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Fotografia
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Per conoscere le opere di una mostra a Reggio Emilia ora basta una telefonata

13 novembre 2020

Ne Le favole al telefono, una delle più famose raccolte di Gianni Rodari, il ragionier Bianchi, costretto a girare l’Italia per lavoro, si ritrova ogni sera, alle nove in punto, a raccontare una favola al telefono alla figlia, per augurarle la buonanotte. Proprio da questa idea, a causa della chiusura degli spazi espositivi, nasce Opere al telefono, l’iniziativa della Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia per non perdere il contatto con il pubblico e promuovere le opere ospitate.

Ogni mercoledì, dall’11 novembre al 23 dicembre, dalle 17 alle 19, è possibile chiamare il numero 0522/444446 per farsi raccontare dagli esperti della Fondazione una tra le opere presenti nella mostra fotografica collettiva True Fictions. Fotografia visionaria dagli anni ‘70 ad oggi, selezionabile nella galleria presente sul sito web dell’istituzione. Chi vorrà intrattenersi potrà chiedere informazioni sulle tecniche utilizzate, la vita degli artisti, gli aneddoti, le idee e le storie dietro ogni immagine, proprio come se fosse una visita guidata.

Cindy Sherman, Sandy Skoglund, Lori Nix, sono solo alcuni degli artisti presenti in quella che è la prima retrospettiva mai realizzata in Italia sulla staged photography, la tendenza nata negli anni Ottanta che, con l’apertura all’invenzione, al surreale e alla finzione scenica, ha rivoluzionato la fotografia.

In copertina, Sandy Skoglund, Revenge of the Goldfish, 1981 Courtesy: Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

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