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Alcuni cartografi stanno completando le mappe nel mondo grazie ai satelliti

06 luglio 2020
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Una mappa globale fatta da e per le persone. Un gruppo di esperti, professionisti e appassionati di spazio che in vari angoli del Pianeta hanno il sogno di creare una cartina del mondo in costante evoluzione e accessibile a tutti. Questo è dal 2004 OpenStreetMap, una sorta di Wikipedia cartografia costituita da circa un milione di cartografi volontari – la comunità più numerosa in questo ambito – che stanno creando, completando e aggiornando una mappa del Pianeta con l’aiuto dei satelliti. Il loro scopo è fornire a se stessi e a chiunque utilizzi il servizio il più accurato e oggettivo aiuto possibile.

La carta è consultabile gratuitamente sul sito openstreetmap.org e si fonda sulla passione di questa grande comunità di mappatori, che contribuiscono e mantengono aggiornati i dati sulle città, le strade, le stazioni e addirittura i bar di tutto il mondo.

Utilizzando immagini aeree, dispositivi Gps e mappe locali, dati che provengono da agenzie governative come la Nasa o l’Agenzia Spaziale Europea e spesso sono pubblici, si verifica costantemente che Osm sia aggiornata e accurata.

La sua accuratezza cresce infatti di anno in anno grazie al numero sempre più alto di satelliti in orbita. A oggi sono più di 700 a orbitare intorno alla Terra, mentre solo nel 2014 erano appena 192. Ciò equivale a un’enorme crescita di immagini prodotte e a ritmi molto più sostenuti. Se a questo si unisce lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che attraverso algoritmi velocizza molti passaggi e identifica rapidamente oggetti e persone, è evidente come la costruzione di questa grande mappa diventi sempre più facile.

OpenStreetMap è un gruppo attivo e inclusivo, dalla forte vocazione umanitaria e il cui scopo è principalmente comunitario e sociale. Basti pensare che tra i loro progetti più recenti c’è quello di creare cartine consultabili dalle persone cieche, in particolare dai bambini, per imparare a muoversi nella propria città. Nel giugno 2019 poi, in Kosovo, Osm ha organizzato lezioni di Gis (sistema informativo geografico) per ragazzi delle scuole superiori, allo scopo di implementarne le conoscenze e le abilità in vista di un possibile futuro sbocco lavorativo.

Si è anche assunta il compito di mappare alcuni insediamenti a Nairobi, capitale del Kenya, per monitorarne la situazione idrica e sanitaria; ha organizzato  il controllo analitico delle strutture per la lotta all'Hiv nelle Filippine, Paese particolarmente vulnerabile alla malattia. Sempre grazie a Osm gli archeologi hanno scoperto tombe nascoste, la polizia ha ritrovato persone scomparse o localizzato depositi illegali di munizioni, le organizzazioni umanitarie sono riuscite a distribuire aiuti in modo preciso alle persone durante le inondazioni, gli ambientalisti hanno potuto monitorare fenomeni come la deforestazione, e tanto altro ancora

OpenStreetMap, a differenza di altre imprese private e a scopo di lucro, è sempre gratuita e open data. Ciò significa che chiunque è libero di usarla – proprio come Wikipedia – a patto che venga riconosciuta come fonte. A differenza di altri strumenti simili, come Google Maps, Osm offre infatti le informazioni richieste dai suoi utenti senza presentare loro contenuti sponsorizzati o pubblicitari.

Ci sono altri progetti collettivi assimilabili, come StoryMap, che combina mappe interattive disponibili sul web a testo, foto, video e altri contenuti multimediali per creare la narrazione di una serie di eventi, o Ushahidi, creato nel 2008 a Nairobi per registrare e raccontare le violenze post-elettorali in Kenya e che ancora oggi si occupa principalmente del monitoraggio di fenomeni sociali. Osm, però, ha ambizioni ancora più grandi: registrare i cambiamenti climatici e non solo del Pianeta, rendendo accessibili a chiunque ne abbia la necessità queste informazioni.

Per Josef Koller, direttore di sistema della Aerospace Corporation, centro di ricerca e sviluppo federale nella California del Sud, se Osm continuerà a essere aggiornato con cura e costanza, potrà portare a una “Geoint Singularity”, cioè un momento in cui le persone potranno esplorare qualsiasi luogo del mondo anche senza i mezzi economici o le competenze necessarie. Un traguardo che renderebbe questo strumento in grado di colmare il gap digitale tra classi sociali, permettendo a tutti di controllare come vengono raccolte, usate e interpretate le informazioni che media e istituzioni riportano.

L’uso dei satelliti ha già un impatto enorme nella nostra vita quotidiana: dal monitoraggio del meteo a quello dei servizi di car o bike sharing, ci permette di scoprire luoghi, scegliere ristoranti vicini a noi, incontrare persone, orientarci e fare scelte più consapevoli. I dati geospaziali hanno anche il potenziale per prevedere e contrastare l’emergenza climatica che minaccia il Pianeta e tutti i suoi abitanti. OpenStreetMap è un modo per utilizzare al meglio la tecnologia, con uno sguardo puntuale, obiettivo, sensibile e comunitario su un mondo che cambia sempre più in fretta e che ha bisogno della nostra conoscenza per essere tutelato e protetto.

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