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Ray Bradbury, raccontare presente e passato attraverso il futuro

07 luglio 2017

In tanti hanno cominciato a leggere fantascienza grazie a Ray Bradbury. Possiamo tranquillamente etichettarlo come uno dei mentori del genere insieme ad Isaac Asimov e Philip Dick. Tra i tre, però, Bradbury è senz’altro quello che gode di un’ammirazione più pura che va oltre i limiti del genere. La sua, infatti, non è la hard sci-fi di Asimov, e non è quella lisergica di Philip Dick; è una fantascienza soft, che si inserisce in quel tipo di narrativa più europea che americana che ricorda George Orwell e Aldous Huxley.

Forse non è un caso: le sue origini sono tutte europee. Padre inglese, madre svedese, Bradbury nasce in Illinois e scopre sin da piccolo l’amore per la fantascienza. Ci si appassiona, al punto che comincia a scrivere “per gioco” e poi a inviare i suoi primi racconti alle riviste di settore: non solo sci-fi ma anche polizieschi, noir, horror. È un lettore vorace e uno scrittore in erba talentuoso. La sua fantasia è un’arma a doppio taglio: nelle interviste ammette di essere stato un bambino solo e tormentato da spettri, fantasmi, mostri di ogni tipo. D’altronde uno dei suoi punti di riferimento è stato Edgar Allan Poe.

A trent’anni raccoglie parte dei suoi racconti in Cronache marziane: l’essere umano che colonizza il Pianeta Rosso. Il vero riconoscimento, però, arriva in due tempi. Nel 1951 pubblica Gli anni del rogo che verrà poi espanso e trasformato nel suo capolavoro: Fahrenheit 451.

Il suo successo continua lungo tutta la carriera, andando a interessare anche l’ambiente cinematografico (scriverà la sceneggiatura di Moby Dick, la balena bianca di John Huston), e pubblicherà diversi romanzi e centinaia di racconti brevi, diventando un vero e proprio maestro del formato short al pari dei grandi nomi come Richard Matheson.

Per scoprire il valore di Ray Bradbury e capire la sua poetica devi assolutamente recuperare questi tre volumi.

CRONACHE MARZIANE – IS THERE LIFE ON MARS?

Una via di mezzo tra romanzi e racconti brevi, Cronache Marziane è un ottimo punto di partenza per iniziare a leggere Bradbury. Questa antologia racchiude racconti che presentano un filo comune: la colonizzazione di Marte da parte della razza umana, un argomento di grande attualità vista l’ascesa di personalità come Elon Musk. Bradbury lascia da parte la parte scientifica spingendo l’acceleratore sulla fantasia. in molti hanno visto nei racconti di Cronache marziane  una grande analogia con la colonizzazione dell’America, con i marziani al posto dei nativi americani.

FAHRENHEIT 451 – L’UOMO E IL LIBRO

In un futuro non così lontano, i libri sono dichiarati fuorilegge. La punizione per chi ne ha uno in casa è il fuoco: i pompieri non si occupano più di domare le fiamme ma, anzi, si occupano di eliminare la carta. Il tempo delle persone viene sacrificato davanti agli schermi televisivi, con trasmissioni divenute interattive che elargiscono intrattenimento puro svuotato da ogni arricchimento culturale. Montag, il protagonista del racconto, è un vigile del fuoco che, di fronte all’ennesimo episodio di repressione violenta, finisce per domandarsi qual è il valore di questi oggetti tanto temuti per i quali la gente è disposta a rischiare la vita. È facile rivedere in Fahrenheit 451 i giganti della narrativa distopica come 1984 di Orwell e Il mondo nuovo di Huxley: il romanzo si Bradbury è una favola distorta sulla potenza di chi controlla il flusso di informazioni, sulla pericolosità della censura e del consumo di massa. Dal libro è stato tratto un film diretto da Francois Truffaut nel 1966.

CENTO RACCONTI – AUTOANTOLOGIA 1943 – 1980

Ci sono altri bellissimi romanzi da recuperare (in particolare ti consiglio Il popolo dell’autunno) ma non potevamo esimerci da dedicare l’ultimo consiglio ai tantissimi racconti brevi scritti da Ray Bradbury. In particolare a questo librone, edito da Mondadori, che è una raccolta selezionata di cento racconti scritti nell’arco di quarant’anni di carriera. Circa 1300 pagine con storie che spaziano dal poliziesco alla fantascienza fino all’horror.

Foto: Flickr

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