasmette informazioni genetiche da una cellula all'altra. Maurice Wilkins, al King’s College di Londra, cerca di dare una risposta al dilemma, impiegando proprio la tecnica della diffrazione dei raggi X.

Nel 1951 John Randall, direttore al King’s College, pensa di chiamare Rosalind, ormai affermata esperta di cristallografia, perché aiuti Wilkins nello studio della struttura del DNA. La ricerca però non è fatta di soli dati, ma anche di ricercatori con personalità assai differenti. Rosalind e Wilkins non vanno d'accordo e si ritrovano a lavorare ognuno per conto proprio. Rosalind scopre, suo malgrado, che l'ambiente del King's College è maschilista e misogino. Wilkins la vorrebbe come sua assistente, pronta a condividere dati e risultati. Rosalind, da esperta cristallografa e donna sicura qual è, si ribella, tanto da essere definita brusca e intransigente nel lavoro e meritarsi il nomignolo "la terribile Rosy".

In un clima a dir poco ostile, Rosalind riesce a perfezionare la diffrazione a raggi X e scopre le 2 forme del DNA, A e B, passo decisivo alla descrizione della sua struttura. Nel frattempo, a Cambridge, anche Francis Crick e James Watson lavorano al DNA, costruendo modelli tridimensionali in scala e sfruttando tutte le conoscenze all'epoca a loro disposizione.

Tra il 1951 e il 1952, Rosalind riesce a fotografare il DNA, ottenendo immagini straordinariamente chiare. Una in particolare, la celebre Photograph 51, svela la struttura a doppia elica della molecola. La foto immortala una singola fibra di DNA a 15 millimetri dalla sorgente di raggi X con un’esposizione di circa 100 ore.

Contemporaneamente Watson e Crick fremono per pubblicare i risultati del loro lavoro. Hanno bisogno d'aiuto, così Watson con arroganza si rivolge a Rosalind, ma lei rifiuta. Ma Wilkins, in modo assai poco etico, mostra a Watson la foto 51. Non appena Watson vede l'immagine sobbalza: è la prova sperimentale che attendeva, la prova della struttura a doppia elica del DNA.

Nel 1953 Watson e Crick pubblicano su Nature la descrizione della struttura a doppia elica del DNA. Seguono altri 2 articoli: uno di Wilkins e uno della stessa Rosalind, che suffraga con entusiarmo con le sue immagini l'ipotesi di Watson e Crick, pur senza sapere che in realtà quella teoria è stata formulata proprio grazie ai suoi dati sperimentali rubati.

Nel 1953 Rosalind Franklin si trasferisce al Birkbeck College a lavorare sulla struttura dei virus, ma nel 1956, si ammala di un tumore alle ovaie, probabilmente dovuto all'esposizione frequente ai raggi X. Il 16 aprile del 1958 muore a soli 37 anni.

Quattro anni dopo arriva per lei la beffa finale: grazie a quegli articoli pubblicati su Nature, Watson, Crick e Wilkins ricevono nel 1962 il premio Nobel. Rosalind non viene neanche citata dai due. Solo nel 1968 Watson parlerà di lei nel suo libro "La doppia elica": la descriverà con toni insultanti e umilianti, mai ritrattati tra l'altro.

Rosalind Franklin fu una grande donna e una grandissima scienziata. I suoi cari raggi X le svelarono uno dei segreti dell'umanità, ma la condannarono anche a una morte prematura: forse l'unica vera sconfitta visto che i riconoscimenti, anche quelli più prestigiosi, a lei non interessavano davvero. O almeno non quanto mettere la scienza e le sue conoscenze al servizio dell'umanità.

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